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Art. 375 Codice di Procedura Civile

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2290 provvedimenti

Autorizzazione incarichi extra: basta il silenzio?
Un'associazione non profit è stata sanzionata per aver conferito incarichi a dipendenti pubblici senza una formale approvazione. Mentre i tribunali di merito hanno ritenuto sufficiente un'autorizzazione implicita, la Cassazione ha sollevato dubbi. Ritenendo la questione di particolare rilevanza, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per un esame più approfondito sul tema dell'autorizzazione incarichi extra, senza ancora emettere una decisione finale.
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Remunerazione specializzandi e onere della prova
Un medico ha citato in giudizio diversi Ministeri per ottenere la remunerazione per un corso di specializzazione non esplicitamente previsto dalle direttive comunitarie. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14429/2023, ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al medico l'onere della prova circa l'equipollenza del proprio corso di studi a quelli riconosciuti in ambito europeo. La mancata allegazione e prova di tale fatto costitutivo del diritto impedisce il riconoscimento del risarcimento.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affrontato la questione del risarcimento per i medici che hanno frequentato scuole di specializzazione senza retribuzione a causa del ritardo dello Stato nell'attuare le direttive europee. Confermando un orientamento consolidato, la Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso dello Stato che quello dei medici. È stato ribadito che il diritto al risarcimento sussiste anche per i corsi iniziati prima del 1983 (per il periodo successivo al 1° gennaio 1983), che la prescrizione decorre dal 27 ottobre 1999 e che il calcolo del danno si basa sulla Legge 370/1999. Questa decisione cristallizza i principi giuridici in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Giudicato interno: Cassazione e la causa dei medici
Tre medici chiedevano un'indennità per la specializzazione basata su direttive UE. Vittoriosi in primo grado, la loro domanda veniva rigettata in appello. La Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la corrispondenza dei corsi alle direttive, accertata in primo grado e non specificamente appellata, era coperta da giudicato interno, rendendo illegittima la revisione da parte della Corte d'Appello.
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Rimborso IRAP: sì al socio senza poteri decisionali
Un consulente, socio di minoranza di una grande società di servizi, ha ottenuto il via libera dalla Corte di Cassazione per il rimborso IRAP. La Corte ha stabilito che l'utilizzo di una struttura organizzativa altrui non comporta il pagamento dell'imposta se il professionista non ha un potere decisionale autonomo su di essa, requisito fondamentale per l'assoggettamento a IRAP.
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Tassazione fondi pensione: la prova del rendimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11230/2023, ha rigettato la richiesta di rimborso IRPEF di un ex dirigente. La Corte ha stabilito che, per la tassazione dei fondi pensione con l'aliquota agevolata del 12,5%, il contribuente deve provare che il rendimento derivi da un effettivo investimento sul mercato del capitale accantonato, e non dalla redditività generale dell'azienda. La semplice certificazione aziendale non è sufficiente.
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Rimborso IRAP: autonoma organizzazione e oneri in appello
Un medico convenzionato ha richiesto il rimborso IRAP per assenza di autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11171/2023, ha accolto parzialmente il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che le questioni sulla decadenza del diritto al rimborso e sull'avvenuta compensazione del credito possono essere sollevate anche in appello. Ha invece confermato che la sola disponibilità di uno studio non integra il requisito dell'autonoma organizzazione.
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Gettone di presenza: spetta per ogni riunione?
Alcuni consiglieri comunali hanno ricevuto un gettone di presenza per la partecipazione a conferenze dei capigruppo e altri organi. Il Comune ne ha chiesto la restituzione. Il Tribunale ha dato ragione al Comune, interpretando restrittivamente la legge che limita il gettone a 'consigli e commissioni'. La Cassazione, data la rilevanza della questione, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione di principio.
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Autonoma organizzazione: quando il medico non paga IRAP
Un medico convenzionato ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere una autonoma organizzazione. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che l'utilizzo di uno studio condiviso e di servizi di segreteria forniti da una società esterna, anche se partecipata dallo stesso medico, non costituisce di per sé il presupposto dell'autonoma organizzazione necessario per l'applicazione dell'imposta.
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Qualificazione opposizione: la Cassazione corregge
Una società creditrice notifica un precetto a una banca basato su un'ordinanza di assegnazione crediti. La banca si oppone, sostenendo che l'importo dovuto sia inferiore. La Corte d'Appello qualifica erroneamente l'azione come opposizione agli atti esecutivi (art. 617 c.p.c.), dichiarando l'appello inammissibile. La Corte di Cassazione interviene, chiarendo che la corretta qualificazione dell'opposizione, contestando il diritto a procedere per l'intero importo, è quella all'esecuzione (art. 615 c.p.c.), e rinvia il caso per un esame nel merito.
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Prescrizione cartella: Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 9580/2023, interviene su un caso riguardante la prescrizione di una cartella di pagamento. La Corte chiarisce che il termine di prescrizione ordinario decennale non si applica automaticamente alle cartelle non opposte, in quanto atti amministrativi. Viene inoltre confermata la validità della notifica tramite operatori postali privati e la sufficienza della copia fotostatica dell'avviso di ricevimento come prova, in assenza di disconoscimento. La sentenza è stata cassata con rinvio per un errato calcolo dei termini di prescrizione da parte del giudice di merito e per l'omesso esame di atti interruttivi.
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Distanze tra costruzioni e ius superveniens
Un proprietario ha realizzato un ampliamento e una sopraelevazione, violando secondo il vicino la normativa sulle distanze tra costruzioni. I tribunali di merito avevano ordinato l'arretramento dell'opera. La Corte di Cassazione ha però cassato la sentenza d'appello, stabilendo che deve essere applicata una nuova legge regionale più favorevole (ius superveniens), entrata in vigore durante il processo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce della normativa sopravvenuta, che potrebbe sanare la costruzione.
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Diploma magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Cassazione ha respinto il ricorso di una docente con diploma magistrale che chiedeva l'inserimento nelle GAE. La Corte ha confermato che il solo possesso del titolo, conseguito entro il 2001/2002, non è sufficiente per accedere alle graduatorie ad esaurimento, chiuse a nuovi inserimenti dalla legge 296/2006, allineandosi ai principi del Consiglio di Stato.
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Diploma Magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Corte di Cassazione, con ordinanza 7515/2023, ha stabilito che il possesso del diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non è titolo sufficiente per l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). Accogliendo il ricorso del Ministero dell'Istruzione, la Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, specificando che il diploma, sebbene abilitante, non conferiva il diritto di accesso alle graduatorie permanenti, trasformate poi in GAE. La decisione si allinea con i principi già espressi dall'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato, negando il diritto all'inserimento nelle liste per le assunzioni a tempo indeterminato.
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Diploma magistrale GAE: Cassazione nega l’inserimento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7507/2023, ha rigettato il ricorso di un'insegnante in possesso di diploma magistrale che chiedeva l'inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE). La Corte ha confermato che il solo possesso del diploma, sebbene sia un titolo abilitante, non costituisce requisito sufficiente per l'accesso alle GAE, in quanto queste sono state normativamente chiuse a nuovi inserimenti. La decisione si allinea a un orientamento giurisprudenziale consolidato, sia della Cassazione che del Consiglio di Stato.
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Sindacato giurisdizionale e Consiglio di Stato: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un farmacista contro una sentenza del Consiglio di Stato relativa all'apertura di una nuova farmacia. La Corte ha ribadito che il suo sindacato giurisdizionale sulle decisioni degli organi di giustizia amministrativa è strettamente limitato alle questioni di giurisdizione e non può estendersi a una rivalutazione del merito o a presunti errori di giudizio.
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Conto finale appalti: l’accettazione senza firma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4805/2023, ha rigettato il ricorso di un'impresa edile condannata a restituire somme percepite in eccesso da un ente pubblico. La Corte ha stabilito che la mancata sottoscrizione del conto finale da parte dell'impresa, dopo essere stata regolarmente convocata, equivale a un'accettazione tacita delle somme in esso contenute, rendendo legittima la richiesta di restituzione dell'indebito. Inoltre, è stata confermata l'inammissibilità della domanda di risarcimento danni dell'impresa per la sua eccessiva genericità.
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Onere della prova: Cassazione su estratti conto mancanti
Un garante agiva contro un istituto di credito per la restituzione di somme prelevate da un conto cointestato, contestando l'applicazione di interessi anatocistici sui debiti principali. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda a causa della mancanza parziale degli estratti conto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che l'incompleta documentazione non giustifica un rigetto totale, ma un accoglimento parziale per la parte di credito dimostrabile. La sentenza chiarisce quindi l'applicazione del principio dell'onere della prova in ambito bancario.
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Remunerazione specializzazione medica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4050/2023, ha negato il diritto alla remunerazione per la specializzazione medica a dottori i cui corsi non erano esplicitamente elencati nelle direttive europee di riferimento. La Corte ha stabilito che l'inclusione del corso in tali elenchi, o la sua concreta equipollenza, rappresenta un 'fatto costitutivo' del diritto. Questo significa che spetta al medico che agisce in giudizio l'onere di allegare e provare tale circostanza sin dal primo grado. Inoltre, l'equipollenza non può essere desunta da decreti nazionali validi solo per altri fini, come i concorsi pubblici, ma deve essere accertata nel merito dal giudice.
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Tassazione previdenza integrativa: la Cassazione decide
Un ex dirigente di una grande società energetica ha richiesto un rimborso fiscale su una somma ricevuta dalla capitalizzazione di una pensione integrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione della previdenza integrativa a un'aliquota agevolata è applicabile solo alla quota di prestazione che rappresenta un 'rendimento netto' derivante da investimenti reali sul mercato. Il contribuente non è riuscito a fornire la prova necessaria, confermando l'applicazione di un'aliquota più elevata sull'intera somma.
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