LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

art. 47-ter, comma 1-ter, Ord. pen.

Pagina 2 di 2

33 provvedimenti

Detenzione domiciliare: no se c’è pericolosità sociale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva la detenzione domiciliare per gravi motivi di salute. La decisione è stata confermata perché il tribunale di sorveglianza aveva correttamente bilanciato lo stato di salute con la pericolosità sociale del soggetto, desunta da precedenti evasioni che avevano causato la revoca di una misura alternativa. Di conseguenza, è stata ritenuta prevalente l'esigenza di sicurezza della collettività.
Continua »
Differimento pena: no se c’è alta pericolosità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva il differimento pena per gravi motivi di salute. La decisione si basa sull'elevata pericolosità sociale del soggetto e sul fatto che la pena residua superava i quattro anni, escludendo così la detenzione domiciliare. La valutazione del giudice di sorveglianza è stata ritenuta logica e corretta.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando manca la nomina del legale
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso la revoca della detenzione domiciliare. La decisione si fonda su tre motivi procedurali: la mancata prova della nomina fiduciaria dell'avvocato, la genericità dei motivi di appello e la manifesta infondatezza, poiché la notifica dell'udienza era stata correttamente effettuata al difensore d'ufficio.
Continua »
Detenzione domiciliare: revoca e diritto alla salute
La Corte di Cassazione annulla la revoca di una detenzione domiciliare concessa per gravi motivi di salute. Anche in presenza di nuove denunce a carico del detenuto, il giudice deve effettuare un bilanciamento concreto tra il rischio di recidiva e la compatibilità delle condizioni di salute con il regime carcerario, non potendo basarsi su una valutazione superficiale dei nuovi fatti o della relazione sanitaria.
Continua »
Carenza di interesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego della detenzione domiciliare. La decisione si basa sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché, durante il processo, il ricorrente aveva già ottenuto la misura richiesta attraverso un altro provvedimento, rendendo di fatto inutile una pronuncia sul suo ricorso.
Continua »
Interesse a impugnare: quando il ricorso è inammissibile
Una donna ha impugnato un'ordinanza che le concedeva il differimento della pena, chiedendo al suo posto la detenzione domiciliare. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di un concreto interesse a impugnare, poiché il differimento della pena è una misura più favorevole rispetto alla detenzione domiciliare. Non è possibile ricorrere per ottenere un trattamento peggiorativo.
Continua »
Differimento pena per salute: quando è un diritto
Un detenuto, affetto da una patologia terminale e condannato per reati di stampo mafioso, ha richiesto il differimento della pena per motivi di salute. Il Tribunale di Sorveglianza aveva rigettato l'istanza, valorizzando la pericolosità sociale del soggetto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, di fronte a una prognosi infausta a breve termine, il diritto alla salute e alla dignità umana deve prevalere. La pena, in tali circostanze, perderebbe la sua funzione rieducativa trasformandosi in una sofferenza contraria al senso di umanità.
Continua »
Revoca detenzione domiciliare: quando è legittima?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della revoca della detenzione domiciliare per un condannato che aveva violato le prescrizioni. Il ricorso, basato sulla presunta incompatibilità del giudice e su giustificazioni mediche, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha stabilito che la sospensione cautelare della misura non rende il magistrato incompatibile per il giudizio di revoca e che addurre problemi di salute che impediscono il rispetto delle regole, di fatto, conferma l'impossibilità di proseguire con la misura alternativa.
Continua »
Detenzione domiciliare salute: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava la detenzione domiciliare per salute a un detenuto affetto da paraplegia. Secondo la Corte, la valutazione non può limitarsi a un'analisi astratta della patologia, ma deve considerare concretamente le condizioni carcerarie, come le barriere architettoniche e la mancanza di assistenza specifica. Anche se il detenuto è considerato socialmente pericoloso, il giudice deve bilanciare questa esigenza con il diritto alla salute e alla dignità, verificando che la pena non si trasformi in un trattamento inumano o degradante.
Continua »
Detenzione domiciliare salute: Cassazione rigetta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una detenuta che chiedeva la detenzione domiciliare salute a causa di gravi patologie cardiache e reumatiche. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo le sue condizioni compatibili con il regime carcerario e sottolineando la sua pericolosità sociale, bilanciando così il diritto alla salute con le esigenze di sicurezza pubblica.
Continua »
Detenzione domiciliare salute: bilanciamento con il pericolo
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego della detenzione domiciliare per motivi di salute a un detenuto affetto da gravi patologie. La decisione si fonda sulla necessità di bilanciare il diritto alla salute con la pericolosità sociale del soggetto, emersa dalla revoca di una precedente misura alternativa. La Corte ha stabilito che, in assenza di una totale incompatibilità con il regime carcerario, il giudice deve considerare il rischio di recidiva.
Continua »
Detenzione domiciliare: il cumulo pena non la revoca
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Magistrato di Sorveglianza che negava dei permessi a un soggetto in detenzione domiciliare per malattia psichica. Il diniego era basato su un nuovo cumulo di pena, ma la Corte ha stabilito che la nuova pena non modifica le condizioni di salute che giustificano la misura, criticando la motivazione del provvedimento come solo apparente e illogica.
Continua »
Detenzione domiciliare umanitaria: la salute prevale
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale di Sorveglianza che negava la detenzione domiciliare umanitaria a un detenuto con gravi patologie. La Corte ha stabilito che il giudice non può ignorare una relazione medica che attesta l'incompatibilità con il regime carcerario senza fornire una motivazione tecnica adeguata e senza condurre un'indagine approfondita sulle reali condizioni di salute e sulla concreta possibilità di cura in carcere. Il diritto alla salute e alla dignità del detenuto deve essere bilanciato con la pericolosità sociale solo dopo un accertamento completo dello stato di infermità.
Continua »