La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello di Milano in un caso di tentata rapina aggravata. L'annullamento è dovuto a un errore nel calcolo della pena derivante dal concorso aggravanti. Specificamente, l'aumento per la recidiva è stato calcolato in due terzi, superando il limite massimo di un terzo previsto dall'art. 63, comma quarto, del codice penale, quando coesiste con un'altra aggravante a effetto speciale. La Corte ha ribadito che anche le sentenze emesse a seguito di "concordato in appello" sono soggette a ricorso per cassazione se la pena applicata risulta illegale.
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