Un uomo, assolto dall'accusa di riciclaggio dopo 461 giorni di carcere, si è visto negare la **riparazione per ingiusta detenzione**. La richiesta è stata respinta perché il suo comportamento è stato giudicato gravemente colposo. Le sue conversazioni telefoniche, relative a una transazione di 21 milioni di euro, sono state ritenute 'opache e ambigue', tali da indurre in errore gli inquirenti e giustificare l'arresto. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'assoluzione non cancella una condotta iniziale negligente che ha dato causa alla detenzione. Se il comportamento di una persona, pur non essendo reato, genera un ragionevole sospetto, il diritto al risarcimento viene meno.
Continua »