Un uomo, condannato per commercio di prodotti contraffatti e ricettazione, ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo la nullità della sua condanna. Il motivo? Il decreto penale iniziale non gli era stato notificato personalmente, ma solo al suo legale. La Corte Suprema ha respinto il ricorso. Ha stabilito che la notifica del decreto penale al difensore è sufficiente a sanare il vizio se l'avvocato, agendo nell'interesse del suo cliente, presenta opposizione. Tale atto, infatti, avvia correttamente il processo, garantendo il diritto di difesa. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile e la condanna confermata.
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