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art. 46, d.lgs. n. 546 del 1992

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76 provvedimenti

Definizione agevolata: come chiudere la lite fiscale e vincere
Un contribuente riceveva un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per maggiori imposte dovute a causa di una presunta gestione antieconomica. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente presentava domanda di definizione agevolata per estinguere il debito fiscale senza sanzioni e interessi. Poiché l'Agenzia delle Entrate non ha opposto alcun diniego e non è stata presentata istanza di trattazione nei termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, escludendo anche il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata in autotutela: stop al ricorso
L'Agenzia delle Entrate ha notificato tre avvisi di accertamento per IVA, IRES e IRAP a un Ente Ecclesiastico, ritenendo commerciale la sua attività di gestione cimiteriale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, l'Ufficio ha rideterminato le somme dovute tramite un provvedimento di autotutela parziale. L'Ente Ecclesiastico ha versato l'intero importo rideterminato, ma ha sostenuto che il pagamento non costituisse acquiescenza, chiedendo la prosecuzione del giudizio in Cassazione. La Suprema Corte ha invece applicato la disciplina della definizione agevolata in autotutela, stabilendo che il pagamento integrale delle somme rideterminate comporta automaticamente la rinuncia al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di lite a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava parzialmente un avviso di accertamento per tasse non pagate da una società di persone, coinvolgendo il socio. Durante il giudizio di Cassazione, Il Socio ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto legge 119 del 2018, pagando le rate previste. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la prosecuzione del giudizio entro il termine stabilito dalla legge e non vi è stato alcun rifiuto da parte del Fisco, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Le spese giudiziarie sono rimaste a carico della parte che le ha anticipate, confermando la chiusura definitiva della lite fiscale.
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Annullamento in autotutela: il fisco cede e cancella la pretesa
L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di liquidazione nei confronti di una Società, riqualificando un conferimento societario seguito da cessione di quote come cessione d'azienda. Durante il giudizio di Cassazione, l'Amministrazione finanziaria ha disposto l'annullamento in autotutela dell'atto impositivo. La Suprema Corte ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché è venuto meno l'interesse delle parti alla decisione. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti a causa delle rilevanti novità normative e giurisprudenziali che hanno interessato la disciplina dell'imposta di registro nel corso del processo.
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Estinzione del giudizio tributario: accordo batte la lite
Un Comune ha impugnato la decisione che annullava un avviso di accertamento ICI emesso nei confronti di una contribuente. Durante il processo in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo amichevole per risolvere la controversia. Il Comune ha quindi depositato una formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario per cessata materia del contendere. Di conseguenza, i giudici hanno stabilito la compensazione delle spese di lite tra le parti e hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia non equivale a un rigetto o a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso.
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Definizione agevolata: il fisco si arrende e cancella le sanzioni
L'Amministrazione Finanziaria ha contestato a un Contribuente l'omessa compilazione del quadro RW per l'anno 2004, applicando sanzioni per investimenti e trasferimenti all'estero. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata per la sanzione relativa agli investimenti esteri, pagando il dovuto. Per l'altra sanzione, l'ufficio ha proceduto all'annullamento in autotutela a causa di una legge successiva favorevole. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. Grazie alla definizione agevolata, il giudizio si chiude senza ulteriori spese per il Contribuente, escludendo anche il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: il Fisco si ferma e la causa si estingue
Una società di antiquariato e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dal Fisco per l'anno d'imposta 2008. Durante il processo davanti alla Corte di Cassazione, i contribuenti hanno scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando l'importo stabilito per chiudere la lite. L'Agenzia delle Entrate ha quindi chiesto la fine del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono rimaste a carico di chi le ha anticipate, come stabilito dalla legge per questi casi di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop alle liti fiscali senza raddoppio dei costi
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riconosceva a una Società di Trasporti l'esclusione di sanzioni IRAP. Durante il giudizio, la Società ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del d.l. n. 119/2018, pagando la prima rata e chiedendo la sospensione del processo. Poiché nessuna delle parti ha presentato istanza di trattazione entro il termine di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e viene esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato a carico della Società.
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Annullamento in autotutela: il fisco cede e il processo si estingue
Una società in liquidazione ha impugnato l'avviso di liquidazione con cui l'Amministrazione Finanziaria aveva riqualificato il conferimento di un ramo d'azienda e la successiva cessione delle quote come un'unica cessione d'azienda ai fini dell'imposta di registro. Durante il giudizio di Cassazione, l'ente impositore ha disposto l'annullamento in autotutela dell'atto originario. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state interamente compensate tra le parti alla luce delle novità normative e giurisprudenziali intervenute.
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Definizione agevolata: stop all’accertamento sui beni di lusso
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sintetico basato sul possesso di beni di lusso, tra cui un natante, due auto e aeromobili. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge 193/2016, provvedendo al relativo pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale senza raddoppio dei costi
Una società di costruzioni e i suoi soci hanno impugnato alcuni avvisi di accertamento emessi dall'amministrazione finanziaria per maggiori redditi non dichiarati ai fini IVA, IRPEF e IRAP. Durante la causa davanti alla Corte di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la lite fiscale, pagando la prima rata prevista dalla legge. Poiché nessuna delle parti ha richiesto la ripresa del processo entro i termini di legge e non è intervenuto alcun rifiuto da parte del fisco, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: la società ferma il Fisco e chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una Società Contribuente in merito a due avvisi di accertamento per imposte dirette e Iva. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, la Società Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto legge numero 119 del 2018, provvedendo al pagamento delle somme dovute tramite modelli F24 e notificando la documentazione all'ente impositore. L'Agenzia delle Entrate non ha presentato obiezioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta definizione agevolata. Le spese del processo rimangono a carico di chi le ha anticipate, poiché la sanatoria assorbe interamente i costi della lite pendente.
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Definizione agevolata: la Cassazione cancella la lite col fisco
Il Contribuente ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva. Durante il processo in Cassazione, la società ha chiesto la definizione agevolata della controversia tributaria ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018, pagando la prima rata prevista. L'Amministrazione Finanziaria ha confermato la regolarità della domanda. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo restano a carico di chi le ha anticipate, escludendo inoltre l'obbligo di versare un ulteriore contributo unificato, tipico dei casi di rigetto del ricorso.
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Definizione agevolata delle liti: salvi dal fisco senza sanzioni
Una società di rappresentanza doganale ha impugnato un avviso di rettifica per il recupero di diritti doganali relativi a importazioni effettuate da un'altra azienda. Durante il giudizio di Cassazione, la società ricorrente ha richiesto l'estinzione della causa avendo aderito alla definizione agevolata delle liti prevista dal Decreto Legge n. 119 del 2018. L'amministrazione finanziaria ha confermato il regolare versamento delle somme dovute. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché la definizione della lite è intervenuta dopo la presentazione del ricorso.
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Tassa automobilistica leasing: paga l’utilizzatore, non la società
Una società di leasing ha impugnato le ingiunzioni di pagamento della Regione per il mancato versamento della tassa automobilistica leasing relativa ad alcuni veicoli concessi in locazione finanziaria. La Commissione Tributaria Regionale aveva ritenuto solidalmente responsabili sia la società proprietaria sia l'utilizzatore. Durante il giudizio di Cassazione, la Regione ha annullato gli accertamenti in autotutela. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese. I giudici hanno confermato che il soggetto passivo della tassa automobilistica leasing è esclusivamente l'utilizzatore del veicolo e non la società di leasing proprietaria.
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Fisco e contribuente: definizione agevolata delle controversie
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Commissione Tributaria Regionale favorevole al Contribuente. Durante il giudizio, il Contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata delle controversie ai sensi del Decreto Legge numero 119 del 2018, pagando gli importi dovuti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese restano a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Tassa automobilistica: il leasing esclude la società proprietaria
Una Società di Leasing ha impugnato diversi avvisi di accertamento per il mancato pagamento della tassa automobilistica relativa ad auto concesse in locazione finanziaria. La Regione riteneva che la società proprietaria fosse responsabile in solido con l'utilizzatore. Durante il giudizio di Cassazione, la Regione ha annullato gli atti in autotutela. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere. Ha inoltre stabilito la compensazione delle spese di giudizio, confermando che per il periodo in questione la tassa automobilistica grava esclusivamente sull'utilizzatore del veicolo in leasing e non sulla società proprietaria, risolvendo così un lungo contrasto interpretativo.
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Definizione agevolata: la pace tra Fisco e contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riduceva l'accertamento fiscale a carico di una contribuente per maggiori redditi da partecipazione. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del decreto-legge 119/2018, pagando l'importo dovuto. L'amministrazione finanziaria ha confermato la regolarità della procedura. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Definizione agevolata: si estingue la lite sulla plusvalenza
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una contribuente l'omessa dichiarazione di una plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile. L'ufficio finanziario ha rilevato una discrepanza tra il prezzo indicato nel contratto preliminare (quattrocentomila euro) e quello inferiore riportato nell'atto definitivo di vendita (duecentocinquantamila euro). Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso per Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata, pagando integralmente le somme dovute e rinunciando al contenzioso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata estingue il giudizio senza addebito di spese o raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite sulle cartelle esattoriali
Il Contribuente ha impugnato dieci intimazioni di pagamento per IVA e imposte dirette. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto il ricorso per difetto di prova sulle notifiche delle cartelle. L'Agente della Riscossione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha aderito alla definizione agevolata estinguendo il debito erariale. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, ponendo le spese a carico di chi le ha anticipate.
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