Un viaggiatore è stato arrestato all'aeroporto mentre tentava di imbarcarsi con una carta d'identità contraffatta, valida per l'espatrio, da lui stesso commissionata per aggirare un diniego anagrafico. Condannato in primo grado per concorso nella contraffazione, la difesa ha contestato la riqualificazione del reato e invocato l'esclusione della punibilità per falso grossolano o innocuo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la riqualificazione del fatto è legittima se prevedibile per la difesa. Inoltre, hanno escluso il falso grossolano, poiché l'alterazione richiedeva verifiche tecniche specializzate, e il falso innocuo, dato che il possesso di documenti falsi idonei all'espatrio mantiene intatta la sua gravità e capacità di ingannare i controlli di frontiera.
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