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Art. 61 d.lgs. n. 276 del 2003

8 provvedimenti

Contratto a progetto: se l’attività è ordinaria c’è assunzione
L'Azienda ha impiegato undici addetti allo sportello utilizzando la formula del contratto a progetto. L'INPS ha contestato l'uso di tale strumento, richiedendo il pagamento dei contributi previdenziali omessi. La Corte d'Appello ha stabilito che le mansioni dei lavoratori (raccolta scommesse e assistenza clienti) rientravano nella normale attività d'impresa ordinaria e routinaria, mancando quindi un vero e specifico progetto. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'Azienda. I giudici hanno ribadito che, in assenza di un progetto specifico, il contratto a progetto si converte automaticamente in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato fin dall'origine. Di conseguenza, l'Azienda è obbligata a versare tutti i contributi previdenziali previsti per il lavoro dipendente.
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Collaborazione coordinata e continuativa: l’editore deve pagare
L'Azienda Editoriale ha impugnato la richiesta dell'Ente Previdenziale di pagare i contributi per quattro giornalisti, ritenuti collaboratori coordinati e continuativi. L'azienda sosteneva che mancasse la prova della collaborazione coordinata e continuativa e che l'attività giornalistica, come professione intellettuale, fosse esclusa da tale qualificazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda. I giudici hanno stabilito che l'Ente Previdenziale ha dimostrato la natura del rapporto grazie ai verbali ispettivi e alle testimonianze, che confermavano il coordinamento stabile con la redazione. Inoltre, l'onere di provare i presupposti per ottenere sconti contributivi spettava all'azienda, che non ha fornito prove sufficienti. L'Azienda Editoriale perde la causa e deve pagare i contributi previdenziali dovuti e le spese di giudizio.
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Difetto di Giurisdizione Tardivo: Consorzio Perde, Lavoratrice Vince
Una lavoratrice ottiene la reintegra in un Consorzio, che subentrava nel suo rapporto di lavoro. Il Nuovo Consorzio ricorre in Cassazione sostenendo il difetto di giurisdizione del giudice ordinario, poiché la questione riguardava atti amministrativi. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Il motivo è che la questione sulla giurisdizione non era mai stata sollevata nei gradi di giudizio precedenti. Decidendo nel merito, i giudici avevano implicitamente affermato la propria giurisdizione, e questa decisione, non impugnata, era diventata definitiva (giudicato implicito). La lavoratrice vince e il Consorzio viene condannato a pagare le spese legali.
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Ricorso nullo: l’onere di specificità dell’attore
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione che rigettava le richieste di alcuni lavoratori precari contro un Ministero e un'agenzia pubblica. Il motivo principale è stato il ricorso nullo per eccessiva genericità: i lavoratori non avevano specificato in modo dettagliato le mansioni svolte, impedendo al giudice di valutare le loro pretese. La sentenza sottolinea l'importanza dell'onere di allegazione a carico di chi agisce in giudizio, un dovere che non può essere colmato dal giudice.
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Contratto a progetto: conversione e indennità confermate
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che trasformava un contratto a progetto in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a causa della mancanza di uno 'specifico progetto'. La Suprema Corte ha rigettato sia il ricorso dell'azienda, che contestava la decadenza e la valutazione del progetto, sia quello della lavoratrice, che richiedeva la retribuzione integrale anziché l'indennità forfettaria. La sentenza stabilisce che l'indennità prevista dall'art. 32 della Legge n. 183/2010 si applica anche in questi casi di conversione.
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Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
Un contribuente ha agito in giudizio per far dichiarare prescritti alcuni debiti contributivi di cui era venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica degli avvisi di addebito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che non sussiste l'interesse ad agire per impugnare l'estratto di ruolo se l'ente creditore non ha avviato alcuna azione di riscossione e se il debitore non dimostra un pregiudizio specifico, attuale e concreto, come previsto dalla normativa vigente.
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Contratto a progetto illegittimo: quale risarcimento?
Una lavoratrice, assunta con una serie di contratti atipici, ottiene il riconoscimento di un unico rapporto di lavoro subordinato. La Corte di Cassazione, pur confermando la natura subordinata del rapporto, interviene per correggere il calcolo del danno. Viene stabilito che, in caso di conversione di un contratto a progetto illegittimo, al lavoratore spetta un'indennità onnicomprensiva predeterminata dalla legge, e non l'intero ammontare delle retribuzioni maturate dalla cessazione del rapporto. La decisione chiarisce l'ambito di applicazione della tutela indennitaria, estendendola anche a questa tipologia contrattuale.
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Rinnovo contratto: quando la proroga è legittima?
La Cass. Civ., Sez. L, n. 34733 del 30/12/2019 analizza il caso di un rinnovo contratto di collaborazione legato a una convenzione esterna. La Corte stabilisce che se la proroga è prevista come condizione in una clausola scritta, non si tratta di un 'rinnovo contratto' tacito e illegittimo, anche in ambiti collegati al settore pubblico, bensì di un'integrazione del contratto originale.
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