La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare in carcere per un uomo accusato di associazione di tipo mafioso, usura ed estorsione. La difesa contestava la gravità degli indizi, sostenendo che l'esclusione dell'aggravante mafiosa per i singoli reati di usura ed estorsione escludesse anche la partecipazione al clan. I giudici hanno chiarito che far parte di un sodalizio criminoso è una condotta permanente, mentre l'aggravante riguarda il singolo episodio. Nel caso specifico, l'usura si è perfezionata con la promessa di interessi usurari pari al cinquantasette per cento, mentre l'estorsione è stata confermata per l'uso di violenza e minacce di morte per sottrarre un'auto, superando il valore del credito vantato. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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