LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 590-bis Codice Penale — Anno 2023

Pagina 2 di 6

112 provvedimenti

Altri anni per Art. 590-bis Codice Penale

Lesioni personali stradali: condannato l’autista nel parcheggio
Il Conducente di un autoarticolato ha investito un anziano Pedone nel parcheggio di un supermercato, causandogli l'amputazione di una gamba. I giudici di merito hanno condannato il Conducente per il reato di lesioni personali stradali. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la colpa fosse del Pedone per non aver usato le strisce e del gestore del supermercato per aver consentito la sosta dei camion. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la presenza di pedoni in un parcheggio è ampiamente prevedibile. La manovra imprudente del Conducente, che non ha controllato la visuale libera né azionato le frecce, ha innescato un pericolo autonomo che rende irrilevanti le presunte colpe altrui. Il Conducente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e dei danni.
Continua »
Lesioni personali stradali: condanna se manca distanza sicurezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il reato di lesioni personali stradali gravi. Il conducente aveva invaso la corsia opposta effettuando una brusca sterzata per evitare un tamponamento, invocando poi lo stato di necessità. I giudici hanno chiarito che tale scriminante non può essere applicata se la situazione di pericolo è stata causata dalla condotta negligente dello stesso automobilista. Nel caso specifico, l'imputato non aveva rispettato la distanza di sicurezza dal veicolo che lo precedeva, rendendo inevitabile la manovra d'emergenza di fronte a un rallentamento del traffico del tutto prevedibile. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna penale e ha sanzionato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma pecuniaria.
Continua »
Giurisdizione sui militari NATO: condanna valida senza stop
Un militare straniero della NATO, guidando contromano e in stato di alterazione psicofisica, ha causato un incidente stradale mortale. Condannato per omicidio stradale, ha proposto ricorso in Cassazione. Il ricorrente sosteneva che il processo italiano dovesse essere sospeso in attesa della decisione del Ministero della Giustizia sulla richiesta di rinuncia alla giurisdizione presentata dal suo Stato di appartenenza. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sulla giurisdizione sui militari NATO: la pendenza di una richiesta di rinuncia non impone la sospensione del processo penale italiano, che deve proseguire regolarmente fino all'eventuale provvedimento ministeriale. La condanna a quattro anni di reclusione è stata quindi confermata.
Continua »
Lesioni stradali gravi: pioggia e buio non scagionano il conducente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di lesioni stradali gravi a carico di un automobilista che, guidando di notte sotto una pioggia battente e con scarsa visibilità, ha investito un pedone intento ad attraversare la strada. I giudici hanno accertato che il conducente viaggiava a una velocità eccessiva rispetto alle condizioni atmosferiche e non ha tentato alcuna manovra di emergenza. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso della difesa, chiarendo che la responsabilità del conducente può essere esclusa solo se il comportamento del pedone sia del tutto eccezionale, imprevisto e imprevedibile. Nel caso specifico, la presenza del pedone nei pressi di un attraversamento era ampiamente prevedibile, nonostante un parziale concorso di colpa della vittima stessa.
Continua »
Ricorso straordinario per errore di fatto: tra svista e giudizio
L'Imputato ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro la decisione della Cassazione che aveva dichiarato inammissibile il suo precedente ricorso. L'Imputato sosteneva che i giudici avessero ignorato la sua contestazione sulla qualificazione giuridica del reato di lesioni stradali, concordato in sede di patteggiamento. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che non vi è stata alcuna svista percettiva da parte dei giudici precedenti. La decisione impugnata aveva infatti esaminato i motivi di ricorso, ritenendoli non idonei a contestare il patteggiamento. Poiché la contestazione dell'Imputato riguardava l'interpretazione delle norme e non un errore materiale di lettura degli atti, lo strumento del ricorso straordinario non poteva essere applicato. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto con condanna al pagamento delle spese.
Continua »
Mancata Precedenza: Condanna per Lesioni Stradali Gravissime
Un automobilista, omettendo di dare la dovuta precedenza, si immetteva in una strada e provocava un grave incidente. Un motociclista, per evitare l'impatto, frenava bruscamente, cadeva e riportava una paraplegia irreversibile. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'automobilista per lesioni stradali gravissime, ritenendo la sua manovra imprudente l'unica causa dell'evento. I giudici hanno respinto la tesi difensiva che attribuiva una parte di colpa al motociclista per presunta alta velocità, stabilendo la piena responsabilità del conducente dell'auto e dichiarando il suo ricorso inammissibile.
Continua »
Lesioni stradali gravi: ubriaco contromano, ricorso inammissibile
Un automobilista, guidando in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,9 g/l, percorre una strada contromano e causa un incidente, provocando a un altro conducente delle lesioni guaribili in 45 giorni. La Corte di Cassazione ha confermato la sua condanna per lesioni personali stradali gravi. Il ricorso dell'imputato è stato dichiarato inammissibile perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza muovere critiche specifiche alla sentenza di secondo grado. La condanna a un anno e sei mesi di reclusione è diventata quindi definitiva.
Continua »
Sospensione Patente Patteggiamento: Obbligatoria anche se Dimenticata
Un automobilista, dopo aver concordato una pena tramite patteggiamento per lesioni stradali, non si era visto applicare la sanzione accessoria della sospensione della patente. Il Procuratore ha fatto ricorso, sostenendo l'obbligatorietà della misura. La Corte di Cassazione ha confermato questo principio: la sospensione patente patteggiamento è una conseguenza automatica del reato e il giudice deve sempre disporla, anche se non è menzionata nell'accordo tra le parti. La sentenza è stata quindi annullata limitatamente a questa omissione, con rinvio al Tribunale per la determinazione della durata della sospensione.
Continua »
Morte dell’imputato: reato estinto e condanna annullata
Un automobilista, condannato per lesioni stradali colpose (art. 590 bis c.p.) e sanzionato con la sospensione della patente, presenta ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, l'uomo decede. La Corte Suprema, preso atto del certificato di morte, applica il principio dell'estinzione del reato per morte del reo. Di conseguenza, la sentenza di condanna viene annullata senza rinvio, cancellando sia la pena principale sia la sanzione accessoria. Il processo si conclude definitivamente perché il suo presupposto, la punibilità di una persona in vita, è venuto meno.
Continua »
Lesioni Stradali: Revoca Patente non è Automatica, Decide Giudice
Un automobilista condannato per lesioni stradali si vede applicare la sanzione della revoca della patente. La Corte di Cassazione ha però annullato questa parte della sentenza, stabilendo un principio fondamentale: la revoca patente per lesioni stradali non è più automatica. Grazie a un precedente intervento della Corte Costituzionale, il giudice deve sempre valutare se applicare la revoca o la più mite sanzione della sospensione, motivando la sua scelta. Poiché nel caso specifico mancava ogni motivazione, la decisione è stata annullata e la questione rimandata a un nuovo giudice.
Continua »
Lesioni colpose stradali: condanna per l’incidente, perde per un vizio
Un'automobilista, condannata dal Giudice di Pace al pagamento di una multa per aver causato un incidente con feriti lievi, ricorre in Cassazione. La sua difesa si basa sulla presunta manovra imprevedibile dell'altro conducente. La Corte Suprema, tuttavia, dichiara il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che contro le sentenze del Giudice di Pace che applicano solo una pena pecuniaria non si può contestare la ricostruzione dei fatti, ma solo eventuali errori di diritto. La condanna per lesioni colpose stradali diventa così definitiva e la ricorrente viene condannata a pagare un'ulteriore somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Investimento pedone in retromarcia: colpa anche fuori strisce
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per lesioni stradali. L'uomo aveva investito un'anziana signora durante una manovra di retromarcia per parcheggiare. La vittima attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali. Secondo i giudici, l'investimento pedone in retromarcia comporta una responsabilità quasi totale del conducente. La manovra è così pericolosa da richiedere un monitoraggio costante e attentissimo dell'area posteriore. Il comportamento del pedone, sebbene imprudente, non era abbastanza imprevedibile da interrompere il nesso di causalità e liberare l'automobilista dalla sua colpa. La condanna è quindi definitiva.
Continua »
Lesioni stradali: ricorso in Cassazione inammissibile e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione presentato da un uomo condannato per lesioni stradali e guida senza patente. Il ricorso è stato respinto perché si limitava a ripetere le stesse argomentazioni già esaminate e rigettate dalla Corte d'Appello, senza muovere critiche specifiche alla motivazione della sentenza impugnata. La decisione ribadisce un principio fondamentale: per accedere al giudizio di legittimità non basta dissentire, ma occorre un confronto critico e puntuale con la decisione precedente. L'esito è stata la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Lesioni stradali: contesta la sospensione patente, perde e paga
Un automobilista, condannato con patteggiamento per lesioni stradali colpose gravi, ha impugnato la sanzione accessoria della sospensione della patente per tre mesi, ritenendola immotivata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: il giudice può determinare la durata della sospensione patente per lesioni stradali in modo discrezionale, a patto di motivare la sua scelta. In questo caso, la decisione era ben fondata sulla gravità del fatto, sulla condotta di vita dell'imputato e sul suo comportamento successivo all'incidente. La sanzione è stata quindi confermata.
Continua »
Truffato dal finto avvocato: negata la rescissione del giudicato
Un uomo, condannato in sua assenza, chiede la rescissione del giudicato sostenendo di essere stato truffato da un finto avvocato. Quest'ultimo lo aveva convinto a ignorare le notifiche del tribunale e gli aveva sottratto 20.000 euro con la promessa di una transazione fittizia. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta. Ha stabilito che la scelta consapevole e volontaria di non ritirare la corrispondenza giudiziaria rende l'ignoranza del processo 'colpevole'. La truffa subita non è una giustificazione sufficiente, perché la decisione di sottrarsi alla conoscenza degli atti processuali prevale, impedendo la riapertura del caso.
Continua »
Lesioni stradali e querela: condanna confermata per ricorso errato
Un automobilista, condannato per aver causato lesioni gravi a un pedone, ha presentato ricorso in Cassazione. Nel frattempo, una nuova legge (Riforma Cartabia) ha trasformato il reato in questione, rendendolo perseguibile solo su richiesta della vittima. Poiché la vittima non aveva mai sporto querela, la difesa sperava nell'annullamento della condanna. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per altri vizi formali. Questa decisione ha impedito di applicare la nuova, più favorevole, norma sulla procedibilità a querela per lesioni stradali. Di conseguenza, la condanna dell'automobilista è stata confermata.
Continua »
Messa alla Prova Negata? L’Appello Immediato è Escluso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un imputato per lesioni stradali che aveva contestato il diniego della messa alla prova. I giudici hanno dichiarato l'impugnazione inammissibile, stabilendo un principio fondamentale: il ricorso contro rigetto messa alla prova non è immediato. L'ordinanza con cui il giudice nega questo beneficio può essere contestata solo dopo la conclusione del processo di primo grado, insieme all'eventuale appello contro la sentenza di condanna. Di conseguenza, l'imputato ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Investimento di pedone fuori strisce: condanna per velocità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per lesioni stradali a carico di un'automobilista per l'investimento di pedone. L'incidente è avvenuto mentre la conducente svoltava per entrare nel proprio cortile, urtando una persona che camminava sulla strada. La difesa sosteneva che la vittima, invalida, fosse caduta da sola. I giudici, basandosi su un video, hanno invece accertato la velocità non adeguata del veicolo. Hanno stabilito che il comportamento del pedone, pur attraversando fuori dalle strisce, non era un evento imprevedibile tale da escludere la colpa della guidatrice. L'automobilista è stata quindi ritenuta responsabile perché doveva prevedere e prevenire il pericolo.
Continua »
Omicidio Stradale: Patente Sospesa ma non Revocata, ecco perché
Una conducente, condannata per omicidio stradale, ha contestato la durata della sospensione della sua patente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del giudice. La sentenza chiarisce un punto fondamentale: in assenza di aggravanti specifiche, il giudice non è obbligato a revocare la patente, ma può scegliere una lunga sospensione. In questo caso, la massima durata della sanzione era giustificata dalla grave responsabilità della conducente, che superava i limiti di velocità. La decisione sulla sospensione patente per omicidio stradale è quindi legittima se ben motivata.
Continua »
Lesioni stradali: condannato ma assolto per rinuncia alla querela
Un conducente, già condannato per lesioni stradali, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta è avvenuta grazie a una nuova legge (la Riforma Cartabia) che ha reso il reato di lesioni stradali non aggravate procedibile solo su querela della vittima. Poiché la persona offesa ha presentato una formale rinuncia alla querela, è venuta a mancare la condizione necessaria per proseguire l'azione penale. La Corte ha quindi dichiarato l'improcedibilità, cancellando la condanna e chiudendo definitivamente il caso a favore dell'imputato.
Continua »