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Art. 4 Convenzione EDU

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278 provvedimenti

Imposta unica scommesse: responsabilità del socio
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso relativo all'imposta unica scommesse per gli anni 2013-2014, notificata a una società già cancellata dal registro imprese e al suo ex liquidatore/socio. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della società estinta, poiché priva di capacità giuridica. Ha invece rigettato il ricorso del socio, confermando la sua responsabilità in qualità di successore nei debiti sociali. È stato chiarito che la parziale incostituzionalità dell'imposta, dichiarata in passato, vale solo per gli anni antecedenti al 2011, mentre per i periodi successivi la normativa è pienamente legittima.
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Giurisdizione Corte dei Conti: quando risponde il privato
Una fondazione sanitaria privata e i suoi amministratori sono stati condannati dalla Corte dei Conti per aver distratto fondi pubblici ricevuti da una Regione per l'erogazione di prestazioni sanitarie. I ricorrenti contestavano la giurisdizione del giudice contabile, sostenendo che il loro rapporto con l'ente pubblico fosse di natura privatistica. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno rigettato il ricorso, confermando la giurisdizione della Corte dei Conti. La Corte ha stabilito che l'accreditamento con il servizio sanitario nazionale instaura un rapporto di concessione di pubblico servizio, integrando un "rapporto di servizio" funzionale. Di conseguenza, il soggetto privato che gestisce risorse pubbliche è sottoposto al controllo contabile per il danno erariale causato dalla distrazione di tali fondi dalla loro finalità pubblica.
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Ne bis in idem: bancarotta e reati tributari
Un amministratore, già condannato per emissione di fatture false, viene condannato anche per bancarotta fraudolenta. La Cassazione respinge l'eccezione di violazione del principio del ne bis in idem, distinguendo i due reati. Il reato tributario è di mera condotta, mentre la bancarotta è un reato di evento, il cui fatto si perfeziona con la dichiarazione di fallimento, un evento distinto e successivo.
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Bancarotta e ne bis in idem: la decisione della Cassazione
Un amministratore condannato per bancarotta fraudolenta ricorre in Cassazione invocando il principio del ne bis in idem, a causa di un altro procedimento per truffa e autoriciclaggio basato su fatti simili. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, specificando che il divieto di doppio processo si applica solo se i fatti storici contestati nei due giudizi sono perfettamente identici e se la prima sentenza è divenuta irrevocabile, condizioni non soddisfatte nel caso di specie. La Corte ha inoltre rigettato gli altri motivi, confermando la condanna.
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Prova nuova: Cassazione Sezioni Unite, revoca confisca
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione intervengono per definire il concetto di "prova nuova" ai fini della revoca di una confisca di prevenzione disposta prima del Codice Antimafia. La Corte sposa un'interpretazione restrittiva, stabilendo che la revoca non può basarsi su prove preesistenti che potevano essere prodotte durante il procedimento originario, a meno che non si dimostri un'impossibilità dovuta a forza maggiore. Nel caso di specie, la richiesta di revoca presentata dagli eredi di un soggetto destinatario della misura è stata respinta, rafforzando così la stabilità del giudicato di prevenzione.
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Respingimento differito: nullo se c’è soccorso in mare
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di respingimento differito nei confronti di un cittadino straniero soccorso in mare e successivamente identificato dalle autorità italiane. Secondo la Corte, l'identificazione e il fotosegnalamento al momento dello sbarco costituiscono un controllo di frontiera. Di conseguenza, non può configurarsi la "sottrazione ai controlli di frontiera", presupposto necessario per l'emissione di tale provvedimento. La decisione del Giudice di Pace che aveva convalidato l'atto è stata cassata con rinvio.
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Recidiva reiterata e prescrizione: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in materia di ricettazione. La corte afferma che la recidiva reiterata, quale circostanza ad effetto speciale, estende sia il termine ordinario che massimo di prescrizione del reato, senza violare il principio del 'ne bis in idem'.
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Notifica nulla: reato estinto e confisca revocata
Un imprenditore, condannato in primo e secondo grado per un reato fiscale, ha visto la sua condanna annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo risiede in una notifica nulla degli atti processuali fondamentali, come l'avviso di fissazione dell'udienza preliminare. Questo vizio, considerato una nullità assoluta e insanabile, ha portato la Corte a dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione e, di conseguenza, a revocare la confisca dei beni precedentemente disposta.
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Dichiarazioni persona offesa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per usura. La sentenza ribadisce che le dichiarazioni persona offesa, anche se costituita parte civile, possono da sole fondare una condanna, purché il giudice ne verifichi con particolare rigore la credibilità. Viene inoltre confermato che la recidiva reiterata incide sul calcolo della prescrizione, allungando i termini.
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Tettoia senza permesso: quando è reato edilizio?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un cittadino che aveva realizzato una tettoia senza permesso. La sentenza chiarisce che tale opera, quando modifica la sagoma dell'edificio principale, costituisce un abuso edilizio e richiede il permesso di costruire. La Corte ha inoltre respinto l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dei precedenti specifici dell'imputato, confermando che una tettoia senza permesso integra il reato previsto dalla legge.
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Depenalizzazione contrabbando: la Cassazione attende
Un caso di importazione irregolare di orologi di lusso, sanzionato con confisca, solleva questioni sulla depenalizzazione contrabbando. A seguito del ricorso dell'importatore, la Corte di Cassazione, riscontrando complessi problemi interpretativi sugli effetti della decriminalizzazione sulle sanzioni e sulla confisca, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite.
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Recidiva reiterata: come cambia la prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per calunnia, i quali sostenevano l'avvenuta prescrizione del reato. La sentenza chiarisce che la recidiva reiterata, quale circostanza aggravante ad effetto speciale, incide sia sul termine minimo che su quello massimo di prescrizione, estendendoli notevolmente. Tale duplice valenza, secondo la Corte, non viola il principio del 'ne bis in idem', confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Obbligo di informativa: Cassazione annulla trattenimento
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di trattenimento di un cittadino straniero, sottolineando il fondamentale obbligo di informativa a carico delle autorità. La Corte ha stabilito che a ogni straniero soccorso devono essere fornite informazioni complete e comprensibili sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. Questa informativa è un dovere imprescindibile, anche se l'interessato non ne fa esplicita richiesta o dichiara di essere in Italia per altri motivi, come la ricerca di lavoro. La mancanza di prova di un'adeguata informativa rende illegittimo il trattenimento.
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Informativa protezione internazionale: obbligo violato
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di trattenimento di un cittadino straniero a causa della mancata prova della corretta informativa protezione internazionale. È stato stabilito che l'autorità deve dimostrare di aver fornito un'informazione completa ed effettiva sul diritto di asilo, anche con l'ausilio di un interprete, prima di poter procedere con misure restrittive come il trattenimento per il rimpatrio.
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Obbligo di informativa: la Cassazione annulla decreto
La Corte di Cassazione ha annullato due provvedimenti di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, sottolineando la violazione dell'obbligo di informativa sulla possibilità di richiedere protezione internazionale. I giudici di merito non avevano adeguatamente verificato il rispetto di tale dovere fondamentale prima di convalidare la detenzione, rendendo illegittimo il trattenimento.
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Protezione internazionale: dovere di informativa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di convalida del trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo un principio fondamentale: l'omessa informativa sul diritto a richiedere la protezione internazionale rende illegittimo il decreto di respingimento e, di conseguenza, anche il successivo trattenimento. La scelta di non chiedere asilo deve essere sempre una scelta informata.
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Dovere di informativa: annullato trattenimento migrante
Un cittadino straniero, soccorso in mare e destinatario di un decreto di respingimento e trattenimento, ha contestato la legittimità della misura per non aver ricevuto adeguata informazione sul diritto di chiedere protezione internazionale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando i provvedimenti di convalida. La Corte ha ribadito che il dovere di informativa è un obbligo imprescindibile per l'autorità amministrativa e il giudice della convalida deve verificare d'ufficio il suo corretto adempimento prima di confermare il trattenimento, non essendo sufficiente una generica attestazione nel provvedimento.
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Obbligo informativo: Cassazione annulla respingimento
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di respingimento e il conseguente trattenimento di un cittadino straniero a causa della violazione dell'obbligo informativo sulla protezione internazionale. Le autorità non avevano informato l'uomo del suo diritto di chiedere asilo, rendendo illegittimi i provvedimenti presi a suo carico.
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Diritto protezione internazionale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato i provvedimenti di respingimento e trattenimento di un cittadino straniero, stabilendo che la mancata informazione sul suo diritto protezione internazionale costituisce un vizio insanabile. La Corte ha chiarito che l'obbligo informativo è un presupposto essenziale per la legittimità dell'intera procedura, la cui omissione rende nullo il decreto di respingimento e, di conseguenza, anche il successivo ordine di trattenimento in un centro di permanenza.
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Informativa protezione internazionale: obbligo per lo Stato
La Corte di Cassazione ha annullato il decreto di respingimento e i conseguenti provvedimenti di trattenimento emessi nei confronti di un cittadino straniero. La decisione si fonda sulla mancata comunicazione, da parte delle autorità, dell'informativa protezione internazionale al momento dell'arrivo sul territorio nazionale. La Corte ha stabilito che questo adempimento è un obbligo inderogabile, la cui omissione rende illegittimi sia il respingimento che la successiva restrizione della libertà personale, a prescindere dalle ragioni dichiarate dal migrante per il suo ingresso in Italia.
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