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Art. 615 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

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29 provvedimenti

Altri anni per Art. 615 Codice di Procedura Civile

Iscrizione ipotecaria: la Cassazione sulla notifica
Un contribuente contesta una iscrizione ipotecaria e diverse cartelle di pagamento. La Cassazione accoglie il ricorso, annullando la decisione precedente per motivazione apparente sulla notifica delle cartelle e per la mancata comunicazione preventiva obbligatoria prima dell'iscrizione ipotecaria. Il caso è rinviato per un nuovo esame.
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Pignoramento e notifica: la giurisdizione tributaria
Una società contesta un pignoramento fiscale sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, chiarendo che il giudice tributario ha giurisdizione per verificare la notifica degli atti precedenti; una volta accertata la regolarità della notifica, ogni altra questione sul pignoramento spetta al giudice ordinario. La Corte ha inoltre respinto le censure sulla produzione di prove in appello e sull'annullamento automatico del debito.
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Notificazione inesistente: quando l’atto è sanabile?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento lamentando una notificazione inesistente e un errore materiale nel numero della sentenza citata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando la violazione del principio di autosufficienza: il ricorrente non aveva trascritto gli atti della notifica, impedendo alla Corte di valutare il merito della questione. La decisione evidenzia l'importanza cruciale di redigere ricorsi completi e autosufficienti.
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Giurisdizione pignoramento tributario: la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha contestato la giurisdizione del giudice tributario su un atto di pignoramento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la giurisdizione sul pignoramento tributario spetta al giudice tributario quando i vizi lamentati non riguardano l'atto esecutivo in sé, ma gli atti impositivi presupposti, come un avviso di accertamento non notificato.
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Fermo amministrativo e giudicato: la decisione
Una contribuente contesta un preavviso di fermo amministrativo basato su cartelle esattoriali. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che il giudice di secondo grado ha errato nel non considerare due punti cruciali: l'esistenza di una precedente sentenza definitiva (giudicato) che annullava alcune delle cartelle e l'avvenuta estinzione di altri debiti tramite sanatoria. La sentenza impugnata è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Principio di autosufficienza ricorso tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza, poiché il ricorso non specificava in modo adeguato le doglianze originarie, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza dei motivi di appello senza dover consultare atti esterni al ricorso stesso.
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Responsabilità cessionario azienda: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i contorni della responsabilità del cessionario d'azienda per i debiti fiscali del cedente. Il caso riguardava un'azione di pignoramento avviata nei confronti di una società acquirente un ramo d'azienda, senza la preventiva notifica delle cartelle di pagamento originariamente indirizzate alla società venditrice. La Suprema Corte ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che non è necessaria la notifica dell'avviso di accertamento o della cartella di pagamento originaria al cessionario. È sufficiente notificargli un atto successivo, come l'intimazione di pagamento, per procedere legittimamente alla riscossione, data la sua responsabilità "da posizione". La Corte ha inoltre precisato che la contestazione relativa al mancato rispetto del beneficio di preventiva escussione del cedente rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello tributario.
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Spese di lite ente pubblico: quando si pagano?
Un contribuente contesta la condanna al pagamento delle spese legali a favore di un ente pubblico difeso in giudizio da un proprio funzionario. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, in materia tributaria, normative specifiche consentono la liquidazione delle spese di lite a favore dell'ente pubblico anche senza l'assistenza di un avvocato. Questa pronuncia ribadisce la validità delle regole speciali sulle spese di lite ente pubblico nel processo tributario.
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Disconoscimento copia: quando è valido in giudizio?
Un contribuente ha impugnato un pignoramento, contestando la notifica di un atto presupposto attraverso il disconoscimento della copia della ricevuta di ritorno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un generico disconoscimento copia non è sufficiente. È necessario specificare gli elementi di difformità rispetto all'originale. La Corte ha inoltre chiarito che l'ente riscossore non è obbligato a produrre in giudizio l'originale dell'atto notificato.
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