La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33877/2025, ha stabilito che l'accettazione di un'offerta di risarcimento del danno da parte della persona offesa non vincola il giudice a concedere la relativa attenuante. Nel caso di specie, due datori di lavoro condannati per sfruttamento lavorativo avevano offerto una somma di denaro ai lavoratori, i quali avevano accettato. Tuttavia, la Corte ha ritenuto i ricorsi inammissibili, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano giudicato l'importo esiguo e inadeguato rispetto alla gravità dei fatti, sottolineando il dovere del giudice di proteggere le parti deboli e valutare l'integralità del ristoro, al di là dell'accordo tra le parti.
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