Tre lavoratori sono stati impiegati per anni come amministrativi presso un ente pubblico tramite contratti di somministrazione ripetutamente prorogati. La Corte d'Appello ha dichiarato la nullità dei contratti per genericità delle causali, condannando l'ente al risarcimento del danno. La Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che la somministrazione di lavoro illegittima nel pubblico impiego, pur non consentendo la stabilizzazione del rapporto di lavoro, fa sorgere il diritto al risarcimento del danno comunitario presunto. Tale indennità, quantificata secondo i parametri della legge, spetta al lavoratore senza necessità di fornire una prova specifica del pregiudizio subito, poiché sanziona l'utilizzo abusivo di personale flessibile per soddisfare esigenze stabili e continuative dell'amministrazione.
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