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art. 52 D.Lgs. 196/03 — Anno 2026

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145 provvedimenti

Altri anni per art. 52 D.Lgs. 196/03

Rinnovazione istruttoria: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un grave delitto. I giudici hanno ribadito che la rinnovazione istruttoria in appello è un istituto eccezionale, la cui concessione è subordinata alla discrezionalità del giudice e alla 'assoluta necessità' di nuove prove. La Corte ha ritenuto infondate sia la doglianza sulla mancata riapertura del dibattimento, sia quella relativa a un presunto travisamento della prova, confermando che la valutazione del materiale probatorio da parte dei giudici di merito non è sindacabile se logicamente motivata.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che l'accordo sulla pena in secondo grado comporta la rinuncia a contestare nel merito la sussistenza del reato e la valutazione delle prove, precludendo un successivo ricorso per tali motivi. Questa decisione consolida il principio secondo cui il patteggiamento in appello limita fortemente le successive vie di impugnazione.
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Calunnia online: la Cassazione sul concorso di persone
Una madre e una figlia sono state accusate di stalking, calunnia online e altri reati per aver creato falsi profili social a nome di un uomo, usandoli per perseguitarlo e per accusare falsamente un'altra donna. La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la condanna della madre, ritenendo non provato il suo concorso nei reati commessi materialmente dalla figlia. Per la figlia, ha confermato la responsabilità penale ma ha disposto un nuovo calcolo della pena per difetto di motivazione.
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Ricorso generico: inammissibile se non critica la sentenza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per estorsione ai danni della moglie. Il motivo è che il ricorso generico si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già respinte in appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata e tentando un'inammissibile rivalutazione dei fatti.
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Divieto bilanciamento circostanze: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 847/2026, ha annullato una condanna per estorsione limitatamente alla determinazione della pena. La Corte ha stabilito che il divieto di bilanciamento delle circostanze, previsto per la rapina, non si estende all'estorsione, riaffermando l'applicazione della regola generale dell'art. 69 c.p. L'imputato era stato condannato anche per maltrattamenti in famiglia, condanna confermata nel merito.
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