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Art. 609 Codice di Procedura Penale — Sezione Settima Penale

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357 provvedimenti

Altri anni per Art. 609 Codice di Procedura Penale

Ricorso in Cassazione inammissibile: i motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso in Cassazione inammissibile presentato da due individui contro una sentenza della Corte d'Appello di Firenze. I motivi dell'inammissibilità risiedono nella genericità e ripetitività delle argomentazioni, nel tentativo di ottenere un riesame del merito dei fatti e nella presentazione di un motivo nuovo, in violazione delle norme procedurali.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e limiti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per diffamazione. La Corte ha rigettato tutti i motivi, sottolineando che non si possono introdurre censure nuove in sede di legittimità, che i motivi non possono vertere sul riesame dei fatti e che i motivi nuovi devono essere strettamente collegati a quelli originari. La decisione conferma la condanna e le statuizioni civili.
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Ricorso inammissibile: furto e motivi di appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per tentato furto. L'ordinanza sottolinea che i motivi di appello non possono richiedere nuove valutazioni dei fatti, né essere una mera ripetizione di argomenti già respinti, confermando la decisione dei giudici di merito e le limitazioni legali al bilanciamento delle circostanze.
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Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una condanna per il reato di cui all'art. 646 c.p. La Corte ha ribadito che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle prove e dei fatti già esaminati nei gradi di merito. Poiché i motivi del ricorso si concentravano su questioni di fatto, mascherando una richiesta di riesame del merito, è stato giudicato inammissibile, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La Corte ha respinto le doglianze della ricorrente, chiarendo che non è possibile introdurre motivi nuovi nel giudizio di legittimità, come la richiesta di proscioglimento per particolare tenuità del fatto. Inoltre, sono stati rigettati i motivi che si limitavano a ripetere argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, confermando la condanna al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: no a nuove questioni in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sul principio che non è possibile introdurre per la prima volta in sede di legittimità questioni che non sono state oggetto del giudizio d'appello, specialmente se queste richiedono una nuova valutazione dei fatti, preclusa alla Suprema Corte.
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Giudicato parziale: limiti alla rideterminazione pena
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del giudizio di rinvio in seguito a un annullamento parziale. Con la formazione di un giudicato parziale sui punti della sentenza non impugnati, come le circostanze attenuanti generiche, il giudice non può rimetterli in discussione. Il caso analizza come la mancata contestazione di specifici aspetti della pena nel primo ricorso ne determini la definitività, vincolando la successiva rideterminazione solo agli elementi effettivamente annullati.
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Ricorso inammissibile senza procura speciale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per furto. La decisione si fonda sulla mancanza della procura speciale, obbligatoria per l'imputato assente secondo le nuove norme, e sulla novità e genericità dei motivi di ricorso. Il caso sottolinea il rigore formale richiesto per le impugnazioni penali.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore condannato per omissione contributiva. I motivi, ritenuti manifestamente infondati e generici, riguardavano la particolare tenuità del fatto, l'accertamento del reato e la mancata concessione delle attenuanti generiche. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso impedisce di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per reati tributari. I motivi sono stati ritenuti generici e aspecifici, impedendo alla Corte di esaminare anche l'eccezione di prescrizione sollevata tardivamente. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso preclude la valutazione di questioni non dedotte nei motivi originari.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: la guida
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per un reato edilizio. I motivi, ritenuti generici e non specifici, hanno portato a questa decisione. Di conseguenza, l'inammissibilità del ricorso per cassazione ha impedito la declaratoria di prescrizione del reato e ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile per rivalutazione dei fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per porto di coltello. L'inammissibilità deriva da due motivi principali: la richiesta di una nuova valutazione delle prove, non permessa in sede di legittimità, e l'introduzione di un nuovo motivo di doglianza (la particolare tenuità del fatto) non sollevato nel precedente grado di giudizio. La Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Motivi di appello: quando sono inammissibili in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, ribadendo due principi fondamentali: i motivi di appello non possono essere presentati per la prima volta in sede di legittimità e la determinazione della pena da parte del giudice di merito è insindacabile se non manifestamente illogica. L'ordinanza analizza il caso di un condannato che aveva sollevato censure nuove e criticato l'aumento di pena per la continuazione con un precedente reato, vedendosi respingere le proprie istanze.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi, inclusa la richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto, non erano stati presentati nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha ribadito che non si possono introdurre nuove questioni nel giudizio di legittimità e ha confermato la condanna al pagamento delle spese processuali.
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Motivazione della pena: quando il giudice decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. L'ordinanza chiarisce i limiti della motivazione della pena, affermando che il riferimento a criteri di congruità ed equità è sufficiente, soprattutto quando la pena si colloca in una fascia media. La Corte ha inoltre ribadito che non è possibile sollevare per la prima volta in sede di legittimità questioni come l'applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Ricorso inammissibile: i motivi infondati in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per ricettazione. L'ordinanza analizza quattro motivi di ricorso, ritenendoli manifestamente infondati o proceduralmente preclusi. Vengono esaminate le questioni della prescrizione, delle attenuanti, della non punibilità per particolare tenuità del fatto e dell'applicazione delle pene sostitutive previste dalla riforma Cartabia, sottolineando i rigorosi oneri processuali a carico della difesa.
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Errore di fatto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso straordinario per errore di fatto, dichiarandolo inammissibile quando l'imputato contesta non un errore percettivo della Corte, ma la valutazione di merito compiuta nei gradi precedenti. Il caso riguardava un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta che ha tentato, senza successo, di utilizzare questo strumento per ottenere un riesame della ricostruzione dei fatti. La Corte ha ribadito che l'errore di giudizio non può essere confuso con l'errore di fatto, l'unico che legittima tale rimedio straordinario.
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