Il Tribunale di Messina convalidava l'arresto di un cittadino straniero rientrato illegalmente in Italia, ma rigettava la misura cautelare del divieto di dimora, restituendo gli atti al Pubblico Ministero. Quest'ultimo proponeva ricorso per cassazione denunciando l'abnormità del provvedimento, che bloccava l'azione penale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la restituzione degli atti è un atto abnorme. Infatti, l'ordinamento consente di procedere a giudizio direttissimo entro trenta giorni dalla convalida dell'arresto, senza che sia necessaria l'applicazione di una misura cautelare. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza, ordinando la trasmissione degli atti al Tribunale per la prosecuzione del processo.
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