LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 38 bis d.P.R. n. 633 del 1972

Pagina 2 di 2

28 provvedimenti

Giurisdizione costi fideiussione: decide il giudice tributario
Una società ha richiesto il rimborso dei costi per una garanzia fornita per ottenere un rimborso IVA. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia su tali costi rientra nella giurisdizione del giudice tributario. La decisione si basa sul fatto che questi costi sono considerati accessori al rapporto fiscale principale, in applicazione del principio di concentrazione della tutela. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva identificato la competenza del giudice tributario, è stata quindi confermata.
Continua »
Credito IVA: come rinunciare al rimborso e usarlo
Una società aveva richiesto il rimborso di un cospicuo credito IVA ma, non potendo fornire la garanzia richiesta, ha formalmente rinunciato alla domanda. Successivamente, ha utilizzato tale credito in compensazione nella dichiarazione dell'anno seguente. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che la rinuncia non fosse valida. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che la rinuncia alla richiesta di rimborso non estingue il diritto al credito, che può quindi essere legittimamente utilizzato in detrazione o compensazione, purché ciò avvenga nel rispetto dei termini di legge.
Continua »
Rimborso IVA e fideiussioni: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sul tema del rimborso IVA e fideiussioni. Una società ottiene rimborsi IVA fornendo garanzie dopo una sospensione da parte dell'Agenzia Fiscale. La Corte chiarisce che il giudizio sulla legittimità della sospensione non può essere esteso alla restituzione delle garanzie fornite successivamente. Viene dichiarata la cessazione della materia del contendere per il ricorso principale dell'Agenzia e rigettato il ricorso incidentale della società.
Continua »
Rimborso IVA: annullare l’avviso salva il diritto
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'annullamento in via definitiva di un avviso di accertamento, che negava l'esistenza di un credito d'imposta, rende automaticamente illegittimo e inefficace il conseguente diniego di rimborso IVA, anche se quest'ultimo atto non è stato autonomamente impugnato dal contribuente. Secondo la Corte, l'avviso di accertamento e la richiesta di rimborso sono legati da un rapporto di pregiudizialità-dipendenza, in quanto vertono sulla medesima questione: l'esistenza o meno del credito. Pertanto, la caducazione del primo atto travolge necessariamente anche il secondo, evitando al contribuente una duplicazione della tutela giurisdizionale.
Continua »
Fermo Amministrativo: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società cessionaria di un credito IVA si è vista negare il rimborso a causa di un fermo amministrativo disposto dall'Agenzia delle Entrate per un debito fiscale della società cedente. La Corte di Cassazione ha stabilito che il fermo amministrativo perde la sua efficacia e diventa illegittimo nel momento in cui una sentenza, anche se non ancora definitiva, annulla il debito fiscale che ne era il presupposto. La Corte ha chiarito che la 'ragione di credito' dell'Amministrazione viene meno con la pronuncia del giudice, rendendo la misura cautelare non più giustificabile.
Continua »
Rimborso IVA termine: quando scatta la decadenza?
Una società ha richiesto il rimborso dell'IVA per acquisti del 2001 e 2002, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda tardiva. La sentenza chiarisce che il rimborso IVA termine di decadenza di due anni decorre dalla data del pagamento e non dalla scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale, anche se il diritto al rimborso è stato confermato da una successiva pronuncia della Corte di Giustizia UE.
Continua »
Compensazione credito IVA: quando è violazione formale?
Una società utilizzava un credito IVA in compensazione per un importo superiore a quello dichiarato nel modello trimestrale, anticipando di fatto l'uso di un credito che sarebbe emerso solo con la dichiarazione annuale. I giudici di merito avevano considerato la violazione meramente formale. La Corte di Cassazione, invece, ha stabilito che l'errata compensazione credito IVA senza i presupposti dichiarativi costituisce una violazione sostanziale. Tale condotta, infatti, ritarda l'incasso del tributo da parte dell'Erario, causando un danno e giustificando l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 13 del D.Lgs. 471/1997. La sentenza del giudice di merito è stata quindi annullata con rinvio.
Continua »
Fermo amministrativo rimborso: blocca la prescrizione?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22304/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia fiscale: il fermo amministrativo disposto dall'Agenzia delle Entrate su un rimborso IVA ha efficacia interruttiva della prescrizione. Il caso riguardava una società che, dopo una richiesta di rimborso, si era vista opporre la prescrizione del proprio diritto. La Suprema Corte ha chiarito che il fermo costituisce un impedimento giuridico all'esercizio del diritto di credito del contribuente. Di conseguenza, il termine di prescrizione decennale non corre durante il periodo del fermo e ricomincia a decorrere solo dalla cessazione della causa impeditiva. La sentenza del giudice di merito, che aveva ritenuto maturata la prescrizione, è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »