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art. 48 bis d.lgs. n. 546 del 1992

6 provvedimenti

Sanzioni imposta unica: annullate per incertezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di una società di scommesse estera contro un avviso di accertamento per l'imposta unica sulle scommesse per l'anno 2008. La Corte ha confermato la debenza del tributo, ma ha annullato le relative sanzioni. La decisione si fonda sul principio di obiettiva incertezza della normativa tributaria vigente prima della legge chiarificatrice del 2010, che rende non applicabili le sanzioni imposta unica per quel periodo.
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Motivazione apparente: Cassazione annulla sentenza
La Cassazione, con la sentenza 19214/2024, ha annullato parzialmente una decisione della Commissione Tributaria Regionale per motivazione apparente. La Corte ha stabilito che i giudici di merito devono spiegare in modo specifico perché le prove fornite dal contribuente, come quelle sui costi infragruppo, sono insufficienti. Ha invece confermato la legittimità della ripresa fiscale basata sulla presunzione di cessione per differenze inventariali.
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Presunzioni inventariali: bassa percentuale non basta
Una società del settore marketing promozionale è stata sanzionata per differenze inventariali, che l'Amministrazione Finanziaria ha presunto essere acquisti non fatturati. Le corti di merito avevano annullato la sanzione, ritenendo lo scostamento percentuale (1,32%) non significativo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per superare le presunzioni inventariali legali (d.P.R. 441/1997) non è sufficiente invocare una bassa percentuale di discrepanza. Il contribuente deve fornire una prova contraria specifica, come previsto dalla legge, e non può basarsi su massime di esperienza o su circolari amministrative, che non hanno forza di legge.
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Deducibilità sconti: onere della prova per l’impresa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di marketing, confermando che la deducibilità sconti e costi promozionali richiede una prova rigorosa. Il contribuente deve dimostrare non solo l'esistenza del costo, ma anche la sua inerenza e coerenza economica, non essendo sufficiente la sola contabilizzazione. In assenza di documentazione adeguata, i costi sono considerati indeducibili.
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Imposta Unica Scommesse: la responsabilità del bookmaker
Un operatore estero di scommesse è stato ritenuto responsabile per l'Imposta Unica Scommesse del 2010, nonostante una precedente decisione avesse esentato il suo centro di trasmissione dati italiano. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di merito, specificando che l'obbligazione fiscale del bookmaker è autonoma e indipendente da quella dell'intermediario locale. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile un'istanza di conciliazione basata su una nuova legge, confermandone la non retroattività.
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Imposta Unica Scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2797/2024, ha stabilito che un bookmaker estero è soggetto passivo dell'Imposta Unica Scommesse anche per l'annualità 2010. La Corte ha chiarito che la responsabilità del bookmaker è autonoma e non dipende da quella del centro trasmissione dati italiano. È stata inoltre respinta l'istanza di conciliazione basata su una nuova normativa, ritenuta non applicabile ai giudizi già pendenti, e sono state disattese le questioni di compatibilità con il diritto europeo.
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