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Art. 342 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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634 provvedimenti

Altri anni per Art. 342 Codice di Procedura Civile

Mutuo Solutorio: valido anche senza soldi in mano
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito la piena validità del cosiddetto 'mutuo solutorio', ovvero il finanziamento concesso da una banca e contestualmente utilizzato per estinguere debiti preesistenti del cliente verso la stessa banca. La controversia nasceva dal dubbio se l'operazione, spesso una mera partita di giro contabile, costituisse una reale consegna di denaro ('traditio') al mutuatario. Le Sezioni Unite hanno chiarito che l'accredito della somma sul conto corrente del cliente è sufficiente a integrare la 'disponibilità giuridica' del denaro, perfezionando così il contratto di mutuo. Di conseguenza, tale contratto è valido, efficace e costituisce un titolo esecutivo idoneo ad avviare azioni forzate in caso di inadempimento.
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Giudicato interno: compenso non contestato va pagato
Un architetto contesta il ricalcolo del suo compenso in appello. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che la parte della sentenza di primo grado non impugnata forma giudicato interno e non può essere modificata, anche se la decisione viene parzialmente riformata su altri punti.
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Usucapione immobile ereditario: la parola alla Cassazione
Un figlio impugna i testamenti della madre che favorivano la sorella e la nipote. Queste ultime propongono domanda di usucapione immobile ereditario. La Cassazione accoglie il loro ricorso, stabilendo che l'avvenuta usucapione dell'intero bene lo sottrae all'asse ereditario, rendendo inefficaci le pretese successorie su di esso.
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Motivi aggiunti tributario: i limiti per nuove eccezioni
Una società di autoriparazioni ha ricevuto un accertamento fiscale basato su acquisti non fatturati, scoperti presso un fornitore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale: nuove contestazioni, come la violazione del contraddittorio, non possono essere introdotte con semplici memorie illustrative, ma richiedono la procedura specifica dei motivi aggiunti tributario, ammessa solo in casi eccezionali. La Corte ha quindi confermato la validità dell'accertamento dell'Amministrazione Finanziaria.
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Giurisdizione contratti internazionali: il caso licenza
La Corte di Cassazione ha stabilito la mancanza di giurisdizione del giudice italiano in una controversia su un contratto di licenza di fabbricazione tra una società italiana e una algerina. La decisione si fonda sul criterio del luogo di esecuzione della prestazione caratteristica. La Corte ha identificato tale prestazione nel trasferimento del know-how e nella concessione del diritto di produrre e commercializzare i beni nel territorio algerino, localizzando quindi la giurisdizione in Algeria. Questo caso chiarisce come si determina la giurisdizione nei contratti internazionali.
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Distanze legali costruzioni: onere della prova
Un proprietario ha citato in giudizio un vicino per una sopraelevazione che avrebbe violato le distanze legali costruzioni e l'altezza massima. La Corte d'Appello ha respinto la domanda per mancanza di prove certe sulla violazione, data l'impossibilità di stabilire l'originario livello del terreno. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'onere della prova della violazione grava interamente su chi promuove la causa. L'incertezza probatoria determina il rigetto della domanda.
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Inadempimento contrattuale: quando si applica?
In un complesso caso di inadempimento contrattuale derivante da un'operazione immobiliare speculativa, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del promissario acquirente. L'ordinanza chiarisce che la statuizione sulla soccombenza virtuale, contenuta in una sentenza che dichiara cessata la materia del contendere, può passare in giudicato se non viene impugnata, precludendo un nuovo esame dei fatti. Viene inoltre confermata l'ampia nozione di 'imprenditore' ai fini dell'applicazione degli interessi moratori nelle transazioni commerciali.
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Impugnazione delibere fondo: la Cassazione decide
Un investitore in un fondo comune immobiliare ha contestato le delibere dell'assemblea che modificavano il regolamento e sostituivano la società di gestione. Le corti di merito avevano negato la sua legittimazione ad agire. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12474/2025, ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: l'investitore ha pieno diritto all'impugnazione delle delibere del fondo, assimilando la sua tutela a quella prevista per i soci di società di capitali.
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Condominio minimo: spese e obblighi dei condomini
La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra comunione e condominio minimo. In un caso riguardante un complesso di tre unità immobiliari, la Corte ha stabilito che si tratta di condominio minimo, con conseguente obbligo per tutti i proprietari di contribuire alle spese per le parti comuni, anche se non direttamente utilizzate. La sentenza ha confermato la condanna di una condomina al pagamento delle spese arretrate e al risarcimento per resistenza pretestuosa in giudizio, rigettando tutti i suoi motivi di ricorso.
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Atto di appello: i requisiti di specificità
Un commerciante subisce danni al suo locale a causa di lavori nell'edificio. Il Tribunale stabilisce un concorso di colpa. La Corte d'Appello dichiara l'appello inammissibile per aspecificità. La Cassazione cassa la decisione, chiarendo i requisiti dell'atto di appello: non serve un 'progetto alternativo' di sentenza, ma una critica argomentata della decisione impugnata, anche se basata su una disamina tecnica.
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Specificità dell’appello: la Cassazione chiarisce
Un cliente si opponeva a un decreto ingiuntivo per onorari legali. La Corte d'Appello dichiarava inammissibile il suo gravame per genericità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che i requisiti di specificità dell'appello erano stati rispettati. La Suprema Corte ha chiarito che non è necessario un progetto alternativo di sentenza, ma una chiara individuazione delle questioni contestate e delle relative argomentazioni, ribadendo che l'onere della prova sulla congruità della parcella spetta al professionista.
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NASpI e lavoro autonomo: obbligo di comunicazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che chi percepisce l'indennità NASpI e svolge un'attività di lavoro autonomo preesistente deve comunicare il reddito presunto all'ente previdenziale entro 30 giorni dalla domanda. L'omissione o il ritardo in questa comunicazione comporta la decadenza dal diritto al sussidio. Questa ordinanza chiarisce che l'obbligo di comunicazione, finalizzato a verificare lo stato di bisogno effettivo, si applica non solo alle nuove attività ma anche a quelle già in essere al momento della richiesta della NASpI.
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Accettazione tacita eredità: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la denuncia di successione è un atto con finalità meramente fiscali e non costituisce un'accettazione tacita dell'eredità. Un creditore ha agito in giudizio per far accertare l'accettazione da parte dell'erede dei suoi debitori, al fine di proseguire un'esecuzione immobiliare. La Corte ha confermato che, in assenza di un'accettazione espressa, l'accertamento giudiziale è l'unico strumento per il creditore per garantire la continuità delle trascrizioni e procedere con l'esecuzione forzata sul bene ereditato.
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Equo compenso appalti: diritto preesistente al 2000
Una ditta appaltatrice ha citato un Comune per danni da sospensione lavori. La Cassazione ha stabilito che il diritto all'equo compenso appalti per varianti eccedenti un quinto del valore era già previsto dalla normativa del 1962, contrariamente a quanto ritenuto dalla Corte d'Appello che lo considerava introdotto solo nel 2000. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Appello inammissibile: no a eccessivo formalismo
In un caso riguardante un decreto ingiuntivo per forniture grafiche, un appello era stato dichiarato inammissibile per genericità. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che non si può dichiarare un appello inammissibile sulla base di un eccessivo formalismo. È sufficiente che l'atto individui chiaramente le questioni contestate e le relative critiche alla sentenza di primo grado, senza la necessità di formule sacramentali. La causa è stata rinviata per un nuovo esame nel merito.
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Prescrizione risoluzione contratto: l’effetto interruttivo
La Corte di Cassazione stabilisce che la domanda giudiziale per l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare interrompe la prescrizione anche per la successiva domanda di risoluzione. Il caso riguarda una compravendita immobiliare bloccata per irregolarità urbanistiche. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto per inadempimento dei promittenti venditori, rigettando la loro eccezione di prescrizione risoluzione contratto, poiché la prima azione legale aveva già interrotto il decorso dei termini.
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Onere della prova appalto: chi paga i vizi dell’opera?
Una ditta di costruzioni ha citato in giudizio un committente per il saldo di lavori di ristrutturazione. Gli eredi del committente si sono opposti, lamentando vizi dell'opera e costi non dovuti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della ditta, confermando che l'onere della prova appalto per ogni voce di costo spetta all'impresa e che il committente può legittimamente rifiutare il pagamento per vizi sollevando una semplice eccezione, senza necessità di una domanda riconvenzionale.
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Inammissibilità appello: stop al formalismo eccessivo
In una controversia su un contratto d'appalto, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato l'inammissibilità dell'appello per un'eccessiva rigidità formale. La Suprema Corte ha ribadito che, per evitare l'inammissibilità dell'appello, è sufficiente individuare con chiarezza le questioni contestate e le relative censure, senza la necessità di formule sacramentali, privilegiando così una decisione sul merito della causa.
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Qualità essenziali e vendita: la Cassazione decide
Una società cooperativa acquistava un terreno per edificare, scoprendo poi che l'allaccio alla rete fognaria non era nella posizione indicata nel progetto. La società ha chiesto la risoluzione del contratto per mancanza di qualità essenziali. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha respinto il ricorso. Ha stabilito che una diversa, ma comunque esistente e funzionale, possibilità di allaccio non costituisce una mancanza di qualità essenziali tale da giustificare la risoluzione, poiché non compromette l'utilizzo del bene.
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Deduzione forfettaria costi: obbligo per il Fisco
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito un principio cruciale in materia di accertamenti fiscali. Se l'Agenzia delle Entrate presume un maggior reddito basandosi su versamenti in conto corrente (accertamento induttivo), è obbligata a riconoscere una deduzione forfettaria dei costi. Questa decisione, fondata sul principio costituzionale della capacità contributiva, mira a garantire che la tassazione avvenga su un reddito netto realistico. La Corte ha cassato la precedente sentenza e rinviato il caso per un nuovo calcolo che includa tale deduzione.
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