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art. 47 legge 26 luglio 1975, n. 354

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234 provvedimenti

Liberazione anticipata: no al calcolo preventivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che i benefici della liberazione anticipata, pur indicati nel nuovo ordine di esecuzione, non possono essere scomputati preventivamente dalla pena per rientrare nei limiti di ammissibilità delle misure alternative, come l'affidamento in prova. La concessione del beneficio rimane subordinata alla partecipazione effettiva al percorso rieducativo e alla valutazione del magistrato di sorveglianza.
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Revisione critica e misure alternative: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva misure alternative alla detenzione. La decisione si fonda sulla valutazione del Tribunale di Sorveglianza, che non ha riscontrato nel soggetto una sufficiente revisione critica del proprio passato criminale, elemento ritenuto indispensabile per una prognosi favorevole di reinserimento sociale. Il ricorso è stato giudicato come una mera contestazione dei fatti, non ammissibile in sede di legittimità.
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Affidamento in prova: il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per rapina contro il diniego di affidamento in prova ai servizi sociali. La Corte ha stabilito che le censure proposte erano mere doglianze di fatto, non consentite in sede di legittimità, e che la decisione del Tribunale di Sorveglianza era logica e ben motivata, sottolineando la necessità per il condannato di un percorso di revisione critica del proprio passato.
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Revisione critica: no a misure alternative senza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto, condannato per associazione mafiosa, contro il diniego di misure alternative. La decisione si fonda sulla mancata revisione critica del proprio passato criminale da parte del condannato, elemento ritenuto indispensabile per una prognosi favorevole di reinserimento sociale, nonostante il buon comportamento in carcere.
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Revoca affidamento in prova per violazioni
La Cassazione conferma la revoca dell'affidamento in prova per una donna che ha violato più volte le prescrizioni, come mancate presentazioni alla polizia e assenze ingiustificate dal lavoro. La condotta è stata giudicata incompatibile con il percorso di reinserimento sociale, giustificando la decisione del Tribunale di Sorveglianza.
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Affidamento in prova: no se c’è rischio recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione si basa sulla valutazione della pericolosità sociale del soggetto, desunta da precedenti penali, carichi pendenti e una recente grave condotta illecita, elementi che indicano un concreto rischio di recidiva e l'assenza di un effettivo percorso di revisione critica.
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Affidamento in prova: quando è negato per recidiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato a cui era stato negato l'affidamento in prova. Il Tribunale di Sorveglianza aveva basato la sua decisione sulla presenza di nuove denunce a carico del soggetto, sulla mancanza di un percorso di revisione critica del proprio passato e su un domicilio precario (una roulotte). La Cassazione ha confermato che la valutazione del Tribunale era logica e ben motivata, evidenziando come il concreto pericolo di recidiva e l'assenza di elementi positivi di risocializzazione giustifichino il rigetto della misura alternativa.
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Affidamento in prova: la Cassazione sui requisiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un detenuto contro il diniego dell'affidamento in prova. La Suprema Corte conferma la decisione del Tribunale di Sorveglianza, ritenendo la richiesta prematura a causa di una revisione critica ancora acerba e di un percorso trattamentale non ancora maturo, ribadendo la discrezionalità del giudice di merito se la sua valutazione è logicamente motivata.
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Affidamento in prova: la revisione critica è decisiva
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego dell'affidamento in prova a una condannata. La decisione non si basa solo sulla mancanza di un lavoro, ma sulla fondamentale assenza di un percorso di revisione critica dei reati commessi e sulla persistente dichiarazione di innocenza, elementi che precludono un giudizio prognostico favorevole alla sua rieducazione.
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Affidamento in prova: valutazione negativa e ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di affidamento in prova a un condannato. La decisione si è basata su una condotta recente negativa, includendo evasione e manomissione del braccialetto elettronico, che ha superato in peso una relazione positiva dei servizi sociali. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando l'ampia discrezionalità del Tribunale di Sorveglianza quando la sua valutazione è logicamente motivata.
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Affidamento in prova: valutazione negativa e ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova al servizio sociale. La decisione si fonda sulla corretta e logica valutazione del Tribunale di Sorveglianza, che ha considerato preminenti gli elementi negativi (infrazioni disciplinari, condotte violente) rispetto alla possibilità di risocializzazione, rendendo il ricorso una mera contestazione dei fatti.
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Affidamento in prova: valutazione della personalità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato contro il diniego dell'affidamento in prova. La decisione sottolinea che, per concedere la misura, non basta l'assenza di elementi negativi, ma serve una prognosi favorevole basata su elementi positivi concreti. Il giudizio del Tribunale di Sorveglianza, fondato su una ricaduta recente nella devianza e su informazioni negative, è stato ritenuto logico e non censurabile, poiché l'appello si limitava a una mera contestazione dei fatti.
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Travisamento della prova: annullata ordinanza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un detenuto. La decisione si basava sull'erronea convinzione di una condanna per un grave reato associativo, risultata inesistente. Tale errore configura un vizio di travisamento della prova, che ha reso illogica la motivazione del provvedimento, portando al suo annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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Affidamento in prova: la gradualità dei benefici
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che negava l'affidamento in prova a un detenuto, concedendogli però la detenzione domiciliare. La sentenza sottolinea come la concessione dei benefici penitenziari debba seguire un principio di gradualità, basato su una valutazione complessiva che include la gravità dei reati commessi, la personalità del condannato e il rischio di contatti con ambienti criminali, al di là della sola condotta carceraria.
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