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Art. 405 Codice di Procedura Penale

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164 provvedimenti

Rischio di recidiva: la Cassazione sulla custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una misura di custodia cautelare in carcere per spaccio di stupefacenti, ripristinata dal Tribunale del Riesame. La decisione si basa su nuovi elementi che dimostrano la persistenza di un concreto e attuale rischio di recidiva, nonostante il considerevole tempo trascorso dai fatti contestati. La Corte ha ritenuto irrilevante il trasferimento all'estero dell'indagato, valorizzando i suoi continui contatti con ambienti criminali e la sua condotta spregiudicata, confermando così la necessità della misura più afflittiva.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17233/2025, ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento fiscale è legittimo quando sussiste l'obbligo di denuncia penale per reati tributari, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del processo penale. La Corte ha chiarito che tale principio non si applica all'IRAP. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRES e IRAP emesso oltre i termini ordinari, che i giudici di merito avevano annullato. La Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Raddoppio termini accertamento: i limiti per l’IRAP
Una società e i suoi soci impugnano un accertamento fiscale per IRAP, IVA e IRPEF basato su fatture fittizie. La Corte di Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo che il principio del raddoppio termini accertamento, previsto in presenza di reati tributari, non si estende all'IRAP, in quanto per tale imposta non sono contemplate sanzioni penali. La sentenza viene quindi cassata su questo specifico punto con rinvio per un nuovo esame.
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Onere della prova: Cassazione su utili e riserve
La Cassazione chiarisce l'onere della prova in materia di accertamento fiscale. In caso di diminuzione delle riserve societarie, spetta all'Agenzia delle Entrate dimostrare l'effettiva distribuzione di utili ai soci. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito tale onere a carico del contribuente.
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