Il Tribunale di Bologna condannava l'Automobilista per guida in stato di ebbrezza, decidendo il processo basandosi solo sui verbali di polizia, senza ammettere i testimoni richiesti dalla difesa. La Corte d'Appello dichiarava l'appello inammissibile poiché la pena pecuniaria applicata rendeva la sentenza inappellabile, trasmettendo gli atti alla Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene la sentenza sia inappellabile, il primo processo è nullo. Il giudice di primo grado ha infatti violato il diritto al contraddittorio, svolgendo di fatto un giudizio abbreviato senza il consenso dell'imputato. La Cassazione ha quindi annullato la condanna, disponendo un nuovo processo.
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