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Responsabilità solidale del concessionario: chi paga la truffa?

L’Agenzia delle Dogane ha richiesto a un Concessionario di rete il pagamento del maggior Prelievo Erariale Unico (PR.E.U.) a causa di slot machine scollegate dalla rete telematica o manomesse da un esercente. Il Concessionario ha contestato la richiesta, ritenendo che la responsabilità fosse solo dell’esercente e invocando l’applicazione retroattiva di una legge più favorevole successiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità solidale del concessionario. I giudici hanno chiarito che la norma sulla solidarietà tributaria non ha natura sanzionatoria, ma serve a garantire le entrate dello Stato. Di conseguenza, non si applica il principio del favor rei e il Concessionario deve pagare l’imposta evasa insieme all’autore materiale della violazione.

Riferimento:
Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 25049 Anno 2023
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Pubblicato il 17 luglio 2026 in Giurisprudenza Tributaria

La responsabilità solidale del concessionario nei giochi pubblici

Il settore dei giochi pubblici in Italia è regolato da norme severe per garantire la trasparenza e il corretto versamento delle tasse. Una delle questioni più dibattute riguarda la responsabilità solidale del concessionario di rete quando si verificano illeciti commessi dai singoli esercenti che gestiscono fisicamente i macchinari. La Corte di Cassazione ha recentemente affrontato questo tema delicato, stabilendo un principio fondamentale per la tutela delle casse dello Stato. Se un gestore manomette o scollega le slot machine dalla rete telematica, il concessionario non può sottrarsi al pagamento delle imposte evase.

Il caso delle slot machine scollegate dalla rete

La vicenda nasce da un controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli presso un locale commerciale. I funzionari hanno scoperto un terminale di gioco non collegato telematicamente alla rete dell’Agenzia. Questa disconnessione ha permesso di nascondere al fisco una parte consistente delle giocate, evadendo il Prelievo Erariale Unico (PR.E.U., l’imposta sulle scommesse). L’Agenzia ha quindi notificato un avviso di liquidazione al Concessionario di rete, titolare del nulla osta, per recuperare le somme non versate e le relative sanzioni. Il Concessionario si è difeso sostenendo la propria totale estraneità alla manomissione fisica dell’apparecchio, effettuata esclusivamente dall’esercente. Secondo la difesa, l’unico responsabile del pagamento doveva essere l’autore materiale dell’illecito.

Perché non si applica il principio del favor rei

Il Concessionario ha cercato di invocare una legge successiva ai fatti, che esclude la responsabilità del concessionario in favore di quella del solo gestore. La difesa ha chiesto l’applicazione del principio del favor rei (la regola che impone di applicare la norma successiva se più favorevole al trasgressore). Tuttavia, la Cassazione ha respinto questa tesi. Il principio del favor rei si applica esclusivamente alle sanzioni amministrative e penali. Al contrario, la norma che prevede la responsabilità solidale tra concessionario ed esercente ha una natura puramente tributaria. Essa serve a garantire che lo Stato riceva le imposte dovute, individuando un soggetto forte (il concessionario) che garantisca l’adempimento del debito. Non trattandosi di una sanzione, la legge successiva non può essere applicata retroattivamente.

Le motivazioni: la tutela delle entrate dello Stato e la responsabilità solidale del concessionario

Nelle motivazioni della sentenza, i giudici di legittimità hanno chiarito la funzione della responsabilità solidale del concessionario. Il concessionario di rete riveste una posizione di garanzia nei confronti dello Stato. Egli trae un vantaggio economico diretto dalla concessione e dall’uso delle macchine da gioco. Per questo motivo, la legge gli impone di vigilare sul corretto funzionamento della rete e sull’integrità dei flussi tributari. La solidarietà passiva (l’obbligo di pagare il debito altrui) non ha lo scopo di punire il concessionario per un illecito che non ha commesso materialmente. Lo scopo è invece quello di rafforzare la garanzia di riscossione del tributo. Di conseguenza, anche se l’autore della manomissione viene identificato, il concessionario risponde comunque in solido per l’imposta evasa e per le sanzioni collegate.

Le conclusioni: il rigetto del ricorso e le conseguenze pratiche

La Corte di Cassazione ha rigettato definitivamente il ricorso del Concessionario, confermando la decisione dei giudici di appello. Questa pronuncia consolida un orientamento rigoroso. I concessionari di rete sono tenuti a pagare il maggior PR.E.U. e le sanzioni in solido con gli esercenti disonesti. Dal punto di vista pratico, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli vince la causa e può legittimamente pretendere il pagamento dal Concessionario. Quest’ultimo, dopo aver pagato il fisco, potrà eventualmente agire in regresso (chiedere il rimborso) nei confronti dell’esercente che ha materialmente commesso l’illecito. La sentenza evidenzia l’importanza per i concessionari di monitorare costantemente i terminali attivi sul territorio per evitare pesanti conseguenze economiche.

Il concessionario di rete è responsabile se l’esercente scollega la slot machine?
Sì, il concessionario risponde in solido con l’esercente per il pagamento delle imposte evase e delle sanzioni, anche se non ha partecipato materialmente alla manomissione.

Si applica il principio del favor rei in caso di modifiche alle leggi sulla solidarietà tributaria?
No, la Cassazione ha chiarito che le norme sulla responsabilità solidale tributaria hanno una funzione di garanzia del credito e non sanzionatoria, quindi non si applica il principio del favor rei.

Cosa può fare il concessionario dopo aver pagato il debito tributario causato dall’esercente?
Il concessionario che ha pagato le somme richieste dal fisco può agire in regresso contro l’esercente per chiedere il rimborso di quanto versato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

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