Durante una commemorazione autorizzata presso un cimitero monumentale, un gruppo di circa cinquanta persone ha risposto alla chiamata del "presente" compiendo il saluto romano ed esponendo stendardi con simboli della Repubblica Sociale Italiana. La Corte d'Appello ha condannato i partecipanti per violazione della Legge Mancino. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, rigettando i ricorsi. I giudici hanno stabilito che il saluto romano, inserito in quel preciso contesto pubblico e associativo, non era un semplice omaggio ai defunti, ma integrava un pericolo concreto di diffusione di idee discriminatorie e fasciste. Di conseguenza, i manifestanti sono stati condannati in via definitiva alla pena della reclusione e della multa, oltre al pagamento delle spese processuali.
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