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Art. 322 Codice di Procedura Penale — Sezione Sesta Penale

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35 provvedimenti

Altri anni per Art. 322 Codice di Procedura Penale

Termine riesame sequestro: decorrenza e notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato che aveva impugnato tardivamente un decreto di sequestro preventivo. La Corte ha ribadito un principio consolidato: il termine per il riesame del sequestro decorre dalla data di esecuzione della misura o dalla conoscenza effettiva da parte dell'interessato, e non dalla data di notifica del provvedimento al difensore. Quest'ultimo, pur legittimato a impugnare, non ha un autonomo diritto alla notifica ai fini della decorrenza dei termini.
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Sequestro preventivo: i termini del riesame spiegati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce i termini per la procedura di riesame, stabilendo che l'unico termine perentorio è quello di dieci giorni per la decisione, decorrente dalla ricezione degli atti. Viene inoltre confermata la legittimità del sequestro del profitto del reato associativo e l'inammissibilità del ricorso da parte di chi non è proprietario dei beni sequestrati.
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Legittimazione ricorso: quando il custode non può agire
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato, custode di un cavallo sequestrato in un procedimento civile, contro un successivo sequestro probatorio in ambito penale. La decisione si fonda sulla carenza di legittimazione al ricorso dell'indagato. Secondo la Corte, il semplice custode giudiziario è un ausiliario del giudice e non vanta una posizione giuridica autonoma sul bene che gli consenta di chiederne la restituzione, presupposto necessario per l'impugnazione ai sensi dell'art. 325 c.p.p.
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Omologazione autovelox: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo di autovelox non conformi. Pur confermando che la vendita di dispositivi solo approvati come se fossero omologati può integrare i reati di frode in pubbliche forniture e falso ideologico, la Corte ha annullato l'ordinanza di sequestro per mancanza di motivazione sulle specifiche esigenze preventive. La sentenza ribadisce la non equipollenza tra approvazione e omologazione autovelox, un principio cruciale per la validità delle multe.
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Esercizio abusivo professione: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di sequestro preventivo nei confronti di una casa di riposo. Le accuse principali erano l'esercizio di attività sanitaria senza autorizzazione e l'esercizio abusivo della professione infermieristica da parte di operatori non qualificati per la somministrazione di farmaci. La Corte ha stabilito che la struttura operava in un regime autorizzativo transitorio valido e che la somministrazione di farmaci, pre-dosati e preparati dagli infermieri, da parte di operatori socio-sanitari (OSS) non integra il reato di esercizio abusivo della professione, trattandosi di un'attività di supporto non richiedente specifiche abilità infermieristiche.
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Sequestro preventivo: convalida tardiva inoppugnabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Il ricorrente sosteneva l'inefficacia della misura per via della convalida tardiva del sequestro d'urgenza da parte del giudice. La Corte ha stabilito che, una volta emesso un autonomo decreto di sequestro da parte del giudice, ogni vizio della fase precedente di convalida diventa irrilevante. L'oggetto del riesame è solo il decreto del giudice, mentre l'ordinanza di convalida in sé è inoppugnabile per il principio di tassatività dei mezzi di impugnazione.
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Sequestro preventivo: si può chiedere la revoca?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4003/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di misure cautelari reali. Anche in presenza di una sentenza di condanna di primo grado che dispone la confisca, l'imputato conserva il diritto di chiedere la revoca del sequestro preventivo sui propri beni. La Corte ha chiarito che il sequestro rimane l'unico titolo giuridico che legittima la privazione del bene fino a quando la sentenza non diventa definitiva. Di conseguenza, i giudici devono esaminare nel merito le istanze di revoca, anche se basate su nuove prove, senza potersi trincerare dietro una presunta preclusione derivante dalla condanna non ancora irrevocabile.
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Rinuncia al ricorso: quando si pagano le spese?
La Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Un legale rappresentante, dopo aver impugnato un sequestro preventivo, rinuncia all'appello. La Corte dichiara l'inammissibilità ma lo condanna al pagamento delle spese e di una sanzione, non essendo provata una causa non imputabile per la rinuncia.
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Procura Speciale: Cassazione annulla inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che aveva dichiarato inammissibile l'impugnazione contro un sequestro preventivo di crediti d'imposta. L'inammissibilità era stata basata su un presunto difetto di procura speciale e sull'errata individuazione dell'atto impugnato. La Suprema Corte ha chiarito che la procura speciale non richiede formule sacramentali e che, ai fini dell'impugnazione, la sostanza dei motivi prevale sulla forma dell'intestazione dell'atto, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Interesse dell’indagato: riesame sequestro preventivo
Un indagato, legale rappresentante di una società, proponeva riesame contro il sequestro preventivo di un furgone aziendale. Il Tribunale dichiarava la richiesta inammissibile per carenza di interesse, non essendo l'indagato proprietario del bene. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sulla nozione di interesse dell'indagato a impugnare un sequestro quando non ha diritto alla restituzione, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una decisione definitiva.
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Sequestro conservativo: chi può fare ricorso? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione a proporre riesame avverso un'ordinanza di sequestro conservativo è estesa a 'chiunque vi abbia interesse', inclusi i soci di una società i cui beni sono stati sequestrati. La Corte ha annullato una decisione del Tribunale che aveva negato tale diritto a un socio unico, applicando erroneamente le norme più restrittive previste per il sequestro preventivo. La sentenza sottolinea come l'interesse del socio a preservare il capitale sociale sia sufficiente a giustificare l'impugnazione del sequestro conservativo.
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Sequestro preventivo: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un sequestro preventivo di un complesso immobiliare, disposto nell'ambito di un'indagine per turbata libertà degli incanti. L'indagato, pur essendo inabilitato a partecipare ad aste, avrebbe utilizzato società prestanome per aggiudicarsi un bene. La Suprema Corte ha ritenuto sussistenti gli indizi di reato ('fumus commissi delicti'), ma ha annullato l'ordinanza di sequestro per un vizio di motivazione. Il Tribunale del riesame, infatti, non aveva adeguatamente dimostrato l'esistenza di un pericolo concreto e attuale ('periculum in mora') che giustificasse la misura cautelare, limitandosi a un'affermazione generica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame sul punto.
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Sequestro preventivo terzo: diritti e limiti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 305/2025, ha rigettato il ricorso di una terza proprietaria avverso un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione di un immobile. La Corte ha stabilito che, sebbene il terzo abbia pieno diritto di contestare i presupposti della misura cautelare, nel caso di specie la sproporzione tra il bene di lusso e i redditi leciti era sufficiente a giustificare il sequestro, e il rischio di dispersione del bene (periculum in mora) era stato adeguatamente motivato sulla base della condotta pregressa degli indagati volta ad occultare i proventi illeciti.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo di circa 55.000 euro, disposto nell'ambito di indagini per traffico di stupefacenti. La Corte ha ritenuto infondate le contestazioni della difesa sulla mancanza di una base indiziaria e di un nesso di pertinenzialità tra le somme e i reati, confermando la legittimità del provvedimento cautelare basato sull'accrescimento patrimoniale dell'indagato.
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Sequestro del profitto: limiti e non estensibilità
Con la sentenza n. 52115/2019, la Cassazione Penale, Sez. 6, dichiara inammissibile il ricorso del PM contro la revoca di un sequestro preventivo. Il caso riguarda un appalto illecito e un'estorsione ai danni dei lavoratori. La Corte stabilisce che il sequestro del profitto non può essere esteso alla società committente se il suo vantaggio economico, pur esistente, non è stato specificamente quantificato e risulta solo futuro o potenziale, a differenza del profitto diretto e calcolato della società appaltatrice.
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