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Art. 6 del D.L. n. 119 del 2018

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57 provvedimenti

Amministratore di fatto: impugnare non è ammissione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente, a cui viene notificato un avviso di accertamento in qualità di amministratore di fatto di una società, non ammette tale ruolo semplicemente impugnando l'atto. L'impugnazione è un legittimo esercizio del diritto di difesa per contestare sia l'accertamento sia la qualifica attribuita. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente interpretato l'impugnazione come un'ammissione implicita, rinviando il caso per un nuovo esame che valuti concretamente le prove della gestione di fatto.
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Definizione agevolata: estinzione del processo fiscale
Una società, in pendenza di un ricorso per cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria, ha aderito alla definizione agevolata prevista da una nuova legge. Avendo pagato integralmente l'importo dovuto, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, confermando che il perfezionamento della procedura di sanatoria chiude definitivamente la lite fiscale.
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Annullamento ex lege: spese legali compensate
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce il regime delle spese legali in caso di annullamento ex lege di una cartella di pagamento. La Corte ha stabilito che, quando la controversia si estingue per un intervento legislativo esterno, le spese processuali devono essere compensate tra le parti. Questo principio prevale sulla valutazione della soccombenza virtuale, poiché la fine del contenzioso non dipende dalla volontà o dal comportamento delle parti in causa. La decisione riforma la sentenza d'appello che aveva erroneamente condannato il contribuente al pagamento delle spese.
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Definizione agevolata: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un processo tributario a seguito della richiesta di definizione agevolata da parte di una delle società contribuenti. Poiché nessuna parte ha richiesto la trattazione della causa entro i termini, il giudizio si è estinto. La Corte ha chiarito che il beneficio della definizione agevolata si estende anche alla società coobbligata solidalmente, e le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Cessazione materia del contendere: il caso tributario
Una professionista, a seguito di un accertamento fiscale per presunti ricavi non dichiarati, si è vista annullare l'atto impositivo in appello. Durante il ricorso in Cassazione dell'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata, pagando integralmente il dovuto. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del processo e la cessazione della materia del contendere, confermando l'efficacia della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario riguardante il recupero di un credito d'imposta. La decisione è motivata dal perfezionamento della definizione agevolata della controversia da parte del contribuente, come previsto dalla normativa sulle paci fiscali. Questo caso evidenzia come l'adesione a tali procedure speciali ponga fine al contenzioso pendente, con spese legali a carico delle parti che le hanno anticipate.
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Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione a causa della sopravvenuta carenza di interesse. Una società aveva impugnato una precedente sentenza ma, nel corso del giudizio, il suo difensore ha presentato una rinuncia al ricorso. Sebbene la rinuncia fosse formalmente invalida per mancanza di mandato speciale, la Corte l'ha interpretata come una chiara manifestazione di disinteresse alla prosecuzione della causa, portando alla declaratoria di inammissibilità.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Un contribuente, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio contro un avviso di accertamento, ha presentato istanza di definizione agevolata mentre il caso era pendente in Cassazione. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha emesso un provvedimento di diniego entro i termini di legge, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione chiarisce che il silenzio dell'amministrazione finanziaria equivale ad un accoglimento implicito della richiesta del contribuente, portando alla chiusura della controversia.
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Operazioni inesistenti: onere della prova per l’IVA
Una S.r.l. unipersonale ha impugnato un avviso di accertamento per operazioni inesistenti con una società 'cartiera'. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'Amministrazione Finanziaria può provare la consapevolezza della frode tramite presunzioni gravi, precise e concordanti. A quel punto, spetta al contribuente fornire la prova contraria della propria buona fede, cosa che in questo caso non è avvenuta. La Corte ha confermato la validità dell'accertamento a carico della società, mentre ha dichiarato estinto il giudizio per i soci a seguito di adesione a definizione agevolata.
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Cessazione materia del contendere: spese compensate
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata, estinguendo il debito. La Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, decidendo per la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, in quanto una condanna del contribuente sarebbe contraria alla finalità premiale della definizione agevolata.
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Comunione legale e successione: la Cassazione decide
Una contribuente si opponeva a un avviso di liquidazione per l'imposta di successione che considerava l'intero patrimonio del marito defunto come parte dell'asse ereditario, ignorando il regime di comunione legale. I giudici di merito avevano respinto le sue ragioni, anche a causa della mancata traduzione di documenti in lingua tedesca. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un giudice non può rifiutarsi di esaminare documenti in lingua straniera solo perché non tradotti, cassando la sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione. La decisione verte sul corretto trattamento fiscale dei beni in comunione legale successione.
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Estinzione del giudizio tributario: il caso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario tra l'Amministrazione Finanziaria e una società fallita a seguito dell'adesione di quest'ultima alla definizione agevolata delle liti pendenti. La controversia, relativa a un credito IVA, si è conclusa non con una decisione nel merito, ma per via procedurale, poiché la contribuente ha presentato domanda, pagato il dovuto e nessuna delle parti ha richiesto la trattazione entro i termini di legge. Questo conferma l'efficacia degli strumenti di 'pace fiscale' nel chiudere definitivamente le controversie pendenti.
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Definizione agevolata sanzioni: la Cassazione decide
Una società si è vista negare la definizione agevolata per sanzioni relative a crediti d'imposta indebitamente utilizzati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5841/2024, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando l'illegittimità del diniego. La Corte ha chiarito due principi fondamentali: la motivazione dell'atto di diniego non può essere modificata in corso di causa e, nel merito, le sanzioni in questione sono ammissibili alla definizione agevolata sanzioni, non rientrando nelle esclusioni di legge.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Una società operante nel settore dei pallets, accusata di coinvolgimento in frodi IVA per diverse annualità, ha visto il suo ricorso in Cassazione dichiarato estinto. La Corte ha preso atto della definizione agevolata della controversia, richiesta da entrambe le parti ai sensi del D.L. 119/2018. Questa procedura ha portato alla cessazione della materia del contendere, con la particolarità che le spese legali restano a carico della parte che le ha anticipate, senza condanna al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Cessazione materia del contendere: la Cassazione chiude
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere in un ricorso tributario. A seguito dell'adesione di una società contribuente alla definizione agevolata delle controversie, l'Agenzia delle Entrate ha richiesto l'estinzione del giudizio. La Corte ha accolto l'istanza, confermando che il presupposto del contendere è venuto meno e disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Definizione agevolata: cartella 36-bis è condonabile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2901/2024, ha stabilito che una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato (ex art. 36-bis d.P.R. 600/1973) è ammissibile alla definizione agevolata. La Corte ha chiarito che, qualora tale cartella sia il primo atto con cui il contribuente viene a conoscenza della pretesa fiscale, essa assume natura di atto impositivo e non di mera riscossione. Di conseguenza, il diniego dell'Agenzia delle Entrate alla richiesta di condono è stato ritenuto illegittimo, confermando un principio fondamentale per la tutela del contribuente.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, coinvolto in un contenzioso tributario, ha aderito alla definizione agevolata pagando quanto dovuto. L'Agenzia Fiscale ha riconosciuto il pagamento e ha chiesto l'estinzione del giudizio pendente in Cassazione. La Corte ha dichiarato il processo estinto per cessata materia del contendere, stabilendo che ogni parte debba sostenere le proprie spese legali, come previsto dalla normativa specifica sulla definizione agevolata.
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Definizione agevolata: estinzione del processo e spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018. Avendo il contribuente perfezionato la procedura e pagato il dovuto, e con l'Agenzia delle Entrate che ha chiesto l'estinzione, il contenzioso è cessato. Le spese legali restano a carico delle parti che le hanno anticipate, poiché assorbite dalla procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: prova del pagamento incompleta
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema della definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo poiché, nonostante la richiesta di estinzione del giudizio da parte dei contribuenti, la documentazione fornita, pur includendo i modelli F24, non conteneva la prova effettiva dell'avvenuto pagamento della prima rata. La decisione sottolinea che la sola presentazione dei modelli di pagamento non è sufficiente a dimostrare il perfezionamento della procedura di definizione agevolata.
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Estinzione del processo tributario per definizione lite
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo tributario in un caso di accertamento fiscale. La decisione si fonda sull'adesione del contribuente alla definizione agevolata della lite e sulla mancata presentazione di un'istanza di trattazione da parte dell'Agenzia delle Entrate entro i termini di legge, rendendo definitiva la chiusura del contenzioso.
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