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Art. 340 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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67 provvedimenti

Altri anni per Art. 340 Codice di Procedura Penale

Remissione di querela: condanna annullata ma spese a carico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito di un accordo tra le parti. Durante il processo, la persona offesa ha ritirato la propria denuncia e l'imputato ha accettato. Questo atto, noto come remissione di querela, ha causato l'estinzione del reato, ponendo fine al procedimento. Nonostante l'annullamento della condanna, la Corte ha stabilito che le spese processuali restano a carico dell'imputato. La decisione chiarisce che l'accordo tra le parti può chiudere un processo penale, ma non cancella necessariamente tutti i costi associati.
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Remissione di querela: condannate per molestie, poi prosciolte
Due persone, già condannate a una pena pecuniaria per il reato di molestie, vedono la loro sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta avviene grazie a due fattori decisivi: una nuova legge che ha reso il reato perseguibile solo su querela e la successiva decisione della vittima di ritirare la propria denuncia. La Corte ha stabilito che la remissione di querela, anche se avvenuta durante l'ultimo grado di giudizio, è sufficiente a estinguere il reato. Di conseguenza, la condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando come la volontà della persona offesa possa determinare l'esito di un processo penale.
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Truffa: Condanna Annullata per Remissione di Querela, ma non i Costi
Un uomo, già condannato per truffa nei primi due gradi di giudizio, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La svolta non arriva da un'assoluzione nel merito, ma dall'intervento della vittima che, prima della decisione finale, ritira la querela. L'imputato accetta la remissione. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accordo, dichiara l'estinzione del reato per remissione di querela. La condanna viene cancellata, ma l'imputato è comunque tenuto a pagare le spese del procedimento. La sentenza dimostra come la volontà della persona offesa possa essere decisiva per chiudere un processo penale.
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Condannato per truffa, ma la remissione di querela annulla tutto
Un soggetto, già condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il motivo non è un errore nel giudizio, ma un evento successivo: la vittima del reato ha deciso di ritirare la propria denuncia. L'imputato ha accettato questa decisione. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del reato per remissione di querela, un atto che pone fine al procedimento penale per determinate tipologie di illeciti. La condanna è stata cancellata definitivamente, dimostrando come un accordo tra le parti possa risolvere la vicenda anche dopo una sentenza di colpevolezza.
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Remissione di querela in Cassazione: condanna annullata all’ultimo
Un imputato, già condannato nei gradi precedenti, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. La svolta avviene grazie alla remissione di querela presentata dalla persona offesa. La Corte Suprema ha stabilito un principio fondamentale: la remissione è valida ed efficace fino a quando la condanna non diventa definitiva e irrevocabile. Questo significa che un accordo tra le parti può estinguere il reato anche durante l'ultimo grado di giudizio, portando alla cancellazione della condanna. L'imputato, pur vedendo annullata la pena, è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di Querela: Condanna Annullata, ma Spese da Pagare
Un imputato, condannato per truffa, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La decisione è arrivata dopo che la persona offesa ha ritirato la denuncia. Questo atto, noto come remissione di querela, è stato accettato dall'imputato e ha portato all'estinzione del reato. La Corte ha quindi cancellato la condanna in modo definitivo. Tuttavia, ha stabilito un principio importante: nonostante l'esito favorevole, l'imputato è stato condannato a pagare tutte le spese del processo. La vicenda chiarisce che la fine del procedimento non cancella i costi sostenuti dalla giustizia.
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Lesioni stradali: la remissione di querela annulla la condanna
Un'imputata, già condannata per lesioni personali stradali, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. La svolta è avvenuta grazie alla remissione di querela presentata dalla persona offesa. L'imputata ha accettato la remissione. Poiché il reato contestato non prevedeva aggravanti tali da renderlo perseguibile d'ufficio, la volontà della vittima è diventata decisiva. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del reato, annullando la condanna senza bisogno di un nuovo processo. Le spese processuali, tuttavia, sono state poste a carico dell'imputata.
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Remissione di querela: condannati per minaccia, prosciolti in Cassazione
Due persone, condannate per il reato di minaccia, hanno fatto ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha deciso di ritirare la sua denuncia. Gli imputati hanno accettato formalmente questa decisione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la remissione di querela, se accettata, estingue il reato. Questo principio prevale su ogni altra valutazione, anche in fase di ricorso finale. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza di condanna, dichiarando il reato estinto. Gli imputati sono stati condannati solo al pagamento delle spese processuali.
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Condannata per Truffa, ma la Vittima la Salva con la Remissione
Un'imputata, già condannata in primo grado per truffa semplice, ottiene l'annullamento della sentenza. La vicenda si risolve grazie alla remissione di querela presentata dalla persona offesa e accettata dall'imputata stessa. La Corte di Cassazione ha confermato un principio fondamentale: se la vittima ritira la denuncia per un reato procedibile a querela, il procedimento penale si estingue in qualsiasi fase, anche dopo una condanna non ancora definitiva. La Corte ha quindi annullato la sentenza, dichiarando il reato estinto e ponendo le spese processuali a carico dell'imputata.
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Condannato per Truffa ma Assolto: il Potere della Remissione di Querela
Un individuo, già condannato per truffa, ottiene l'annullamento della sentenza in Cassazione. Il motivo non è un errore nel processo, ma un fatto successivo: la vittima ha ritirato la denuncia. La Corte Suprema ha confermato che la remissione di querela, se accettata dall'imputato, è un atto così potente da estinguere il reato e cancellare la condanna, anche se interviene dopo la decisione dei giudici di merito. L'imputato è stato però condannato a pagare le spese processuali. La vicenda chiarisce l'importanza della volontà della persona offesa nei reati perseguibili a querela.
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Remissione di querela: reato estinto ma spese a carico dell’imputato
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito della remissione di querela da parte della persona offesa. L'imputata aveva accettato il ritiro della denuncia, portando all'estinzione del reato. Questo caso chiarisce un principio fondamentale: anche quando il processo si conclude favorevolmente per l'imputato a causa della remissione, quest'ultimo è tenuto per legge a pagare le spese processuali, a meno che non esista un accordo diverso con la parte che ha ritirato la querela. La decisione sottolinea come la fine del procedimento non cancelli automaticamente gli oneri economici derivanti da esso.
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Remissione di querela in Cassazione: condanna annullata all’ultimo
Due imputati, già condannati in appello, ricorrono in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la persona offesa decide di ritirare la propria denuncia. La Corte Suprema di Cassazione, ricevuta la remissione di querela e la relativa accettazione, ha stabilito un principio fondamentale: questa causa di estinzione del reato prevale su ogni altra valutazione. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza di condanna senza nemmeno esaminare i motivi del ricorso, dichiarando il reato estinto e chiudendo definitivamente la vicenda. Gli imputati sono stati condannati solo al pagamento delle spese processuali.
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Condannata per appropriazione: la remissione di querela la salva
Una donna, condannata per appropriazione indebita, ricorre in Cassazione. Durante il processo, la persona offesa decide di ritirare la denuncia. Questo atto, noto come remissione di querela, ha un effetto decisivo. La Corte di Cassazione, infatti, stabilisce che la remissione di querela, se accettata, estingue il reato e prevale su ogni altra questione. Di conseguenza, la sentenza di condanna viene annullata senza bisogno di esaminare i motivi del ricorso. L'imputata, pur vedendo il reato estinto, viene condannata a pagare le spese processuali.
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Remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
Una giornalista e un direttore responsabile erano stati condannati in appello per diffamazione a mezzo stampa. Durante il giudizio di legittimità, la persona offesa ha presentato una dichiarazione formale di remissione di querela tramite il proprio legale. Gli imputati hanno accettato tale remissione, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del reato. La decisione ha comportato l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la revoca delle condanne pecuniarie precedentemente inflitte. La remissione di querela ha dunque prevalso sull'esame dei motivi di ricorso, chiudendo definitivamente la vicenda giudiziaria con la sola condanna degli imputati al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: estinzione del reato in Cassazione
La Corte di Cassazione ha sancito l'annullamento senza rinvio di una condanna per lesioni personali colpose a seguito dell'intervenuta remissione di querela. Nonostante il procedimento fosse giunto alla fase di legittimità, l'accordo tra le parti ha prevalso, determinando l'estinzione del reato. La decisione chiarisce che la remissione di querela accettata travolge non solo la responsabilità penale, ma anche tutte le statuizioni civili precedentemente disposte, inclusi i risarcimenti danni, confermando un orientamento consolidato della giurisprudenza di legittimità.
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Remissione di querela: vittima ritira denuncia, pena ridotta
Un imputato, condannato per truffa e tentata truffa, ottiene una significativa riduzione della pena grazie alla decisione di una delle vittime. Quest'ultima, infatti, ha ritirato la propria denuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il reato di tentata truffa estinto per remissione di querela. Di conseguenza, i giudici hanno ricalcolato la sanzione finale, eliminando l'aumento di pena che era stato applicato per il vincolo della 'continuazione' tra i due reati. La condanna per la truffa consumata è rimasta, ma la pena complessiva è stata ridotta. La Corte ha invece confermato la recidiva, specificando che la sua valutazione non si basa solo sul tempo trascorso ma sul legame concreto tra i vecchi e i nuovi reati.
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Truffa Online: Condannato ma la Remissione di Querela lo Salva
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per frode informatica. La vicenda riguarda un caso di truffa online e remissione di querela da parte della vittima. I giudici dei gradi precedenti avevano ignorato la remissione, ritenendo il reato procedibile d'ufficio per la presenza dell'aggravante della minorata difesa. La Cassazione, invece, ha applicato una nuova legge più favorevole all'imputato. Questa legge ha creato una specifica aggravante per la truffa telematica, rendendola però procedibile solo a querela della persona offesa. Di conseguenza, la remissione della querela diventa efficace ed estingue il reato, portando all'annullamento della condanna.
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Remissione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per truffa a seguito dell'intervenuta remissione di querela. Durante la pendenza del ricorso, la persona offesa ha ritirato la denuncia e l'imputato ha accettato tale rinuncia. La Suprema Corte ha ribadito che la remissione di querela, se ritualmente accettata, determina l'estinzione del reato e prevale su eventuali profili di inammissibilità del ricorso, purché quest'ultimo sia stato presentato tempestivamente.
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Remissione di querela: estinzione del reato
La Corte di Cassazione ha sancito l'annullamento senza rinvio di una sentenza di condanna a seguito della intervenuta remissione di querela. Il caso riguardava i reati di danneggiamento e minaccia, per i quali la persona offesa, tramite procuratore speciale, ha rinunciato all'azione penale. Poiché gli imputati hanno accettato tale rinuncia, si è configurata la causa estintiva del reato prevista dall'art. 152 c.p., rendendo nullo il precedente provvedimento della Corte d'Appello.
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Remissione di querela: effetti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo condannato per furto aggravato che aveva proposto ricorso per vizi procedurali e di identificazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, la persona offesa ha presentato una remissione di querela, ritualmente accettata. La Suprema Corte ha stabilito che la remissione di querela determina l'estinzione del reato e prevale su eventuali profili di inammissibilità del ricorso, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio.
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