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Art. 336 Codice Civile

12 provvedimenti

Continuità affettiva: limiti e diritti dei terzi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto che chiedeva il riconoscimento del diritto alla continuità affettiva con un minore di cui si era preso cura 'di fatto'. Il ricorrente aveva ospitato il bambino durante periodi di crisi della famiglia adottiva, ma la madre aveva successivamente interrotto i rapporti. La Suprema Corte ha chiarito che la legge n. 173/2015 tutela il diritto del minore e non conferisce ai terzi, privi di un formale provvedimento di affidamento, il potere di agire direttamente in giudizio per ottenere il diritto di visita. La tutela di tali legami è affidata esclusivamente alla sollecitazione del Pubblico Ministero.
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Ascolto del minore: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24626/2023, ha rigettato il ricorso di un padre dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale. Il caso verteva sulla mancata audizione della figlia minore. La Corte ha chiarito che l'ascolto del minore infradodicenne non è un obbligo assoluto. Il giudice può motivatamente ometterlo se contrario all'interesse del bambino, ad esempio per evitare traumi, senza dover preventivamente valutare la sua capacità di discernimento.
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Decadenza responsabilità genitoriale: no ai nonni
La Cassazione ha confermato la decadenza dalla responsabilità genitoriale di due genitori per maltrattamenti sui figli. La Corte ha ritenuto legittimo basare la decisione su intercettazioni e ha negato l'affido ai nonni e zii, considerati inadeguati per non aver protetto i minori. È stato inoltre stabilito che l'ascolto dei minori in appello può essere omesso per evitare una vittimizzazione secondaria.
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Diritto dei nonni: l’interesse del minore prevale
In un caso di forte conflittualità familiare, i nonni e lo zio paterni si erano rivolti al tribunale per vedere i nipoti minori, ostacolati dai genitori. La Corte d'Appello aveva concesso gli incontri basandosi sulla mera assenza di pregiudizio per i bambini. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2881/2023, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il 'diritto dei nonni' non è incondizionato, ma subordinato al 'superiore interesse del minore'. Il giudice non deve solo escludere un danno, ma deve accertare in positivo il concreto beneficio che il rapporto porterebbe alla crescita del bambino, tenendo conto del contesto conflittuale e della volontà del minore stesso.
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Ammonimento ex art. 709-ter: è impugnabile?
In un caso di conflitto genitoriale, la Corte di Cassazione analizza la natura del provvedimento di ammonimento ex art. 709-ter c.p.c. La Suprema Corte stabilisce che, a differenza di precedenti orientamenti, l'ammonimento non ha natura meramente esortativa, ma afflittiva e sanzionatoria. Pertanto, possiede carattere decisorio e definitivo, rendendolo suscettibile di ricorso straordinario per cassazione. Nonostante l'ammissibilità del ricorso su questo principio, la Corte lo ha rigettato nel merito per altre ragioni.
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Scatti di anzianità cambio appalto: sì al cumulo
Una lavoratrice, impiegata continuativamente nello stesso servizio di mensa nonostante diversi cambi di azienda appaltatrice, ha citato in giudizio l'ultimo datore di lavoro per il mancato pagamento degli scatti di anzianità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che, in base al CCNL Turismo, l'impresa subentrante deve riconoscere l'intera anzianità di servizio maturata dal lavoratore nell'appalto, anche se con datori di lavoro precedenti e anche se gli scatti non erano stati precedentemente erogati. La necessità di documentazione è una modalità procedurale, non una condizione che annulla il diritto del lavoratore.
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Curatore speciale: nomina obbligatoria nell’adozione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di adozione mite, accogliendo il ricorso della nonna di un minore. La decisione si fonda sulla mancata nomina di un curatore speciale, figura ritenuta indispensabile per rappresentare l'interesse del bambino in un contesto di grave conflitto tra i parenti (nonna contro zii affidatari). L'omissione ha causato la nullità dell'intero procedimento per violazione del contraddittorio.
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Ricorso per cassazione decadenza genitoriale: quando?
Una madre ha proposto un ricorso per cassazione per decadenza genitoriale contro un decreto del Tribunale per i minorenni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il rimedio corretto è il reclamo alla Corte d'Appello. Il ricorso diretto in Cassazione è possibile solo per provvedimenti definitivi, cioè non altrimenti impugnabili, e il decreto in questione non rientra in tale categoria.
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Spese di lite in procedimenti provvisori: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che nei procedimenti provvisori e urgenti a tutela dei minori, la condanna al pagamento delle spese di lite non deve essere emessa contestualmente al provvedimento interinale, ma va rinviata alla decisione finale. Analizzando il ricorso di una madre, la Corte ha annullato la statuizione sulle spese imposta dalla Corte d'Appello, ribadendo che tali decisioni accessorie devono seguire l'esito complessivo della causa principale, poiché il provvedimento provvisorio è destinato ad essere assorbito da quello definitivo.
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Responsabilità genitoriale: quando appellare i decreti
Un padre si vede limitare la propria responsabilità genitoriale da un decreto del Tribunale per i Minorenni. La Corte d'Appello dichiara inammissibile il suo reclamo, ritenendo il provvedimento non definitivo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, stabilendo un principio fondamentale: qualsiasi provvedimento che incide sulla responsabilità genitoriale ha carattere decisorio e, pertanto, è immediatamente impugnabile, a prescindere dal procedimento in cui è inserito.
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Curatore speciale: la Cassazione alle Sezioni Unite
In un caso di adozione 'mite', la Corte di Cassazione ha rilevato la mancata nomina di un curatore speciale per il minore, figura essenziale in presenza di un conflitto di interessi con i genitori. Questo vizio procedurale ha portato la Corte a sollevare una questione di massima importanza. A causa di un contrasto giurisprudenziale interno su quale giudice (primo grado o appello) debba riconsiderare il caso dopo la cassazione, la Prima Sezione Civile ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto uniforme.
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Compenso avvocato: natura contenziosa del rito
Un avvocato contesta la liquidazione del suo compenso, calcolato secondo le tabelle della volontaria giurisdizione per un caso di affidamento figli. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che per il corretto calcolo del compenso avvocato si deve guardare alla natura contenziosa della controversia, non alla forma del rito camerale. La decisione del Tribunale è annullata con rinvio.
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