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Art. 352 Codice di Procedura Civile

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316 provvedimenti

Azione revocatoria ordinaria: guida alla vendita
La Corte d'Appello ha confermato l'inefficacia di un atto di compravendita immobiliare tra padre e figlia tramite azione revocatoria ordinaria. Il debitore, già coinvolto in un procedimento penale per gravi reati, aveva ceduto la nuda proprietà dei suoi beni alla figlia poco prima della condanna. La Corte ha stabilito che il credito risarcitorio sorge al momento del fatto illecito e che il vincolo di parentela prova la consapevolezza del danno arrecato ai creditori.
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Compensi avvocato: criteri per il calcolo equo
La Corte d'Appello ha analizzato il diritto ai compensi avvocato per attività svolte durante una fase di transizione normativa nel 2012. I giudici hanno stabilito che, nonostante l'abrogazione delle vecchie tariffe, il professionista ha diritto a un compenso equo determinato secondo i nuovi parametri ministeriali e l'articolo 2233 del Codice Civile.
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Provvigioni agenzia: quando spetta il pagamento?
La Corte d'Appello ha rigettato il ricorso di un'azienda vinicola, confermando il diritto dell'agente a percepire le provvigioni agenzia e l'indennità suppletiva di clientela. La disputa riguardava la prova degli ordini e la validità di clausole contrattuali che subordinavano il pagamento all'incasso effettivo. I giudici hanno stabilito che le fatture emesse e le testimonianze dei clienti provano l'attività dell'agente, rigettando le accuse di sviamento di clientela non supportate da prove certe.
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Danni muro di cinta: responsabilità e cause costruttive
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento per i danni muro di cinta, confermando che le lesioni strutturali non derivavano dal terreno depositato dal vicino. La consulenza tecnica ha dimostrato che le crepe erano causate dal ritiro del calcestruzzo e da vizi di costruzione originari, escludendo il nesso di causalità con la condotta della controparte.
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Conto corrente bancario: prova dell’indebito
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un istituto di credito alla restituzione di oltre 66.000 euro per addebiti illegittimi su un conto corrente bancario. Nonostante la mancanza di alcuni estratti conto periodici, la decisione stabilisce che la ricostruzione del saldo tramite gli estratti scalari è valida e attendibile per determinare il dare-avere tra le parti.
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Ripetizione di indebito bancario: prova dell’addebito.
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza riguardante la ripetizione di indebito bancario tra un intermediario e un istituto di credito. L'intermediario lamentava doppi addebiti per finanziamenti estinti, ma non ha fornito prova certa degli addebiti sul proprio conto corrente. La Corte ha stabilito che la documentazione prodotta era insufficiente e generica.
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Risarcimento danni macchinari: nesso causale e prova
La Corte d'Appello ha rigettato la domanda di risarcimento danni macchinari proposta da una società che aveva in custodia dei beni in un capannone soggetto a infiltrazioni. La decisione sottolinea che, in assenza di prove sullo stato originario dei beni e sulla diligenza nella custodia, non è possibile imputare il danno esclusivamente al proprietario dell'immobile.
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Risoluzione contratto appalto: la guida completa
La Corte d'Appello ha confermato la risoluzione contratto appalto a causa di gravi inadempimenti dell'appaltatore, tra cui il subappalto non autorizzato e carenze assicurative. Tuttavia, in base alla natura del contratto, ha riconosciuto il diritto al pagamento delle prestazioni già effettuate, sottraendo le somme anticipate dal committente per stipendi e contributi.
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Contratto di mutuo: la prova della consegna
La Corte d'Appello di Venezia ha riformato una decisione di primo grado stabilendo che, in un contratto di mutuo, l'uso del verbo 'consegna' al presente indicativo costituisce prova della ricezione della somma. La Corte ha ribaltato l'onere della prova, dichiarando estinto per compensazione il debito degli eredi del mutuante verso il mutuatario.
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Rimborso spese ristrutturazione casa coniugale
La Corte d'Appello di Venezia ha confermato il diritto al rimborso spese ristrutturazione in favore di un ex coniuge che aveva finanziato integralmente i lavori nell'immobile di proprietà esclusiva dell'altro coniuge. La Corte ha stabilito che, sebbene esista un dovere di contribuzione familiare, gli esborsi sproporzionati rispetto al reddito e ai bisogni ordinari configurano un arricchimento ingiustificato.
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Cessione del credito: validità e contestazioni
La Corte d'Appello ha confermato un decreto ingiuntivo emesso a favore di un'officina, respingendo l'opposizione di un automobilista. Quest'ultimo sosteneva l'incompletezza delle riparazioni, ma la firma di un atto di cessione del credito e il riconoscimento del debito via legale sono stati ritenuti vincolanti. La decisione ha comportato anche una condanna per lite temeraria.
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Frazionamento del credito: quando è legittimo?
Una sentenza della Corte d'Appello di Venezia chiarisce i limiti del divieto di frazionamento del credito. Il caso riguardava una società di recupero crediti che aveva citato un ex cliente per il pagamento di corrispettivi relativi a quasi 15.000 posizioni. La Corte ha stabilito che, data l'eccezionale mole di documentazione, la divisione della pretesa in due distinti giudizi era legittima e non costituiva un abuso del processo. La decisione affronta anche temi cruciali come l'onere della prova e le conseguenze della contumacia in primo grado.
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Mancata fissazione udienza: la Cassazione attende le SU
In un caso relativo a un preliminare di vendita, la Cassazione ha sospeso la decisione su un ricorso. L'appello era stato dichiarato inammissibile per genericità, ma la ricorrente lamenta la mancata fissazione udienza di discussione, che avrebbe potuto chiarire i motivi. Poiché la questione sulla nullità della sentenza per tale omissione è pendente dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio.
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TAEG errato: la nullità non è automatica
La Corte d'Appello di Napoli ha stabilito che un TAEG errato in un contratto di finanziamento stipulato prima del 2010 non comporta la nullità automatica della clausola sugli interessi. Secondo la Corte, il TAEG è un indicatore informativo del costo totale del credito. La sua errata indicazione, se tutte le voci di costo sono presenti nel contratto, non giustifica l'applicazione di tassi sostitutivi, ma può al più fondare una richiesta di risarcimento del danno. La decisione si basa sul principio 'ratione temporis', non potendo applicare la normativa più stringente introdotta nel 2010 a un contratto del 2008.
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Testamento pubblico: validità e presenza testimoni
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un testamento pubblico impugnato dai parenti della defunta per presunti vizi di forma. L'ordinanza chiarisce che la presenza dei testimoni è richiesta solo durante le fasi formali finali (dichiarazione, redazione e lettura), e non durante i colloqui preliminari tra testatore e notaio. Viene ribadito che le attestazioni del notaio nel rogito hanno efficacia probatoria privilegiata, superabile solo con una querela di falso.
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Inammissibilità appello: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità appello emessa dalla Corte d'Appello. Il caso nasceva da un'opposizione all'esecuzione per il rilascio della casa coniugale. L'appellante aveva basato il suo ricorso su motivi estranei alla 'ratio decidendi' della sentenza di primo grado, rendendo il gravame inammissibile. La Cassazione ha rigettato tutti i motivi del ricorrente, giudicandoli inammissibili e manifestamente infondati, e lo ha condannato al pagamento delle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in una causa per il risarcimento danni derivante dall'uccisione di un animale domestico. La decisione è seguita alla formale rinuncia al ricorso da parte della proprietaria dell'animale. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione nel merito e senza condanna alle spese, dato che le controparti non si erano costituite in giudizio.
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Assegno di mantenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19650/2023, ha rigettato il ricorso di una moglie che contestava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia in una causa di separazione. La ricorrente lamentava l'errata individuazione del tribunale competente, vizi procedurali e un importo dell'assegno di mantenimento troppo basso (€200 mensili). La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che la competenza si radica nell'ultima residenza comune dei coniugi e che la quantificazione dell'assegno era corretta, tenuto conto della breve durata del matrimonio e della capacità lavorativa della donna, pur con un reddito difficilmente quantificabile.
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Incarico professionale: quando la custodia non è gestione
Una società ha citato in giudizio il proprio studio commercialista per non aver riscosso i dividendi relativi a delle azioni tenute in custodia, sostenendo che tale attività rientrasse nell'incarico professionale. I giudici di merito e la Cassazione hanno respinto la richiesta, specificando che la semplice custodia dei titoli non comporta automaticamente un mandato per la loro gestione attiva. La dicitura generica 'prestazioni fiscali e societarie' sulle fatture non è stata ritenuta una prova sufficiente per dimostrare un incarico professionale più ampio.
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Danno prevedibile: auto a fuoco dopo riparazione
Un'officina meccanica è stata ritenuta responsabile per l'incendio di un'autovettura causato da una riparazione difettosa. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le eccezioni procedurali e chiarendo il concetto di danno prevedibile. Secondo la Corte, la distruzione completa del veicolo rientra nel danno prevedibile che può derivare da una riparazione negligente, anche se di modesto valore economico.
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