Un cittadino ha opposto resistenza a pubblico ufficiale, minacciando e usando violenza contro agenti che eseguivano uno sgombero coattivo di terreni soggetti a usi civici. L'uomo sosteneva che un atto amministrativo, emesso due giorni dopo i fatti e non ancora esecutivo, legittimasse il suo uso del terreno, fungendo da scriminante per la sua condotta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che un provvedimento non ancora formalmente eseguibile non può giustificare la resistenza a pubblico ufficiale. La condotta dei pubblici ufficiali era legittima, non configurando un'ingiusta persecuzione. La sentenza ha confermato le attenuanti generiche, ma ha escluso che l'atto successivo potesse scusare la violenza.
Continua »