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Art. 360-bis Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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220 provvedimenti

Altri anni per Art. 360-bis Codice di Procedura Civile

Responsabilità Stato: No danni da leggi incostituzionali
Una società ha richiesto il risarcimento dei danni allo Stato a causa di una legge, poi dichiarata incostituzionale, che aveva estinto le sue procedure esecutive. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che, a differenza dei casi di violazione del diritto dell'Unione Europea, non sussiste una responsabilità dello Stato per i danni derivanti da leggi nazionali giudicate incostituzionali, in virtù del principio di insindacabilità dell'attività legislativa.
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Divieto di matrimonio: chi può impugnarlo?
Un terzo, come la fidanzata, non può impugnare il divieto di matrimonio imposto a una persona in amministrazione di sostegno. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 27691/2023, ha stabilito che solo il beneficiario della misura, quale unico titolare del diritto personalissimo a sposarsi, ha la legittimazione per contestare tale provvedimento. Di conseguenza, il ricorso della donna è stato respinto per difetto di legittimazione attiva.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17184/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzandi che chiedevano una remunerazione più elevata, pari a quella prevista per i colleghi iscritti a partire dall'anno accademico 2006-2007. La Corte ha stabilito che la disciplina economica introdotta dal D.Lgs. 368/1999 non è retroattiva e che la borsa di studio prevista dalla normativa precedente (D.Lgs. 257/1991) costituiva già un'adeguata attuazione delle direttive comunitarie. I ricorrenti sono stati anche condannati per responsabilità processuale aggravata, avendo agito contro un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici specializzandi, formatisi dopo il 1991 ma prima del 2006, ha richiesto una remunerazione più alta, allineata a quella introdotta dal D.Lgs. 368/1999. La Corte di Cassazione ha respinto le loro istanze, dichiarando l'appello inammissibile. La Corte ha stabilito che la migliore remunerazione per i medici specializzandi si applica solo a chi si è iscritto a partire dall'anno accademico 2006-2007. Il precedente sistema di borsa di studio (D.Lgs. 257/1991) è stato ritenuto un'adeguata attuazione degli obblighi europei per il periodo in questione, confermando la non retroattività delle norme più favorevoli.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su diversi ricorsi presentati da medici specializzandi che chiedevano un risarcimento allo Stato per la mancata corresponsione di una retribuzione adeguata durante la specializzazione, in violazione di direttive europee. La Corte ha dichiarato inammissibili la maggior parte dei ricorsi, confermando la sua giurisprudenza consolidata sulla prescrizione medici specializzandi. Il termine di prescrizione decennale per agire in giudizio decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999. Tuttavia, ha accolto il ricorso di un singolo medico per un vizio di omessa pronuncia da parte della Corte d'Appello, cassando la sentenza su quel punto specifico.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione conferma
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione, a causa della tardiva attuazione di direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la sua giurisprudenza consolidata. La Corte ha ribadito che il termine di dieci anni per la prescrizione medici specializzandi decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, e non da successive sentenze chiarificatrici. Di conseguenza, le azioni intentate dopo il 2009 sono state considerate tardive.
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Prescrizione risarcimento medici: la Cassazione decide
Un gruppo di medici ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa della tardiva attuazione delle direttive UE sulla remunerazione della formazione specialistica. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione decennale per la richiesta di risarcimento è iniziato il 27 ottobre 1999, con l'entrata in vigore della Legge 370/1999. La Corte ha stabilito che tale legge ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato, rendendo il diritto al risarcimento certo ed esigibile da quella data, chiudendo la questione sulla prescrizione risarcimento medici specializzandi.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha affrontato la questione del risarcimento per i medici che hanno frequentato scuole di specializzazione senza retribuzione a causa del ritardo dello Stato nell'attuare le direttive europee. Confermando un orientamento consolidato, la Corte ha dichiarato inammissibili sia il ricorso dello Stato che quello dei medici. È stato ribadito che il diritto al risarcimento sussiste anche per i corsi iniziati prima del 1983 (per il periodo successivo al 1° gennaio 1983), che la prescrizione decorre dal 27 ottobre 1999 e che il calcolo del danno si basa sulla Legge 370/1999. Questa decisione cristallizza i principi giuridici in materia di risarcimento medici specializzandi.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
Un gruppo di medici specialisti ha citato in giudizio lo Stato italiano per il risarcimento dei danni derivanti dalla tardiva attuazione delle direttive UE sulla loro retribuzione. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, stabilendo che il termine decennale di prescrizione per i medici specializzandi decorre dall'entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in quanto non contestava efficacemente la giurisprudenza consolidata in materia.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13851/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un medico specializzando volto a ottenere una maggiore quantificazione del risarcimento per la mancata attuazione di direttive comunitarie. La Corte ha confermato che il credito ha natura di 'debito di valuta' e non di 'valore', escludendo quindi la rivalutazione monetaria e stabilendo che gli interessi decorrono dalla domanda giudiziale. Questo consolida l'orientamento giurisprudenziale sul tema del risarcimento medici specializzandi.
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Clausola risolutiva espressa: il limite della buona fede
Una società finanziaria invoca la clausola risolutiva espressa contro un ente pubblico per un lieve ritardo nel pagamento di una rata di un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, stabilisce che l'esercizio di tale clausola deve rispettare il principio di buona fede. Un inadempimento di minima entità, che non pregiudica l'interesse del creditore, non giustifica la risoluzione se questa rappresenta un abuso del diritto.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per una frode perpetrata da un suo dipendente. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che i ricorrenti non possono introdurre nuove argomentazioni o prove in modo non conforme alla procedura, il che ha portato alla declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Equa riparazione: diritto anche se la causa è persa
Un gruppo di cittadini ha richiesto un'equa riparazione per la durata eccessiva di un precedente processo. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, sostenendo che, avendo perso la causa iniziale, i ricorrenti non potevano aver subito un danno risarcibile. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che il diritto a un'equa riparazione per la lungaggine di un processo è autonomo rispetto all'esito della causa stessa. La Corte ha stabilito che la sofferenza per il ritardo deve essere valutata caso per caso, accogliendo il ricorso dei cittadini.
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Prescrizione medici specializzandi: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici per il risarcimento del danno da mancata retribuzione durante la specializzazione. La Corte ha confermato che il diritto si è estinto per prescrizione decennale, il cui termine è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Si è ribadito che l'incertezza giurisprudenziale non sospende la decorrenza della prescrizione medici specializzandi.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
Un gruppo di medici, specializzati tra il 1979 e il 1987, ha citato in giudizio lo Stato per ottenere un risarcimento a causa del mancato pagamento della retribuzione prevista dalle direttive UE. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il termine di prescrizione di 10 anni è iniziato il 27 ottobre 1999, con l'entrata in vigore della Legge 370/1999. La Corte ha respinto la tesi secondo cui l'incertezza giuridica potesse sospendere tale termine, considerandola un mero impedimento di fatto.
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Retribuzione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzatisi prima dell'anno accademico 2006/2007, i quali richiedevano una retribuzione più elevata basandosi su normative successive. La Corte ha stabilito che la borsa di studio prevista dal D.Lgs. 257/1991 costituiva già un'adeguata attuazione delle direttive UE sulla retribuzione medici specializzandi. Inoltre, ha confermato che la disciplina più favorevole del D.Lgs. 368/1999 non ha effetto retroattivo e che, in ogni caso, il diritto a eventuali pretese era ormai estinto per prescrizione decennale.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici specializzatisi tra il 1979 e il 1990, che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il caso verteva sulla decorrenza della prescrizione medici specializzandi. La Corte ha confermato che il termine decennale è iniziato a decorrere il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, e non da un momento successivo legato al consolidamento della giurisprudenza. Di conseguenza, il diritto dei medici è stato dichiarato prescritto.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione nega
Un gruppo di medici, specializzatisi in anni accademici successivi al 1992, ha richiesto un trattamento economico superiore, basandosi sulla normativa più favorevole introdotta per i corsi iniziati dal 2006. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10352/2023, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la borsa di studio percepita all'epoca era adeguata e conforme alle direttive europee. La Corte ha ribadito che il nuovo e più vantaggioso regime del contratto di formazione non ha efficacia retroattiva e rappresenta una scelta discrezionale del legislatore, non un'attuazione tardiva di obblighi comunitari.
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Distanze legali: quando si applica la regola dei 10m
La Corte di Cassazione ha confermato che le distanze legali di 10 metri tra costruzioni, previste dal D.M. 1444/1968, devono essere rispettate anche quando una delle pareti fronteggianti è cieca. Il caso riguardava una nuova costruzione realizzata in violazione di tale norma. La Corte ha ribadito che questa regola tutela la salubrità e la sicurezza, prevalendo sui regolamenti locali e non ammettendo deroghe basate sul principio di prevenzione in caso di nuove edificazioni.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un gruppo di medici che chiedevano un risarcimento per la mancata retribuzione durante la specializzazione tra il 1982 e il 1990. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che la prescrizione medici specializzandi, di durata decennale, decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della legge n. 370/99. Le incertezze giurisprudenziali invocate dai ricorrenti non sono state ritenute idonee a posticipare tale termine.
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