Un imputato, condannato per evasione a una pena di sei mesi, beneficia di un errore procedurale della Procura. Il Procuratore Generale aveva impugnato la sentenza, sostenendo che la pena fosse illegale perché inferiore al minimo di un anno previsto dalla legge. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha respinto la richiesta senza nemmeno entrare nel merito della questione. La ragione è la semplice constatazione dell'inammissibilità del ricorso per tardività, poiché presentato oltre il termine di 45 giorni. Di conseguenza, la sentenza di condanna a sei mesi, seppur potenzialmente errata, è diventata definitiva.
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