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Art. 620 Codice di Procedura Penale — Sezione Sez. F Penale

3 provvedimenti

Altri anni per Art. 620 Codice di Procedura Penale

Prescrizione del reato di truffa: finto broker evita il carcere
Un finto promotore finanziario ha raggirato numerosi investitori per oltre sei milioni di euro, promettendo rendimenti elevati ma utilizzando in realtà uno schema Ponzi. La Corte d'Appello aveva fissato la decorrenza della prescrizione al momento della scoperta della frode. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso della difesa, stabilendo che la truffa è un reato istantaneo e la prescrizione del reato di truffa inizia a decorrere dal momento dell'effettivo danno patrimoniale (avvenuto nel 2015) e non dalla scoperta del raggiro. Di conseguenza, i reati di truffa sono stati dichiarati estinti per prescrizione, con conseguente annullamento senza rinvio della condanna per tali capi e ricalcolo della pena per il solo reato di abusivo esercizio della professione finanziaria.
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Consegna e straniero residente: il reinvio in Italia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36351/2019, ha stabilito un principio fondamentale in materia di Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.). Il caso riguardava la richiesta di consegna da parte della Spagna di un cittadino senegalese, da lungo tempo residente in Italia, per un reato di traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato la legittimità della consegna, ma ha annullato la sentenza d'appello nella parte in cui ometteva di condizionare la consegna al reinvio della persona in Italia per l'espiazione dell'eventuale pena. È stato chiarito che la nozione di 'straniero residente' non si basa sulla mera residenza anagrafica, ma su un effettivo e dimostrabile 'radicamento' sociale, familiare ed economico nel territorio nazionale. La Corte ha quindi disposto d'ufficio tale condizione, affermando il proprio potere di correggere la decisione senza necessità di un nuovo giudizio d'appello.
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Riduzione pena rito abbreviato: l’errore in appello
Un imputato, condannato per uso di atto falso, si è visto erroneamente negare in appello la riduzione di un terzo della pena prevista per aver scelto il rito abbreviato. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, annullando la sentenza impugnata limitatamente al calcolo della pena e procedendo direttamente alla sua rideterminazione. La Corte ha applicato la riduzione omessa, diminuendo la condanna da quattro mesi a due mesi e venti giorni di reclusione, riaffermando l'obbligatorietà di tale sconto di pena.
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