Un uomo è stato condannato per il reato di Guida in stato di ebbrezza dopo essere stato sorpreso alla guida con un tasso alcolemico superiore a 2,20 g/l. Nonostante l'intervento delle forze dell'ordine presso un locale pubblico, l'interessato si era messo al volante effettuando manovre pericolose. Il tribunale di merito aveva inflitto sei mesi di arresto e un'ammenda, sostituendo la detenzione con una sanzione pecuniaria. Il conducente ha proposto ricorso in Cassazione lamentando diverse violazioni procedurali, tra cui la nullità delle notifiche e degli accertamenti tecnici. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché presentato oltre i termini legali. La decisione chiarisce che lo status di imputato assente, che garantirebbe termini più lunghi per l'impugnazione, decade se il soggetto ha partecipato attivamente anche a una sola fase del processo.
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