Un uomo, accusato di rapina pluriaggravata, concorda con il pubblico ministero una pena di quattro anni e sei mesi di reclusione tramite patteggiamento. Successivamente, il suo difensore presenta un ricorso contro patteggiamento in Cassazione, lamentando la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici rilevano che le attenuanti erano già state concesse nella sentenza originaria, evidenziando una grave negligenza professionale del difensore. Per questo motivo, oltre al rigetto del ricorso, la Corte condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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