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Art. 39-quater d.l. n. 269 del 2003

5 provvedimenti

Accertamento PREU Fraudolento: Fisco vince su decadenza e frode
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a un'Azienda di giochi un accertamento PREU fraudolento per il 2008, a causa di alterazioni nel flusso di giocate. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento per decadenza del potere impositivo. La Cassazione ha ritenuto fondati i motivi dell'Agenzia. Ha stabilito che, in caso di frode, l'Amministrazione può procedere con accertamento induttivo, e spetta all'Azienda dimostrare l'imputazione delle operazioni a periodi diversi. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla CTR per un nuovo esame, affinché valuti il merito della pretesa tributaria.
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Responsabilità solidale del concessionario: chi paga la truffa?
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a un Concessionario di rete il pagamento del maggior Prelievo Erariale Unico (PR.E.U.) a causa di slot machine scollegate dalla rete telematica o manomesse da un esercente. Il Concessionario ha contestato la richiesta, ritenendo che la responsabilità fosse solo dell'esercente e invocando l'applicazione retroattiva di una legge più favorevole successiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità solidale del concessionario. I giudici hanno chiarito che la norma sulla solidarietà tributaria non ha natura sanzionatoria, ma serve a garantire le entrate dello Stato. Di conseguenza, non si applica il principio del favor rei e il Concessionario deve pagare l'imposta evasa insieme all'autore materiale della violazione.
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Responsabilità solidale del concessionario: paga anche senza colpa
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a un Concessionario di rete il pagamento del maggior Prelievo Erariale Unico (PR.E.U.) evaso. L'evasione derivava dall'uso di quattro slot machine non collegate alla rete telematica, scoperte presso un locale commerciale. Il Concessionario sosteneva che, essendo stato identificato l'esercente autore dell'illecito, la propria responsabilità dovesse escludersi, invocando anche l'applicazione retroattiva di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità solidale del concessionario. I giudici hanno chiarito che la solidarietà tributaria non ha natura di sanzione, ma serve a garantire le entrate dello Stato. Di conseguenza, non si applica il principio del favor rei e il Concessionario deve pagare le tasse evase in solido con l'esercente.
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Responsabilità solidale del concessionario: lo Stato vince sul gioco
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto al Concessionario di rete il pagamento del Prelievo Erariale Unico (PR.E.U.) evaso, a causa di un apparecchio da gioco non collegato alla rete telematica trovato presso un Esercente. Il Concessionario ha impugnato la richiesta, sostenendo di non essere responsabile dell'illecito commesso dall'Esercente e invocando l'applicazione di una legge successiva più favorevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità solidale del concessionario. I giudici hanno chiarito che la garanzia del pagamento dei tributi non ha natura sanzionatoria; pertanto, non si applica il principio del favor rei. Il Concessionario è costretto a pagare le somme dovute e le spese di giudizio.
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Responsabilità solidale del concessionario: no a sconti sulle slot
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a un Concessionario di rete il pagamento del maggior PR.E.U. (prelievo erariale unico) evaso, a causa di apparecchi da gioco non collegati alla rete telematica scoperti presso un esercente. Il Concessionario ha contestato la propria responsabilità, invocando l'applicazione retroattiva di una legge successiva più favorevole che escludeva la sua responsabilità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità solidale del concessionario. I giudici hanno chiarito che la solidarietà tributaria ha una funzione di garanzia per lo Stato e non sanzionatoria; pertanto, non si applica il principio del favor rei. Il Concessionario è stato condannato a pagare l'imposta evasa e le spese legali.
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