LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 314 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Pagina 13 di 15

294 provvedimenti

Altri anni per Art. 314 Codice di Procedura Penale

Riparazione ingiusta detenzione: niente se c’è prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che riconosceva una cospicua riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto il cui reato era stato dichiarato prescritto. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di prescrizione, non spetta alcun indennizzo, poiché l'imputato ha la facoltà di rinunciare alla prescrizione per cercare un'assoluzione piena nel merito, unica via per dimostrare l'ingiustizia della detenzione subita. Accettare la prescrizione preclude la richiesta di risarcimento.
Continua »
Ricorso straordinario: inammissibile per l’assolto
Un professionista, assolto dall'accusa di bancarotta fraudolenta dopo aver subito la custodia cautelare, ha visto respinta la sua richiesta di riparazione per ingiusta detenzione. Successivamente, ha proposto un ricorso straordinario per errore di fatto contro la decisione della Cassazione, ma la Corte lo ha dichiarato inammissibile. La sentenza chiarisce che tale rimedio è riservato esclusivamente al "condannato" in via definitiva, status che l'imputato assolto non ha mai acquisito, precludendogli l'accesso a questo specifico strumento processuale.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: negata per colpa grave
Un direttore dei lavori, assolto dall'accusa di corruzione, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che la sua condotta, consistita nel preparare personalmente i verbali di sopralluogo al posto del collaudatore ufficiale, costituisse una colpa grave. Tale comportamento, pur non integrando un reato, ha creato un'apparenza di illiceità che ha contribuito causalmente all'emissione della misura cautelare, escludendo così il diritto all'indennizzo.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: no se pena è ridotta
Un soggetto richiede la riparazione per ingiusta detenzione dopo aver scontato una pena superiore a quella successivamente rideterminata dal giudice. La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'indennizzo, chiarendo che la riparazione per ingiusta detenzione non spetta se la riduzione della pena non deriva da un'illegittimità dell'ordine di esecuzione, ma da una successiva valutazione discrezionale del giudice. La detenzione sofferta in più, in questo caso, non è considerata 'ingiusta' ai fini del risarcimento.
Continua »
Colpa grave: niente risarcimento per detenzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di risarcimento per ingiusta detenzione a una persona assolta dall'accusa di associazione a delinquere. La decisione si fonda sulla colpa grave della ricorrente, la cui condotta ambigua e connivente con le attività illecite del coimputato ha creato un quadro indiziario che ha ragionevolmente indotto all'applicazione della misura cautelare.
Continua »
Ingiusta detenzione: condotta ostativa e limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino assolto. La sentenza chiarisce che il giudice della riparazione non può fondare il diniego su una presunta colpa grave basandosi su fatti (come dichiarazioni di collaboratori) che il processo penale ha già giudicato inattendibili o non provati. L'analisi della condotta dell'imputato, come una temporanea irreperibilità, deve dimostrare un'intenzione di trarre in inganno l'autorità giudiziaria per poter escludere l'indennizzo.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: interessi e rivalutazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito della riparazione per ingiusta detenzione, gli interessi e la rivalutazione monetaria sull'indennizzo non sono automatici. Devono essere esplicitamente richiesti nella domanda iniziale. In caso contrario, una loro concessione da parte del giudice viola il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, risultando in una pronuncia 'ultra petita'. La Corte ha quindi annullato la parte della decisione che concedeva tali somme non richieste.
Continua »
Appello PM inammissibile senza interesse cautelare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'appello di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di una misura cautelare. La sentenza stabilisce che, ai fini dell'ammissibilità, non è sufficiente contestare la valutazione sulla gravità indiziaria, ma è necessario dimostrare anche la persistenza delle esigenze cautelari. La mancanza di argomentazioni su questo secondo punto rende il ricorso privo di un interesse concreto e attuale, determinando un appello PM inammissibile.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: la condotta ostativa
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che negava la riparazione per ingiusta detenzione. La sentenza chiarisce che le frequentazioni ambigue o le dichiarazioni mendaci rese dopo l'arresto non costituiscono automaticamente una 'colpa grave' ostativa al risarcimento, se non viene provato un nesso di causalità diretto con l'emissione del provvedimento restrittivo.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la colpa grave la esclude
Un agente di polizia, assolto dalle accuse di peculato, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che le sue conversazioni ambigue e le false dichiarazioni durante l'interrogatorio costituissero una colpa grave, avendo contribuito a creare l'apparenza di colpevolezza che ha portato alla sua detenzione.
Continua »
Interesse ad impugnare: quando il ricorso è inammissibile
Un indagato, accusato di omicidio e liberato dal Tribunale del Riesame per mancanza di esigenze cautelari, ha presentato ricorso in Cassazione contestando i gravi indizi di colpevolezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad impugnare, poiché l'annullamento della misura cautelare aveva già soddisfatto la sua pretesa principale, rendendo la pronuncia della Corte priva di utilità pratica per il ricorrente.
Continua »
Interesse a ricorrere: quando un appello è inutile
Un indagato, a cui era stata annullata la misura degli arresti domiciliari per carenza di esigenze cautelari, ha presentato ricorso in Cassazione chiedendo che venisse dichiarata anche l'insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di interesse a ricorrere. Secondo i giudici, una volta ottenuto il risultato pratico della liberazione, non sussiste un interesse concreto e attuale a ottenere una diversa motivazione, poiché le valutazioni della fase cautelare non vincolano il giudizio di merito.
Continua »
Interesse ad impugnare: ricorso inammissibile
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una misura cautelare per sopravvenuto difetto di interesse ad impugnare, poiché la misura era stata revocata. Senza una specifica richiesta per la riparazione per ingiusta detenzione, l'interesse a proseguire il giudizio viene meno.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: termine e ricorso
Un cittadino ha richiesto la riparazione per ingiusta detenzione dopo essere stato trattenuto in carcere oltre la data di fine pena. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità della richiesta, chiarendo che il termine di due anni per presentare la domanda non decorre dalla data di scarcerazione, ma dal momento in cui il provvedimento che ridetermina la pena diventa definitivo e inoppugnabile. Essendo la domanda stata presentata tardivamente, il ricorso è stato respinto.
Continua »
Utilizzabilità chat criptate e termini indagini
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro una misura cautelare basata su prove da chat criptate. La Corte ha stabilito che l'iscrizione di una nuova indagine per lo stesso reato associativo, ma con un ruolo apicale diverso e più grave, non viola i termini di durata massima delle indagini preliminari. Si tratta infatti di un'iscrizione autonoma. Ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo sull'utilizzabilità chat criptate perché l'eccezione non era stata correttamente sollevata e provata in sede di riesame.
Continua »
Riparazione per ingiusta detenzione: quando è negata
Un ex comandante di Polizia Urbana, assolto dall'accusa di falso in atto pubblico, si è visto negare la riparazione per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, stabilendo che le sue dichiarazioni confuse e la redazione postuma di una relazione di servizio costituivano una 'colpa grave'. Tale comportamento ha contribuito in modo determinante all'applicazione della misura cautelare, escludendo così il diritto al risarcimento.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: quando è negata
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto, sebbene assolto con formula piena dall'accusa di traffico di stupefacenti. La decisione si fonda sulla condotta gravemente colposa dell'individuo, il quale, attraverso conversazioni ambigue e la consapevolezza del contesto illecito, ha ingenerato nell'autorità giudiziaria una forte apparenza di colpevolezza, contribuendo così a causare la propria detenzione cautelare.
Continua »
Errore giudiziario: limiti alla riqualificazione
Un uomo, assolto in revisione dopo una condanna all'ergastolo, chiede un risarcimento per errore giudiziario per il periodo di detenzione ingiustamente sofferto. La Corte d'Appello riqualifica la domanda come ingiusta detenzione e si dichiara incompetente. La Cassazione annulla la decisione, stabilendo che il giudice non può alterare la 'causa petendi' della domanda, ovvero i fatti e le ragioni giuridiche alla base della richiesta, differenziando nettamente l'errore giudiziario dall'ingiusta detenzione.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: negata se c’è fuga
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un cittadino straniero arrestato per estradizione. La detenzione, seppur seguita da un diniego di estradizione, non è ingiusta se al momento della misura cautelare esisteva un concreto pericolo di fuga, valutato sulla base dello scarso radicamento sul territorio e della gravità delle accuse.
Continua »
Ingiusta detenzione: quando la colpa grave la esclude
La Cassazione ha negato il risarcimento per ingiusta detenzione a una donna assolta da reati di droga. La sua condotta, pur non penalmente rilevante, è stata ritenuta gravemente colposa per aver creato l'apparenza di colpevolezza, giustificando così il diniego dell'indennizzo.
Continua »