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Art. 348-ter Codice di Procedura Civile

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3513 provvedimenti

Danno da licenziamento illegittimo: guida completa
La Cassazione chiarisce che l'indennità per licenziamento illegittimo non copre tutti i danni. Il lavoratore ha diritto a provare e ottenere un ulteriore risarcimento per il danno professionale e per il danno esistenziale subiti, distinti dalla mera perdita della retribuzione.
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Operazioni inesistenti energia: Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di una Commissione Tributaria Regionale che aveva escluso la natura fittizia di alcune compravendite nel settore energetico. Il caso riguardava operazioni inesistenti energia, caratterizzate da uno schema circolare senza logica economica. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel dare prevalenza alle regole formali del mercato senza valutare gli specifici e gravi indizi di inesistenza forniti dall'Agenzia delle Entrate. Inoltre, è stato chiarito che un decreto di archiviazione penale non è vincolante nel processo tributario.
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Rendita presunta ICI: motivazione e poteri comunali
Un comune emetteva un avviso di accertamento ICI per gli anni 2010-2014 a una società concessionaria di beni demaniali, basandosi su una rendita presunta calcolata dalla Guardia di Finanza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del comune, confermando l'annullamento dell'atto. La decisione si fonda sul grave difetto di motivazione dell'avviso, che non esplicitava i criteri di calcolo della rendita presunta, e sui limiti normativi del potere comunale in materia per il periodo di riferimento.
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Regolamento di confini: quando il confine è incerto
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di regolamento di confini tra due proprietà. I giudici hanno confermato la decisione dei tribunali di merito che, in presenza di incertezza oggettiva e soggettiva sulla linea di demarcazione, avevano fatto ricorso ai più antichi frazionamenti per stabilire il confine. La Corte ha ritenuto inammissibile la richiesta di una nuova valutazione delle prove. Ha tuttavia accolto il ricorso su un punto specifico: la liquidazione delle spese legali. È stato stabilito che, quando più parti con la stessa posizione sono difese da un unico avvocato, spetta un compenso unico e non una liquidazione per ciascuna parte.
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Recesso anticipato e onere prova locatore
In un caso di recesso anticipato da un contratto di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società locatrice. La Corte ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei canoni non percepiti, il locatore ha l'onere di provare di essersi attivato con diligenza per trovare un nuovo conduttore e limitare così il proprio danno. La semplice rilocazione a un canone inferiore non è sufficiente se non si dimostra lo sforzo attivo per ottenere condizioni migliori.
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Autosufficienza del ricorso tributario: guida pratica
Una società di costruzioni ha impugnato un avviso di accertamento IMU, lamentando la mancata indicazione delle rendite catastali base. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza del ricorso tributario, poiché l'atto non riportava testualmente le parti contestate dell'avviso e introduceva motivi nuovi in sede di legittimità.
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Ingiunzione fiscale e disapplicazione dell’atto
Una cittadina riceve un contributo regionale per siccità, poi revocato. L'amministrazione emette un'ingiunzione fiscale per la restituzione. La Corte di Cassazione stabilisce che per opporsi all'ingiunzione fiscale non è necessario impugnare preventivamente l'atto di revoca. Il giudice dell'opposizione ha il potere di valutare il diritto sottostante e, se necessario, disapplicare l'atto amministrativo illegittimo.
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Successione necessaria e limiti alla prova in appello
Eredi agiscono in riduzione per lesione della quota di legittima. La Cassazione chiarisce i limiti alla produzione di nuove prove in appello nella successione necessaria e il calcolo del diritto di abitazione del coniuge, confermando le preclusioni processuali.
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Indennità di posizione: risarcimento per mancata pesatura
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28249/2023, ha stabilito che l'inerzia di un'azienda sanitaria nel completare la procedura di graduazione degli incarichi dirigenziali costituisce un inadempimento contrattuale. Tale omissione lede il diritto del dirigente medico a percepire la parte variabile dell'indennità di posizione, configurando un danno da perdita di chance risarcibile. La Corte ha confermato la condanna dell'ente, chiarendo che il giudice può liquidare il danno in via equitativa, anche basandosi su importi successivamente stabiliti dalla stessa amministrazione.
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Risarcimento danno treno: la Cassazione conferma
A seguito del ritardo di quasi 24 ore di un treno, una passeggera ha ottenuto un risarcimento per danno patrimoniale e non patrimoniale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia ferroviaria, confermando che eventi meteorologici prevedibili non costituiscono forza maggiore. La Corte ha stabilito che un disagio così grave, unito alla mancanza di assistenza, lede diritti fondamentali della persona, giustificando un pieno risarcimento danno treno, che va oltre gli indennizzi automatici.
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Compensatio lucri cum damno nel pubblico impiego
Un dirigente medico ha citato in giudizio l'azienda sanitaria di appartenenza per il mancato pagamento di una parte variabile della sua retribuzione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28243/2023, ha stabilito che dal risarcimento del danno va detratto l'eventuale vantaggio economico ottenuto dal dipendente a causa dello stesso inadempimento (come l'aumento della retribuzione di risultato), applicando il principio di compensatio lucri cum damno. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per ricalcolare il danno effettivo.
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Retribuzione dirigente medico: sì al risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al risarcimento del danno per una dirigente medico a causa della mancata attivazione, da parte dell'Azienda Sanitaria, delle procedure per la graduazione delle funzioni e la determinazione della retribuzione di posizione variabile. L'inerzia della Pubblica Amministrazione costituisce inadempimento contrattuale che genera una perdita di chance, liquidabile in via equitativa, e non un diritto al diretto pagamento dell'indennità.
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Pagamenti in corso di causa: la Cassazione chiarisce
Un committente, condannato in appello al pagamento dell'intero compenso a un architetto, ha ottenuto ragione in Cassazione. Durante la causa aveva già versato una somma cospicua, ma la Corte d'Appello non ne aveva tenuto conto nel dispositivo. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: i pagamenti in corso di causa devono essere detratti e il titolo esecutivo può essere emesso solo per il debito residuo, correggendo la precedente decisione.
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Doppia conforme: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società di navigazione contro la condanna al risarcimento del danno per mancata reintegra di un lavoratore. La decisione si fonda sul principio della cosiddetta "doppia conforme": quando due sentenze di merito (primo grado e appello) giungono alla stessa conclusione basandosi sulle medesime ragioni di fatto, il ricorso in Cassazione per vizi di motivazione è precluso.
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Prova del danno: non basta dimostrare l’inadempimento
Una società di consulenza informatica ha citato in giudizio il suo fornitore di servizi di telecomunicazione per un'interruzione del servizio. Nonostante la Corte abbia riconosciuto l'inadempimento contrattuale del fornitore (per mancato preavviso), ha negato il risarcimento. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la semplice dimostrazione dell'inadempimento non è sufficiente; è onere del danneggiato fornire la prova del danno specifico subito, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Azione Revocatoria: Assegno come Promessa di Pagamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28141/2023, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva trasferito la nuda proprietà del suo unico immobile ai genitori. I creditori avevano agito con un'azione revocatoria. La Corte ha confermato che, ai fini di tale azione, un assegno, anche se invalido come titolo di credito, costituisce una valida promessa di pagamento e quindi una prova sufficiente della ragione di credito. Inoltre, ha ribadito che la frode ai danni dei creditori (participatio fraudis) può essere provata tramite indizi, come lo stretto legame di parentela e la permanenza del debitore nell'immobile.
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Lavoro subordinato amministratore: la Cassazione
Una società cooperativa è stata condannata a versare contributi per tre amministratori. La Cassazione ha confermato la qualifica del rapporto come lavoro subordinato amministratore, in quanto il loro apporto non era solo gestorio ma una vera prestazione lavorativa inserita nel ciclo produttivo. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità, e per l'applicazione del principio della "doppia conforme".
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Domanda riconvenzionale: limiti e onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17778/2023, ha rigettato il ricorso di un'azienda che aveva presentato una domanda riconvenzionale contro un ex dipendente. La Corte ha ritenuto inammissibili i motivi del ricorso per carenze procedurali, tra cui la modifica della domanda in appello e la genericità delle censure. La decisione sottolinea l'importanza di formulare le pretese in modo chiaro e coerente fin dal primo grado di giudizio, confermando il rigetto della domanda riconvenzionale già deciso nei gradi di merito.
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Inammissibilità ricorso cassazione: ecco perché
Due cittadini hanno citato in giudizio un istituto di credito per una frode perpetrata da un suo dipendente. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che i ricorrenti non possono introdurre nuove argomentazioni o prove in modo non conforme alla procedura, il che ha portato alla declaratoria di inammissibilità del ricorso in cassazione.
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Poteri istruttori del giudice: limiti e revoca ordine
In un caso di differenze retributive nel pubblico impiego, la Cassazione ha stabilito che i poteri istruttori del giudice possono superare le preclusioni probatorie delle parti. Un ordine di esibizione documentale, legittimamente emesso per chiarire fatti già allegati, non può essere revocato sulla base di una sua presunta illegittimità originaria. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso dal giudizio prove decisive, rinviando per una nuova valutazione.
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