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Art. 38 Codice della Crisi d'Impresa

8 provvedimenti

Liquidazione giudiziale: apertura e presupposti
Il Tribunale di Roma ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società di trasporti in stato di insolvenza irreversibile. La decisione si fonda su un'esposizione debitoria superiore a 13 milioni di euro e sull'impossibilità di far fronte alle obbligazioni correnti a causa della perdita dei principali rapporti commerciali. Il provvedimento conferma la sussistenza dei requisiti dimensionali previsti dal Codice della Crisi.
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Sequestro conservativo: tutela del credito dei soci
Il Tribunale di Milano ha confermato un provvedimento di sequestro conservativo richiesto da un socio di minoranza nei confronti di una società per un credito di 5,5 milioni di euro. La decisione scaturisce dal pericolo che la società stesse depauperando il proprio patrimonio attraverso la vendita dell'unico immobile di valore a soggetti correlati con condizioni di pagamento svantaggiose.
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Liquidazione giudiziale: criteri per l’apertura
Il Tribunale ha decretato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società operante nel settore del lavoro interinale. La decisione si fonda sull'accertamento della competenza territoriale basata sul COMI a Milano e sulla prova di un grave stato di insolvenza, manifestato da debiti tributari milionari e perdite d'esercizio strutturali.
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Iniziativa pubblico ministero: i poteri nel CCII
Una S.r.l. ricorre in Cassazione contro la propria liquidazione giudiziale, contestando l'iniziativa del pubblico ministero. La Suprema Corte rigetta il ricorso, stabilendo che, ai sensi del nuovo Codice della Crisi (art. 38 CCII), il P.M. ha un potere ampliato e può agire sulla base di qualsiasi notizia di insolvenza (notitia decoctionis) appresa nell'esercizio delle sue funzioni, anche se relativa a un soggetto diverso. L'ordinanza consolida la legittimità dell'azione del P.M. come strumento di tutela del mercato.
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Domanda di concordato: dove presentarla se c’è fallimento
Una società, già soggetta a un'istanza di fallimento presso un tribunale, ha presentato una successiva domanda di concordato preventivo in un foro diverso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società contro la dichiarazione di fallimento, stabilendo che la domanda di concordato deve essere obbligatoriamente presentata dinanzi allo stesso giudice presso cui pende la procedura prefallimentare, al fine di garantire l'unità e la celerità del procedimento.
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Liquidazione Giudiziale: è legittima l’apertura?
La Corte d'Appello conferma l'apertura della Liquidazione Giudiziale nei confronti di una società cooperativa. L'appello presentato dagli eredi del liquidatore è stato respinto poiché, nonostante alcuni pagamenti parziali a un creditore, lo stato di insolvenza della società era palese a causa di un debito fiscale superiore a 1,5 milioni di euro. La Corte ha stabilito che un debito così ingente è un indicatore inequivocabile di insolvenza che giustifica la procedura.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Milano ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società su sua stessa istanza. La decisione si basa sulla sussistenza dello stato di insolvenza, evidenziato da debiti erariali significativi, un calo di fatturato e il superamento delle soglie previste dal Codice della Crisi. Il Tribunale ha nominato gli organi della procedura e fissato i termini per i creditori.
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Onere prova liquidazione giudiziale: chi deve provare
Una società ha impugnato la propria liquidazione giudiziale, sostenendo un difetto di notifica e la sua qualifica di "impresa minore". La Corte d'Appello ha respinto il reclamo, confermando la validità della notifica e ribadendo che l'onere della prova nella liquidazione giudiziale, per quanto riguarda i requisiti dimensionali dell'impresa minore, ricade esclusivamente sul debitore. In assenza di tale prova, la liquidazione è stata confermata.
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