Un Lavoratore ha patteggiato per guida in stato di ebbrezza, ottenendo una pena di arresto e ammenda, poi convertita in lavori di pubblica utilità. Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza, sostenendo che la pena fosse illegale per difetto. La riduzione della pena per il rito del patteggiamento, infatti, aveva superato il limite legale di un terzo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, riconoscendo l'illegalità della sanzione applicata. Ha quindi annullato la sentenza impugnata, disponendo un nuovo giudizio davanti al GIP per ricalcolare correttamente la pena. Questo caso evidenzia l'importanza del corretto calcolo della pena anche in caso di patteggiamento.
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