La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34170/2024, ha negato l'applicazione della continuazione tra reati a causa della notevole distanza temporale tra i fatti. Un soggetto, già condannato per associazione mafiosa e traffico di droga fino al 2009, aveva commesso un analogo reato nel 2014. I giudici hanno stabilito che il lungo lasso di tempo interrompe il disegno criminoso unitario, rendendo il secondo reato un'azione autonoma e non parte di un piano originario, respingendo così il ricorso.
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