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Art. 38 d.P.R. n. 602 del 1973

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61 provvedimenti

Scissione societaria e rimborso fiscale: vince la nuova società
Una società nata da un'operazione di scissione chiedeva il rimborso di ritenute fiscali pagate dalla società originaria prima della divisione. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, sostenendo che la nuova società non fosse il 'beneficiario effettivo' dei redditi tassati. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave in materia di scissione societaria e rimborso fiscale: la società beneficiaria della scissione succede in tutti i rapporti giuridici, compresi i crediti d'imposta. Di conseguenza, eredita anche la qualifica di 'beneficiario effettivo' e ha pieno diritto a richiedere e ottenere il rimborso. La Corte ha quindi dato ragione alla società, confermando che i diritti fiscali si trasferiscono automaticamente con la scissione.
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Stipendio restituito, tasse pagate: il rimborso fiscale è un diritto
Un ex dipendente riceve delle retribuzioni, su cui il datore di lavoro versa l'IRPEF. Successivamente, una sentenza lo obbliga a restituire all'azienda l'intero importo lordo. Il lavoratore chiede quindi all'Agenzia delle Entrate il rimborso delle tasse pagate su somme che non ha più. L'Agenzia nega il rimborso, sostenendo che l'unica via sia la deduzione fiscale negli anni successivi. La Corte di Cassazione dà ragione al contribuente. Stabilisce che il **rimborso fiscale somme restituite** è un diritto pieno e che la deduzione è solo una facoltà alternativa, non un obbligo. Di conseguenza, l'Agenzia delle Entrate deve rimborsare immediatamente le tasse al lavoratore.
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Termine decadenza rimborso IRPEF: la data del versamento è decisiva
L'Agenzia delle Entrate ha contestato il diritto al rimborso di un contribuente che aveva richiesto la restituzione dell'IRPEF versata su un incentivo all'esodo. Il contribuente riteneva che il **termine decadenza rimborso IRPEF** di 48 mesi dovesse decorrere dalla data di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, che aveva dichiarato la norma italiana incompatibile con il diritto comunitario. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che il termine decorre tassativamente dalla data del versamento dell'imposta o della ritenuta, indipendentemente da successive pronunce giurisprudenziali. Poiché il versamento era avvenuto nel 2002 e l'istanza era stata presentata solo nel 2009, il diritto al rimborso è stato dichiarato decaduto, privilegiando il principio della certezza del diritto e della stabilità dei rapporti tributari rispetto alla retroattività delle sentenze europee.
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Istanza di rimborso: termini e decadenza sisma 1990
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una contribuente che ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'amministrazione finanziaria su un'istanza di rimborso IRPEF per gli anni 1990-1992, legata ai benefici per il sisma in Sicilia. Sebbene i giudici di appello avessero accolto la richiesta, la Suprema Corte ha ribaltato il verdetto. Il punto centrale riguarda la tempestività della domanda: poiché il diritto alla restituzione è sorto dopo il pagamento delle imposte, si applica il termine biennale di decadenza. Essendo l'istanza di rimborso stata presentata oltre i due anni dall'entrata in vigore della legge di riferimento (2008), il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile.
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Legittimazione passiva: errore nel ricorso tributario
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza favorevole a una società di capitali riguardante un rimborso IVA per acquisti di ticket restaurant. Tuttavia, il ricorso è stato notificato a un soggetto privato che non era stato parte nei precedenti gradi di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di legittimazione passiva. La ricorrente non ha infatti fornito alcuna prova che il destinatario della notifica fosse subentrato nella posizione giuridica della società originaria. La decisione sottolinea come l'onere probatorio sulla titolarità del rapporto processuale gravi su chi agisce in giudizio.
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Termine decadenza rimborso: decorrenza e sentenze UE
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33316/2023, chiarisce un punto cruciale sul termine di decadenza per il rimborso delle imposte. Un contribuente aveva chiesto il rimborso di ritenute IRPEF su un incentivo all'esodo, presentando l'istanza oltre i 48 mesi dalla data del versamento, ma confidando che il termine decorresse da una successiva sentenza della Corte di Giustizia UE. La Cassazione ha respinto questa tesi, stabilendo che il termine di decadenza rimborso decorre inderogabilmente dalla data del versamento o della ritenuta. La retroattività delle sentenze europee non può superare i rapporti giuridici già esauriti per il decorso della decadenza, a tutela del principio di certezza del diritto.
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Rimborso fiscale eventi calamitosi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32108/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rimborso fiscale per eventi calamitosi. Due contribuenti, aventi diritto al rimborso del 90% dell'IRPEF per i danni subiti da un sisma, dopo aver ottenuto una sentenza favorevole definitiva, si vedevano corrispondere solo una parte della somma dall'Amministrazione Finanziaria. L'ente giustificava il pagamento parziale con la carenza di fondi dedicati. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, chiarendo che il giudice dell'ottemperanza, prima di ordinare il pagamento, deve verificare la disponibilità degli appositi fondi statali. Se i fondi sono insufficienti, il giudice deve attivare specifiche procedure di contabilità pubblica per assicurare l'esecuzione della sentenza, senza però che questo comporti una riduzione del diritto del contribuente. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
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Rimborso IRAP: autonoma organizzazione e oneri in appello
Un medico convenzionato ha richiesto il rimborso IRAP per assenza di autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11171/2023, ha accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che le questioni sulla decadenza del diritto al rimborso e sull'avvenuta compensazione del credito possono essere sollevate anche in appello. Ha invece confermato che la sola disponibilità di uno studio non integra il requisito dell'autonoma organizzazione.
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Rimborso acconti IRPEF: quando decorre la decadenza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10529/2023, ha chiarito un punto cruciale sul rimborso acconti IRPEF. Nel caso di un versamento eccessivo dovuto a un errore di calcolo preesistente (come la tassazione di immobili storici), il termine di decadenza di 48 mesi per la richiesta di rimborso decorre dalla data di ogni singolo acconto, e non dal successivo pagamento del saldo. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del contribuente, che sosteneva l'indeterminabilità del reddito al momento degli acconti.
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Residenza Fiscale Estero: Cassazione sul Rimborso IRPEF
Una contribuente, residente in Portogallo, ha richiesto il rimborso dell'IRPEF sulla sua pensione italiana, in base alla convenzione contro la doppia imposizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che per la residenza fiscale estero è sufficiente dimostrare l'assoggettamento potenziale al sistema fiscale del paese straniero, senza necessità di provare l'effettivo pagamento delle imposte.
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Rimborso tasse plusvalenza: no se non impugni l’atto
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di rimborso tasse plusvalenza per un importo mai incassato è inammissibile se il contribuente non ha impugnato tempestivamente la cartella di pagamento originaria. Nel caso esaminato, due imprenditori avevano venduto la loro attività, ma non avevano ricevuto l'intero corrispettivo. Nonostante ciò, l'imposta sulla plusvalenza era stata calcolata sull'intero prezzo pattuito. Poiché la cartella di pagamento non era stata contestata, la pretesa fiscale era diventata definitiva, precludendo ogni successiva richiesta di rimborso.
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Tremonti Ambiente: Cassazione sulla detassazione
Una società si è vista negare l'agevolazione fiscale 'Tremonti Ambiente' per un investimento in un impianto fotovoltaico. L'Agenzia delle Entrate contestava la data della perizia asseverata, successiva all'abrogazione della norma. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'azienda, stabilendo che il diritto al beneficio matura con la data di realizzazione dell'investimento, non con la data della documentazione. È stato inoltre confermato il principio secondo cui la dichiarazione dei redditi, quale dichiarazione di scienza, può sempre essere emendata per correggere errori a svantaggio del contribuente.
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Agevolazione Tremonti ambiente: sì al beneficio
Una società si è vista negare l'agevolazione Tremonti ambiente per un impianto fotovoltaico realizzato nel 2010, poiché la norma è stata abrogata nel 2012. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'impresa, stabilendo che il diritto al beneficio matura al momento della realizzazione dell'investimento, non in base a formalità successive come la data di una perizia. Pertanto, l'abrogazione della legge non ha effetti retroattivi sugli investimenti già completati, garantendo all'azienda il diritto alla detassazione.
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Doppia imposizione: onere della prova sul contribuente
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente che contestava una cartella di pagamento, sostenendo di essere vittima di una doppia imposizione fiscale a seguito di una scissione societaria. Il contribuente non ha fornito prove sufficienti a dimostrare che il patrimonio della società originaria e quello della nuova società scissa fossero identici. La Corte ha ribadito che l'onere della prova in casi di presunta doppia imposizione ricade interamente sul contribuente.
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Termine rimborso IRAP: da quando decorre? Novità
Un istituto di credito ha richiesto il rimborso dell'IRAP per gli anni 2013-2014, sostenendo di aver versato in eccesso a causa della mancata deduzione di svalutazioni su crediti. Il nodo centrale della controversia riguarda il termine rimborso IRAP: la decadenza di 48 mesi per la richiesta decorre dai singoli versamenti in acconto o dal definitivo versamento del saldo? A fronte di orientamenti giurisprudenziali contrastanti sul punto, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha ritenuto opportuno non decidere la causa e rimetterla a una pubblica udienza per risolvere il conflitto e fornire un principio di diritto definitivo.
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Omessa pronuncia: sentenza annullata dalla Cassazione
Una società richiedeva un rimborso IRES per investimenti ambientali, ma l'Agenzia delle Entrate eccepiva la tardività della domanda. La Corte d'Appello ignorava tale eccezione, decidendo solo nel merito. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per vizio di omessa pronuncia, stabilendo che il giudice deve pronunciarsi su tutti i motivi di appello, rinviando il caso per una nuova valutazione sulla questione della decadenza.
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Dichiarazione integrativa: tardi se c’è avviso
Una società ha tentato di correggere un errore fiscale con una `dichiarazione integrativa`, ma solo dopo aver ricevuto una comunicazione di irregolarità dall'Agenzia fiscale. La Cassazione ha stabilito che la notifica della contestazione preclude la possibilità di emendare validamente la dichiarazione, rendendo la rettifica tardiva e inefficace.
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Rimborso IVA e revoca: la Cassazione sui termini
Una società revoca la sua richiesta di rimborso IVA per il 2005 e non riporta il credito negli anni successivi. Nel 2013 presenta una nuova istanza, che viene respinta perché tardiva. La Corte di Cassazione conferma la decisione, chiarendo che, dopo la revoca, la nuova richiesta di rimborso IVA è soggetta al termine di decadenza di due anni e non alla prescrizione decennale. La scelta iniziale del rimborso è un atto di volontà non liberamente ritrattabile, e la sua revoca impone il rispetto di termini specifici per esercitare nuovamente il diritto.
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Rimborso IRAP: interessi dalla data di pagamento
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15967/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rimborso IRAP. In un caso riguardante la cessione di un credito fiscale da una grande società a un istituto finanziario, la Corte ha chiarito che gli interessi sul rimborso maturano a partire dalla data dell'originario versamento dell'imposta e non dalla data di entrata in vigore della legge che ha introdotto il beneficio. La sentenza affronta anche le questioni della litispendenza e dell'onere della prova, cassando la decisione precedente per una valutazione incompleta delle prove fornite dal contribuente.
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Rimborso tasse: quando scade il termine biennale?
Un contribuente chiedeva il rimborso di imposte versate, basandosi su una legge successiva che garantiva agevolazioni fiscali per calamità naturali. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine biennale per la richiesta di rimborso tasse decorre dall'entrata in vigore della legge che genera il diritto, non da successive proroghe. La richiesta del contribuente, presentata oltre tale termine, è stata quindi respinta.
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