La Corte di Cassazione analizza il caso di un abuso edilizio in zona sismica, qualificandolo come reato permanente. La sentenza chiarisce che il termine di prescrizione non decorre da una data incerta di presunta ultimazione dei lavori, ma dal momento in cui cessa la condotta illecita. In assenza di prove certe fornite dall'imputato, la permanenza del reato si considera cessata solo con la sentenza di primo grado, rendendo il ricorso inammissibile e confermando la condanna.
Continua »