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Art. 398 Codice di Procedura Penale

12 provvedimenti

Incidente probatorio negato: la Cassazione chiude al ricorso
L'Indagato ha richiesto un incidente probatorio per interrogare un Coindagato che lo aveva accusato. Il Giudice per le indagini preliminari ha respinto la richiesta, ritenendo non necessaria l'anticipazione della prova. L'Indagato ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il rifiuto fosse un provvedimento abnorme e violasse il diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il rigetto della richiesta di incidente probatorio non è impugnabile, poiché non blocca il processo e la prova può comunque essere assunta durante il dibattimento pubblico. Di conseguenza, l'Indagato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Sospensione termini custodia cautelare: nessun rilascio
Un indagato per omicidio volontario ha chiesto la scarcerazione sostenendo la scadenza dei termini di custodia cautelare durante le indagini preliminari. La difesa riteneva inapplicabile la sospensione dei termini legata all'emergenza sanitaria Covid-19. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la sospensione termini custodia cautelare opera anche nella fase delle indagini se in quel periodo pendeva un termine processuale, come quello per la fissazione dell'incidente probatorio. Di conseguenza, i termini non sono scaduti e l'indagato rimane in carcere.
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Incidente probatorio: limiti al ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il rigetto di un incidente probatorio finalizzato a una perizia contabile. Il ricorrente sosteneva l'abnormità del provvedimento, ma la Corte ha chiarito che il rigetto è previsto dal codice e non blocca il processo. La decisione ribadisce che l'incidente probatorio per perizia è ammesso solo se l'accertamento durerebbe oltre sessanta giorni in dibattimento.
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Incidente probatorio: competenza per disagio psichico
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra due tribunali riguardo a un incidente probatorio. Si è stabilito che il grave disagio psichico della persona offesa, vittima di reati sessuali, costituisce una forma di "impossibilità" che giustifica la delega dell'assunzione della testimonianza al giudice del luogo di residenza della vittima, per tutelarne la vulnerabilità e garantire l'attendibilità della prova. La competenza è stata quindi attribuita al giudice delegato.
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Decadenza responsabilità genitoriale: no ai nonni
La Cassazione ha confermato la decadenza dalla responsabilità genitoriale di due genitori per maltrattamenti sui figli. La Corte ha ritenuto legittimo basare la decisione su intercettazioni e ha negato l'affido ai nonni e zii, considerati inadeguati per non aver protetto i minori. È stato inoltre stabilito che l'ascolto dei minori in appello può essere omesso per evitare una vittimizzazione secondaria.
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Revisione della condanna: quando riaprire un caso?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti per la richiesta di nuove prove dopo una sentenza definitiva. In un caso di omicidio, è stata negata l'audizione di un testimone finalizzata a una futura revisione della condanna, poiché le sue dichiarazioni erano già state valutate nel processo originario. La Corte ha stabilito che la prova deve essere genuinamente nuova e decisiva, non un mero tentativo di rivalutare elementi già coperti dal giudicato.
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Competenza per materia: no retroattività della legge
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per violenza sessuale. La difesa sosteneva che una nuova legge, inasprendo la pena, avrebbe dovuto spostare la competenza per materia alla Corte d'Assise. La Suprema Corte ha stabilito che la modifica normativa ha natura sostanziale e non processuale, pertanto non può essere applicata retroattivamente. Di conseguenza, la competenza del Tribunale originario è stata confermata. Rigettate anche le eccezioni sull'inutilizzabilità di una testimonianza protetta e sulla motivazione della pena.
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Concorso tra reati: maltrattamenti e sequestro
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due parenti condannati per maltrattamenti, sequestro e peculato ai danni del nipote disabile. Si conferma il concorso tra reati quando la privazione della libertà è un atto esorbitante rispetto alle vessazioni abituali.
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Incidente probatorio: il giudice ha potere discrezionale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17521/2024, ha stabilito che il rigetto di una richiesta di incidente probatorio per l'audizione di un minore, vittima di presunti maltrattamenti, non costituisce un atto abnorme. Il Pubblico Ministero aveva impugnato la decisione del GIP, sostenendo l'obbligatorietà dell'assunzione della prova per tutelare la vittima vulnerabile. La Suprema Corte ha invece confermato che il giudice mantiene un potere discrezionale nel valutare la fondatezza e l'opportunità della richiesta, bilanciando la protezione del minore con le garanzie difensive. L'appello è stato quindi dichiarato inammissibile.
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Impugnabilità ordinanze: no ricorso immediato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza emessa durante un incidente probatorio. Il caso riguardava il presunto mancato rispetto di un termine procedurale. La Suprema Corte ha ribadito il principio dell'impugnabilità differita, secondo cui le ordinanze endoprocedimentali possono essere contestate solo insieme alla sentenza finale, non immediatamente. Questa decisione rafforza la regola generale sull'impugnabilità delle ordinanze nel processo penale.
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Incidente probatorio ex art. 391-bis: no all’abnormità
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rigetto di una richiesta di incidente probatorio, avanzata dalla difesa ai sensi dell'art. 391-bis c.p.p., non costituisce un provvedimento abnorme e, pertanto, non è impugnabile. La decisione del giudice, basata sulla prescrizione dei reati e sulla natura non illecita dei fatti, rientra nel normale esercizio del potere discrezionale di valutazione della rilevanza della prova, a differenza dei casi che coinvolgono vittime vulnerabili dove tale discrezionalità è limitata.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per cassazione proposto contro un'ordinanza del GIP relativa a un incidente probatorio. La Corte ha ribadito il principio consolidato secondo cui i provvedimenti istruttori e interlocutori non sono autonomamente impugnabili, in quanto non hanno carattere definitivo e possono essere modificati prima della sentenza. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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