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Art. 448 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 448 Codice di Procedura Penale

Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento, motivato dalla presunta eccessività della pena. La decisione ribadisce che il ricorso per patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., tra i quali non rientra la valutazione sulla congruità della pena concordata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18788/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento avverso una sentenza di applicazione della pena. La Corte ha ribadito che l'impugnazione è consentita solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, del codice di procedura penale, tra i quali non rientra la mancata valutazione di cause di proscioglimento.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 18767/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento. Il ricorso era basato sulla mancata concessione di circostanze attenuanti, un motivo non previsto dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., che elenca tassativamente i casi in cui è possibile impugnare. La decisione ribadisce che il ricorso patteggiamento ha vie di accesso molto ristrette, confermando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Cassazione Patteggiamento: Limiti e Inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per cassazione patteggiamento. L'imputata contestava la qualificazione giuridica del reato di droga, ma la Corte ha ribadito che il ricorso è possibile solo in caso di errore manifesto, non ravvisato nel caso di specie.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un imputato, condannato con patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando l'errata qualificazione giuridica del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, specificando che l'impugnazione su questo punto è consentita solo in caso di errore 'manifesto' e palesemente eccentrico, non ravvisabile nel caso di specie. L'imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso Cassazione Patteggiamento: i motivi ammessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18757/2024, ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., tra i quali non rientra la dedotta mancanza di motivazione sull'insussistenza di cause di proscioglimento.
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Ricorso patteggiamento: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento proposto contro una sentenza per reati di droga. L'ordinanza chiarisce che la contestazione sulla quantificazione della pena, basata sull'art. 133 c.p., non rientra tra i motivi tassativi di impugnazione previsti dall'art. 448, co. 2-bis c.p.p., ribadendo la stabilità degli accordi di pena.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, sottolineando che i motivi di impugnazione sono tassativamente previsti dalla legge. Poiché le ragioni addotte dal ricorrente non rientravano tra quelle consentite, il ricorso patteggiamento è stato giudicato manifestamente infondato, con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Qualificazione giuridica: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per detenzione di droga. Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto, ma la Corte ha ribadito che il ricorso è possibile solo se la qualificazione è palesemente eccentrica, senza richiedere una nuova valutazione delle prove, come nel caso di specie.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento, poiché i motivi di impugnazione, relativi alla valutazione della gravità del reato ai fini della pena, non rientrano tra le casistiche tassativamente previste dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p. La Corte ha ribadito che il controllo di legittimità sulla pena patteggiata è limitato alla sua 'illegalità' e non alla sua 'commisurazione' discrezionale.
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Ricorso inammissibile plea bargain: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo un plea bargain (patteggiamento) per reati di droga, contestava il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che, secondo l'art. 448, comma 2-bis c.p.p., le sentenze di patteggiamento sono appellabili solo per l'illegalità della pena e non per aspetti legati alla sua commisurazione, come la valutazione delle circostanze. Di conseguenza, il ricorso inammissibile plea bargain ha portato alla condanna del ricorrente alle spese e al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. Il ricorso era basato sulla presunta omessa motivazione circa la sussistenza dei reati, un motivo non previsto dalla legge per impugnare questo tipo di sentenze. La Corte ha ribadito che il ricorso patteggiamento è consentito solo per vizi specifici, come l'errata qualificazione giuridica o l'illegalità della pena, e che una motivazione sintetica da parte del giudice è sufficiente a ratificare l'accordo tra le parti.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un imputato, condannato con patteggiamento per reati di droga, presenta ricorso in Cassazione lamentando la mancata motivazione sulla possibilità di un proscioglimento immediato. La Suprema Corte dichiara il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017 (art. 448 co. 2-bis c.p.p.), le sentenze di applicazione pena su richiesta possono essere impugnate solo per motivi specifici, tra cui non rientra il vizio di motivazione sulla colpevolezza.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per traffico di stupefacenti. L'imputato lamentava la mancata motivazione del giudice sulla possibile assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Corte ha ribadito che, a seguito della riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente previsti dalla legge, tra cui non rientra il vizio di motivazione sulla colpevolezza, valorizzando così il consenso prestato dall'imputato.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
Un soggetto, condannato con patteggiamento per un reato legato agli stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata motivazione sulla non applicabilità di una causa di proscioglimento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, i motivi di impugnazione sono tassativamente limitati dall'art. 448, comma 2-bis, cod. proc. pen. e non includono vizi motivazionali sulla colpevolezza.
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Ricorso patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso avverso una sentenza di patteggiamento. Il ricorrente contestava l'erronea qualificazione giuridica di un reato in materia di stupefacenti, ma la Corte ha stabilito che il ricorso patteggiamento è ammesso solo in caso di 'errore manifesto', non per una semplice richiesta di rivalutazione dei fatti. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso patteggiamento: limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché i motivi addotti non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge. L'ordinanza sottolinea che il ricorso patteggiamento ha un ambito di applicazione molto ristretto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 4.000 euro.
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Appello patteggiamento: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, poiché i motivi sollevati non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge. Questa decisione sull'appello patteggiamento sottolinea le rigide condizioni per l'impugnazione e ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 4.000 euro.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso patteggiamento, poiché i motivi non rientravano tra quelli tassativamente previsti dall'art. 448 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 4.000 euro per la palese infondatezza del ricorso.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da due imputati avverso una sentenza di patteggiamento. L'ordinanza ribadisce che il ricorso patteggiamento è consentito solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis, c.p.p., escludendo censure generiche sulla motivazione o sulla violazione di legge. La Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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