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Art. 321 Codice di Procedura Penale — Anno 2024

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513 provvedimenti

Altri anni per Art. 321 Codice di Procedura Penale

Sequestro preventivo: quando è possibile un nuovo decreto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo emessa dopo l'annullamento di un precedente decreto. L'annullamento era avvenuto per un vizio formale (mancanza di motivazione sul periculum in mora), non per motivi di merito. La Corte ha stabilito che ciò non viola il principio del ne bis in idem cautelare, permettendo l'emissione di un nuovo provvedimento correttamente motivato sulla base degli stessi elementi investigativi.
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Ricorso inammissibile: sequestro e fumus delicti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La decisione si fonda sulla genericità delle censure relative al 'fumus delicti' e sull'impossibilità di dedurre vizi di motivazione in questa sede. Il ricorso è stato respinto anche per carenza di interesse riguardo al 'periculum in mora', confermando la misura cautelare per reati di associazione per delinquere, truffa e riciclaggio.
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Sequestro preventivo: l’obbligo di motivazione reale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Foggia relativa a un sequestro preventivo per oltre 6 milioni di euro. La Corte ha ritenuto la motivazione del provvedimento meramente apparente, in quanto non affrontava adeguatamente le specifiche argomentazioni difensive, tra cui una precedente assoluzione e l'avvenuto recupero di parte delle somme. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Periculum in mora: motivazione e sequestro preventivo
Un'imprenditrice contesta un sequestro preventivo per reati tributari, sostenendo che la motivazione sul periculum in mora fosse apparente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che le modalità fraudolente con cui è stato commesso il reato sono di per sé un valido indicatore del rischio di dispersione dei beni, giustificando così la misura cautelare. La Corte ha inoltre confermato che il Tribunale del Riesame può legittimamente integrare la motivazione del provvedimento originario.
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Compenso amministratore: chi decide l’opposizione?
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza tra Tribunale e Corte d'Appello riguardo all'opposizione sul compenso di un amministratore giudiziario per beni in sequestro preventivo. La Suprema Corte stabilisce che, in assenza di una norma speciale, si applica la regola generale: la competenza a decidere è del Presidente del Tribunale, non della Corte d'Appello come avviene per le misure di prevenzione.
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Giudicato cautelare: quando un nuovo sequestro è lecito?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 47307/2024, ha rigettato i ricorsi contro un'ordinanza di sequestro preventivo per reati di indebita compensazione. La Corte ha stabilito che non si forma il giudicato cautelare se il rigetto di una precedente richiesta di sequestro è avvenuto per motivi puramente procedurali (mancata motivazione del PM) e non per una valutazione di merito. Ha inoltre confermato i criteri per determinare la competenza territoriale in caso di reati connessi e ha ritenuto sussistente il pericolo di dispersione dei beni nonostante l'apparente solidità patrimoniale della società indagata.
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Termine riesame sequestro: da quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul termine riesame sequestro probatorio eseguito d'iniziativa dalla Polizia Giudiziaria. La sentenza annulla un'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile un ricorso perché tardivo, chiarendo che il termine di dieci giorni per l'impugnazione non decorre dal momento del sequestro, ma dalla notifica del decreto di convalida del Pubblico Ministero. Questa decisione sottolinea l'importanza della piena conoscenza delle ragioni del provvedimento per un'effettiva difesa.
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Fatture false: la Cassazione sulla confisca allargata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo per reati tributari, tra cui l'emissione di fatture false. La sentenza chiarisce che l'obbligo di dichiarare l'IVA sorge con la semplice emissione della fattura, anche se per un'operazione inesistente, rendendo compatibili le accuse di emissione di fatture false e omessa dichiarazione. Inoltre, ha confermato la legittimità della confisca allargata su una ingente somma di denaro contante, ritenuta di provenienza illecita data la sproporzione rispetto ai redditi dichiarati e l'assenza di giustificazioni plausibili.
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Sequestro preventivo: quando manca il periculum in mora
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per equivalente nei confronti dell'amministratore di una società, accusato di aver emesso fatture per operazioni inesistenti legate a bonus edilizi. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al 'periculum in mora', ovvero il concreto rischio di dispersione dei beni. La Corte ha ribadito che il Tribunale del Riesame non può integrare una motivazione inesistente, portando all'annullamento senza rinvio del sequestro e alla restituzione dei beni.
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Sequestro preventivo: limiti dell’OEI e profitto
La Corte di Cassazione interviene su un caso di sequestro preventivo per bancarotta fraudolenta, chiarendo i confini tra l'Ordine Europeo di Indagine (OEI) e l'esecuzione di misure cautelari reali all'estero. La Corte ha rigettato il motivo di ricorso sull'abuso dell'OEI, specificando che la sua funzione è di ricerca della prova e non di esecuzione del sequestro, che avviene tramite altri strumenti. Ha invece accolto parzialmente il ricorso, annullando con rinvio l'ordinanza per motivazione apparente riguardo all'attribuzione di una parte del profitto del reato alla società ricorrente, in relazione a una complessa operazione di novazione contrattuale.
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Legittimazione amministratore condominio al riesame
La Corte di Cassazione ha stabilito che la legittimazione amministratore condominio a impugnare un sequestro preventivo su beni comuni sussiste anche se egli è la persona indagata. Tale diritto deriva dalla sua relazione di detenzione qualificata con i beni e dai suoi doveri di conservazione, a prescindere dalla proprietà degli stessi. La Corte ha annullato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva dichiarato inammissibile l'istanza, rinviando per un nuovo esame nel merito.
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Indebita compensazione: la responsabilità del committente
La Corte di Cassazione analizza un caso di frode fiscale basato su fittizi contratti di appalto, chiarendo la responsabilità del committente nel reato di indebita compensazione. La sentenza conferma il sequestro preventivo nei confronti della società committente, ritenuta pienamente consapevole del meccanismo illecito. Tuttavia, annulla la misura cautelare per l'amministratrice di una delle società appaltatrici, in carica solo per 44 giorni, per assenza di prove concrete del suo coinvolgimento. Vengono inoltre rigettate le eccezioni sul 'ne bis in idem' e sulla competenza territoriale.
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Periculum in mora: annullato sequestro per difetto
La Corte di Cassazione ha annullato un sequestro preventivo di oltre 137.000 euro disposto nei confronti di una società per un presunto illecito utilizzo di crediti d'imposta. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione, nel provvedimento originario, riguardo al "periculum in mora", ovvero il rischio concreto di dispersione dei beni. La Corte ha stabilito che il Tribunale del Riesame non può sanare una mancanza così radicale, ma solo integrare una motivazione esistente ma insufficiente.
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