L'Imputato, coinvolto in un maxi-processo penale a Milano, ha chiesto la rimessione del processo ad altra sede giudiziaria. A sostegno della richiesta, ha lamentato una presunta parzialità dei giudici milanesi, causata da un comunicato stampa del Presidente del Tribunale sugli esiti dei riti alternativi di alcuni coimputati, dalla forte pressione mediatica e dall'atteggiamento ostile della Procura. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile la richiesta. I giudici hanno chiarito che la rimessione del processo è una misura eccezionale, applicabile solo in presenza di gravi e oggettivi fattori esterni all'attività giudiziaria. Nel caso specifico, il comunicato stampa era una mera sintesi informativa e la pressione dei media non compromette l'autonomia dei giudici. L'Imputato è stato quindi condannato a pagare quattromila euro alla Cassa delle ammende.
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