La Corte di appello di Milano ha accolto la domanda di estradizione presentata dalla Svizzera nei confronti di un cittadino straniero, indagato per traffico internazionale di oltre nove chilogrammi di cocaina. L'interessato ha proposto ricorso per cassazione, lamentando l'assenza di gravi indizi di colpevolezza e la genericità dell'imputazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, negli accordi bilaterali che non impongono la verifica dei gravi indizi, l'autorità giudiziaria italiana deve accertare soltanto la plausibilità dell'accusa secondo l'ordinamento dello Stato richiedente, senza riesaminare autonomamente le prove. La Suprema Corte ha confermato la consegna dell'indagato alle autorità elvetiche e lo ha condannato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »