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Art. 36 Costituzione — Sezione Seconda Penale

2 provvedimenti

Altri anni per Art. 36 Costituzione

Estorsione contrattuale: condanna per il datore.
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione contrattuale a carico di un datore di lavoro che imponeva condizioni vessatorie ai propri dipendenti. L'imputato, sfruttando lo stato di bisogno dei lavoratori, li costringeva a restituire parte dello stipendio ricevuto tramite bonifico e a rinunciare a ferie, riposi e mensilità aggiuntive sotto la minaccia costante del licenziamento. La Suprema Corte ha ribadito che la condotta integra il reato di estorsione quando la minaccia della perdita del posto di lavoro viene utilizzata per ottenere un profitto ingiusto con danno per il lavoratore, superando i confini della mera controversia giuslavoristica.
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Estorsione del datore di lavoro: la firma della busta paga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione del datore di lavoro che costringeva le dipendenti a firmare buste paga attestanti retribuzioni superiori a quelle effettivamente percepite. Secondo la Corte, la minaccia di non pagare lo stipendio o di licenziare integra il reato di estorsione, creando un danno per la lavoratrice e un ingiusto profitto per l'imprenditore, a prescindere da eventuali accordi iniziali per una paga inferiore.
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